venerdì 28 novembre 2014

MUFFIN E DESTINO: TUTTO C'ENTRA



Eccomi come al solito all'ultimo a scrivere per MTChallenge. Questo mese avevo quasi pensato di fare due ricette, ma non mi smentisco mai... Il tema era tutto sommato semplice: muffin. La semplicità, però, era solo apparente. L'idea era di unire i muffin a un testo letterario: romanzo, poesia, canzone, piece teatrale. Ecco l'inghippo. Come molti dei concorrenti ho passato le mie giornate a decidere il testo letterario. Mi venivano in mente tutto e niente nello stesso tempo. Tanto per dovere di cronaca avevo pensato a:

  • Quer pasticciaccio brutto de via merulana. Letto e riletto parecchie volte negli anni universitari. Di Gadda mi è sempre piaciuto l'uso della lingua. Bocciato per mancanza di tempo nel rileggerlo
  • Country roads di John Denver. Canzone che ha segnato le mie estati in montagna. Serate in compagnia di una chitarra, qualche amico anche fascinoso e a volte un falò. Canzone che continua ad accompagnare i nostri viaggi anche se il marito non ha mai cantato insieme a me nelle serate in montagna. Semplicemente ama come me (e forse più di  me)  la musica country. E' rimasta fino all'ultimo come possibilità. Il punto era decidere cosa mettere nei muffin. Mirtilli? Mele? Mais? Pulled pork?
  • Simenon: il mio grande amore. Tra tutti il mio romanzo preferito rimane Tre camere a Manhattan, ma per i muffin avrei optato per Maigret. Difficile, però, scegliere il romanzo giusto e la versione di muffin ideale (dolce con prugne e noci o salato con ingredienti provenzali?). 
In tutto ciò, non so come mai, mi ha cominciato a martellare una frase di un'opera teatrale di cui mi avevano parlato da ragazza. Vi confido che credo di non averla neanche letta tutta, ma quella frase finale la so a memoria. E' una di quelle frasi che ti segni sul diario da adolescente e che ora forse si potrebbe trovare in qualche tumblr. E mentre mi martellava in testa, mi visualizzavo il muffin. Così l'altro giorno ho deciso. 

L'opera teatrale da cui ho preso la frase è il Miguel Manara del lituano Milosz. E' un mistero in sei quadri ispirato alla vita di don Miguel Manara Vincentelo de Leca, vissuto a Siviglia nel seicento e proclamato beato da Giovanni Paolo II
Il Miguel Manara di Milosz è un don Giovanni: vita dissipata, pieno di donne e dall'animo inquieto. L'incontro con la giovane Girolama cambierà la sua vita. I due si sposeranno ma la giovane morirà velocemente. Miguel Manara, ormai cambiato dalla purezza della moglie, decide di entrare in convento. Lì viene accolto e lì passerà il resto della vita. Quando ormai anziano è arrivato il momento della morte, lui dice questa frase: 
“Adesso sono in mezzo ai vivi come il ramo nudo il cui secco rumore fa paura al vento della sera. Ma il mio cuore è gioioso come il nido che ricorda e come la terra che spera sotto la neve. Perché so che tutto è dove deve essere e va dove deve andare: al luogo assegnato da una sapienza che (il Cielo ne sia lodato!) non è la nostra”.
E' una frase che mi ha sempre colpita per la sua poeticità nel parlare di destino. La vicenda di questo uomo che come l'Innominato ne ha fatte di ogni e che l'incontro con un cuore puro ribalta la vita mi ha sempre fatto pensare che la possibilità di felicità e di letizia è per tutti se si dà senso alla propria vita. E il sapere che tutto è dove deve essere e va dove deve andare grazie alla sapienza che non è la nostra in fondo in fondo è liberante. 

