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mercoledì 29 gennaio 2014

SPEZZATINO DI CINGHIALE e fallimenti vari



Quando ho saputo che la sfida per il mese di gennaio sarebbe stata lo spezzatino ero ad Aigues Mortes, ai confini della Camargue. Lì la specialità è la gardiane de taureau, lo spezzatino di toro. Avevamo cercato un macellaio che ci vendesse la carne di toro da mettere sottovuoto, ma inutilmente. Siamo riusciti solo a scovare una gastronomia con tanto di bottegaio che sembrava uscito da Ratatouille: basso, grassoccio, fazzoletto al collo e gilerino di velluto. In vetrina la ciotola con la gardiane, che si siamo fatti impacchettare e che ci siamo mangiati il giorno successivo.
Quindi cosa potevo cucinare come spezzatino? La voglia di replicare un piatto che avevo assaggiato quasi venti anni fa in uno dei tanti  Paradores de turismo in cui mio padre, appassionato di Spagna e di questi Hotel, ci portava. Il piatto era il cinghiale al cacao, mi era piaciuto molto (i piatti che mi colpiscono non me li dimentico, da sempre...), perchè non tentare di replicarlo?

domenica 28 aprile 2013

IL CHILI CI PIACE, MOLTO

chili con carne e tortillas 



Il chili a casa mia piace, e molto anche! Ce lo ha fatto conoscere una nostra amica dell'Equador e da allora ad ogni festa in giardino, che sia il compleanno del marito,  una comunione o la cresima appena passata, il Chili non manca mai. E viene rigorosamente spazzolato da tutti gli invitati.
Quella che abbiamo sempre assaggiato è una versione di Chili che definirei "da Parodi", saporita, senza troppe pretese e veloce da realizzare: carne trita, un po' di salsa di pomodoro, spezie, fagioli e tortillas.
Questa volta il chili lo preparo io e seguendo la tradizione e la storia.

giovedì 10 maggio 2012

#CUCINAVINTAGE parte seconda: scaloppine al marsala


Dopo il Fuorisalone il nulla... i giorni si sono susseguiti tra un tentativo di ponte del primo maggio finito sotto la pioggia battente e con in valigia i costumi da bagno e un rientro con un po' di impegni da scribacchina. 
Si cucina ancora a casa mia? Dovreste chiederlo al marito, ma ultimamente tutto ciò che di più buono, interessante e nuovo ho prodotto è stato assaporato e spazzolato durante le cene, quando il tempo è già tiranno (se le puericultrici sapessero a che ora mando i figli a nanna, inorridirebbero...) e la luce inesistente.

venerdì 30 marzo 2012

Mai più pollo allo spiedo, ce lo facciamo alla griglia!



L'hai fatto il post del pollo? Il marito fa questa domanda da ormai quasi una settimana. Ma le crèpes avevano la precedenza, il tempo è sempre quello che è e  il pc catorcio dava segnali di non farcela più (o forse era la connessione modalità lumaca). Sta di fatto che mi ritrovo al venerdì a pubblicare una ricetta fatta domenica scorsa. Poco male, a qualcuno potrebbe servire come stimolo per provare durante il fine settimana che sta arrivando.

martedì 21 febbraio 2012

PATE' O RILLETTES? Questo è il problema!



Ci siamo, la sfida è sempre di livello. L'MTC contribuisce ogni volta ad aumentare la mia (ancora scarsa) sapienza culinaria. Questa volta si parla di patè, e come al solito chi lancia la sfida ci spiega di cosa si tratta. Scopro così dalla spiegazione della Bucci che esistono patè, mousse e terrine. Ok, sono pronta per accingermi a preparare il mio. Il re dei patè a casa mia è quello che da sempre prepara la suocera con i fagiani o le pernici. Si degusta a Natale e nelle cene degli avanzi successive(quelle con gli amici, per intenderci). Poi basta. Qualche scatoletta francese comprata nei negozi gourmand o nelle fiere e qualche cremina di sgombro o di verdura che però non hanno lo stesso effetto di delizia magica e un po' lussuosa dei patè della festa.

martedì 28 giugno 2011

BBQ CHICKEN PARTY un compleanno o una festa di paese?



Fine giugno: il marito compie gli anni e si va ufficialmente in vacanza. Il giardino chiude, la moglie se ne va in montagna e il marito si fa invitare. Cene e pranzi con gli amici si rimandano a settembre.Ma l'evento estivo ormai è atteso da molti, amici di vecchia data  e nuove conoscenze. E ogni anno qualcuno si aggiunge. Così giovedì mentre io cenavo  in taverna con le amiche, marito e figlia stilavano la lista degli invitati... una forbice che andava dalle 65 alle 80 persone di cui più della metà bambini...
Attimo di panico e di ansia, familiarmente non sono avvezza a queste grandi adunanze e i tredici anni abbondanti di matrimonio e le innumerevoli cene con gli amici non mi hanno ancora abituata a ciò...
Ma il marito ci tiene, e i figli aspettano la festa del papà per giocare con l'acqua insieme agli amici (i bimbi arrivano con costume da bagno, ciabatte, telo e pistole)
La griglia è il clou della festa, unita insalata di farro, chilipappa al pomodoro, formaggi e salumi. Quest'anno il marito ha provato con le

COSCE DI POLLO MARINATE E GRIGLIATE

Cosce di pollo
olio extravergine d'oliva
vino bianco
spezie varie (paprica-cumino-aglio in polvere-erbette-zucchero di canna)
sale

Preparate una marinata con gli elementi base: un grasso, un acido e degli aromi. Nel nostro caso questa volta, per dare un tocco un po' americano al tutto, il  marito ha disposto le cosce di pollo in grosso vassoio con i bordi alti, le ha irrorate di olio, vino bianco e mix di spezie tipico (vedi sopra). Fate anche voi altrettanto e riponete in frigo, coprendo il contenitore.
Due o tre ore prima della cottura, tirate fuori dal frigo la carne. Toglietela dalla marinata. Prima di grigliare passate le cosce nelle spezie e lasciate fare al BBQ e al marito grigliaro!! 


Servite con salsa BBQ o senape... Oppure per i bimbi con un bel po' di ketchup possibilmente sparato con la pistola comprata per l'occasione!!



giovedì 5 maggio 2011

POLLO DI CORSA E CON GUSTO



Non c' è tempo, non c'è tempo!! Mi chiedo come mai riesca sempre a ridurmi all'ultimissimo minuto... Sono ancora una volta sommersa da partecipazioni da stampare e bomboniere da finire di assemblare. In più questa volta la comunione di Giacomo verrò festeggiata nel giardino di casa. Un brunch al quale vorrei mettere mano senza comprare troppe cose confezionate da altri. Vorrei...

sabato 19 febbraio 2011

POLPETTIFLETTE



Le polpette. La sfida di questo mese non mi dà problemi: le so fare, piacciono a tutti e di solito mi vengono anche abbastanza bene. Ok, ci siamo. Anzi, no... Il problema dell'Mt Challenge è che non basta saper fare la ricetta proposta. Il problema, e anche il bello, è che quella ricetta è solo il punto di partenza per lo sfogo della propria creatività e follia: avete visto la prima in gara? Fabiana ha cotto la polpetta nell'uovo!
Io le polpette fino ad adesso le avevo solo preparate affogate nel sugo rosso, condimento per un ciotolone di spaghetti alla Lilly e Vagabondo. Ma ne ho già parlato.... e ora?? 