Ma ora veniamo ai muffin: volevo rendere l'idea della terra che spera sotto la neve. La terra che spera perchè ha dentro di sè il seme di qualcosa di bello. Così ho deciso per un muffin al cioccolato. Dentro, però ho messo un mix di semini e, per indicare la promessa del frutto, un po' di marmellata di amarene, che sono dolci e amare insieme come lo è la vita. Una spolverata di  zucchero a velo  in cima non poteva che simulare la neve.

ecco la ricetta:



MUFFIN ALLA MIGUEL MANARA

ingredienti secchi: 
  • 250 g di farina
  • 50 g di cacao fondente
  • 8 g di lievito
  • un cucchiaio di bicarbonato
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 2 cucchiai di semi misti (un mix che ho comprato in un supermercato in zona: girasole, sesamo, papavero, lino)
ingredienti umidi
  • 200 g di yogurt intero 
  • 2 uova caserecce (dal pollaio di un collega del marito)
  • 60 g di burro
  • 140 g di composta di amarene fatta in casa (gentilmente fornita da un'altra collega del marito)
Per la preparazione si consiglio di seguire le indicazioni di Francesca.

  • tirate fuori gli ingredienti dal frigo almeno mezz'ora prima
  • fate fondere il burro e poi fatelo raffreddare
  • mescolate burro, uova, yogurt e composta di amarene
  • in una ciotola setacciate molto bene la farina insieme con il lievito e il bicarbonato. Setacciate anche il cacao e unite alla farina. 
  • Setacciate ancora tutti gli ingredienti secchi fino a che non avrete più grumi
  • unite i semi e mescolate
  • fate una fontana e aggiungete gli ingredienti liquidi
  • girate per amalgamare il tutto il meno possibile
  • riempite i pirottini per tre quarti e mettete in forno statico, precedentemente riscaldato, per 20 - 25 minuti.
Servite con un'abbondante nevicata di zucchero a velo. 

PS in uno dei muffin (che vedete in foto) ho provato a mettere la granella di zucchero per dare una consistenza diversa. Giocate anche voi con la nota bianca che più vi piace :)



5 commenti:

  1. E' veramente meravigliosa e poetica la frase che hai citato e concordo, molto liberatoria.
    Non conoscevo questa opera ma racconta di una bellissima storia, che insegna molto sul senso della vita, sul nostro destino che in realtà non ci appartiene ma che possiamo in ogni momento cambiarlo se solo lo vogliamo.
    Hai reso benissimo l'idea della terra sotto la neve, fra l'uso del mix di semi, del cioccolato fondente per rendere bene il colore intenso della terra.
    Con la spolverata di zucchero a velo o anche di granella hai fatto scendere un velo di neve su questi muffins meravigliosi.
    Complimenti e grazie infinite!!!

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    1. Grazie mille! Quella di Miguel Manara è veramente una bellissima storia: racconta la possibilità per ogni uomo di ripartire sempre, andando anche oltre i propri errori, e di raggiungere la felicità. La figura di Girolama, poi, è bellissima! Un abbraccio!!

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  2. dimmi se hai ricevuto il commento....

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    1. mi rispondo da sola :-(
      Sintetizzo, perchè avevo scritto di getto. E ti avevo detto che anche io, come te, ero partita da tante cose da scrivere. E poi ho finito per farmi rapire dalla intensità della tua citazione: che, mai come in questo momento della miavita, si carica di implicazioni potenti e, per molti aspetti, anche confortanti. Altrettanto potente è l'ispirazione dei tuoi muffins, così personali, così centrati- e pure così confortevoli, visto l'uso dei sapori di casa e il tocco salutare dei semi. insomma, come al solito, una partecipazione nel segno della originalità e della bravura! bravissima!

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    2. Il ruo primo commento non l'avevo ricevuto, ma ti ringrazio di questo! Quando ho letto delle novità nella tua vita (e i muffin erano già fatti) mi sono detta che ti avrei potuto dedicare questo post. Ma non era necessario esplicitarlo, tu, ne ero certa, avresti colto... Un abbraccio e grazie!

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