mercoledì 24 marzo 2010

Sconti, tagli di carne e maialini: il roast beef di magatello



Sono una casalinga. E come tale altamente condizionabile dal fattore sconto al supermercato. Tempo fa, il banco della carne piemontese era pieno di cartellini 30% 20% di sconto e ho aprofittato dell'occasione. Trita scelta, hamburger, fiorentina, entrecote. Poi vedo un bel pezzo che mi sembra vada bene per me, magro, peso giusto per un arrosto che sfami per qualche giorno la famiglia o per una serata gli amici. Magatello.
Confesso, non sono molto esperta in tagli di carne: per gli arrosti prendo solitamente la noce, ma quel magatello mi ispirava e io faccio la spesa molto a ispirazioni...
Torno a casa, consulto prima la suocera e poi mia madre e da entrambe la stessa notizia. Il magatello tende ad essere un po' duro, è ottimo per i brasati. Ma io che ci volevo fare l'arrosto? Accantono il problema e lo metto in congelatore in attesa di idee.
Non mi piace tenere la carne per troppo tempo nel congelatore, ai bimbi finisce che, per mancanza di organizzazione e tempo, a pranzo propino troppo spesso hamburger o fettine.
Così lunedì l'ho tirato fuori. Avevo trovato una ricettina su un volumetto di Sale e Pepe, magatello alle olive nere. Proviamo a vedere se è vero che rimane duro...
Ma, complice una serie di impegni imprevisti, alle sette di sera passate dovevo ancora uscire, andare a prendere Giacomo al calcio e pensare alla cena. Tempo per star dietro alla nuova ricetta non ce n'era...
Colpo di genio: tiro fuori il maialino di terracotta, gli metto dentro il magatello, gli verso sopra una cucchiaiata di olio e un po' di erbette provenzali, chiudo il maialino, lo infilo in forno a 220°.
Quando torno, do una controllata, gli butto dentro una manciata di olive nere di Gaeta, richiudo e rimetto in forno.
Dopo le lunghe abluzioni di Giacomo che pensa di essere in una beauty farm e dopo il calcio (che finisce alle 8) sta le ore in vasca da bagno, siamo in tempo per metterci a tavola insieme al marito, tornato stranamente "presto" rispetto ai suoi orari (sono pur sempre le nove passate) con un roast beef di magatello morbidissimo e saporitissimo, che il giorno dopo a pranzo mi sono mangiato freddo con insalatina, scaglie di caciotta di capra sarda, olio e aceto balsamico!
La ricetta è tutta qui:





800 di magatello
un cucchiaio di olio extravergine d'oliva
una spolverata di erbette aromaticheun pizzico di sale
5 o 6 olive nere

un maialino di terracotta oppure il coccio in cui si cuoce il pollo (ho provato a cercare in rete, ma notizie su maialini di terracotta non ne ho trovate. E' più facile che si parli di pollo alla creta)

Cuocere in forno a 220° per un'oretta circa. E, largo alla fantasia: leggero e "salutare" con un accompagnamento di insalata, godurioso con patatine al forno oppure da farsi rizzare i capelli con ketchup e maionese... come si tenta sempre di accompagnare ogni tipo di carne a casa mia!




sabato 6 marzo 2010

Thanksgiving roast turkey

Lo so, siamo ampiamente fuori stagione sia per il Thanksgiving che per le feste natalizie, ma il contest di Paoletta è interessante. E sarebbe stato parecchio utile insieme al libro Buon appetito America quando decidemmo il tema per il cenone di fine 2008, la cucina americana.




Come ho raccontato qui, in casa nostra ci sono due eventi, ormai storici, a distanza di 6 mesi l'uno dall'altro che gli amici attendono con ansia e ci vedono impegnati in ricerche culinarie e attività organizzative: il cenone di fine anno e il compleanno del marito, o festa di inizio estate.
Il 2008, capondanno americano, ha visto come portata principale, insieme a bagles, muffin salati, caesar salad, il tacchino ripieno. E come non partecipare a questo contest con sua maestà il tacchino del Ringraziamento?

Ecco la ricetta:

un tacchino da 3 kg circa, io l'ho comprato pulito e già pronto da riempire
bacon a fette
sale
burro 60 gr
rosmarino
timo
alloro
salvia
375 brodo di pollo

per il ripieno:

300 salsiccia
150 polpa di vitello
300 g castagne bollite
100 g lardo
60 g mollica di pane
1 bicchiere di latte
2 cucchiai di brandy
noce moscata
sale e pepe

Mettere in ammollo il pane nel latte e nel frattempo tritare lardo, polpa di vitello e 100 g di castagne. Unire al composto la salsiccia, le castagne restanti tagliate in 4 parti, il pane ben strizzato, il brandy, sale e pepe e una presa si noce moscata. Mescolare e introdurre gli ingredienti nel tacchino, precedendemente lavato e asciugato. Sigillare l'apertura cucendola con spago da cucina. Legare le zampe del tacchino (io non l0ho fatto) , fondere 50 g di burro e spennellarlo. Bardarlo con le fette di bacon e metterlo in una teglia imburrata insieme al brodo e agli aromi.
Coprire la teglia con un foglio d'alluminio unto e infornare per 1 ora e 30 minuti.
Togliere il foglio e cuocere per altri 30 minuti, finchè la pelle risulti dorata e, infilandoci uno spiedo, risulti cotto. Io, per non sbagliare, tolto il bacon, ho fatto dei tagli sul dorso del tacchino, ne ho verificato la cottura, l'ho irrorato col suo fondo e posto in forno ancora per 10 minuti.

Per essere in tema, abbiamo accompagnato il tacchino con cranberry sauce, cavoletti di bruxelles lessati e passati in un po' di burro e un pureè di zucca e patate (e a seguire chees cake e brownies).

PS Le foto lasciano alquanto a desiderare, visto che il blog ancora non era nei miei progetti più immediati e che quello che ci interessava era mangiare....


martedì 16 febbraio 2010

C'è del ketchup??


Per tre giorni alla settimana i bimbi tornano a casa da scuola per pranzo. Come quelli di Franci anche miei escono da scuola, mi salutano e... "ho fame!".
A casa abbandonano le scarpe in bagno, lasciano cadere cartella-giacca-felpa-grembiule (in un tutt'uno) immancabilmente per terra, si spalmano sul divano dove impera Signora Televisione e si dimenticano per un attimo che hanno fame.
Sono forse io la mamma superorganizzata che ha già acqua bollente pronta per la pasta, sugo che sobolle in pentola e tavola apparecchiata? No, esco sempre all'ultimo minuto perchè impegnata o in lavori casalinghi - telefonate - internet o sono in giro e quindi di grandi pranzetti non se ne parla.
Mentre Signora Televisione intrattiene i pargoli, io apparecchio e metto in tavola qualcosa di semplice, martedì uova, mercoledì carne, venerdì pesce o quello che mi ispira di più.
Mercoledì carne, il più delle volte mi limito ad hamburger (di trita piemontese, però!), fettine o petti di pollo alla piastra che appena vengono messi sul piatto vengo accompagnati dalla richiesta "c'è il ketchup?" seguita da timida domanda "possiamo anche un po' di maionese?"
Ma nei miei intenti c'è sempre quello di educarli a più sapori, possibilmente un po' genuini, tentare di limitare il più possibile le "schifezze" e aprire la loro dieta a tutto ciò che si può fare in casa...
Forte di queste intezioni, mercoledì nella mia solita spesa al supermercato prendo l'occorrente per

IL FILETTO DI MAIALE ALL'ACETO BALSAMICO, PRUGNE E MELE

Mi ha colpita Paoletta quando nel suo post sullo spezzatino e l'uso della carne dice che al posto delle fettine tristi di pollo spesso preferisce tagli di carne altrettanto economici e veloci da fare ma poco usati. E' vero, il filetto di maiale, per esempio, a mio parere offre un rapporto qualità prezzo ottimo e si presta a ricettine rapide e sfiziose.

un filetto di maiale medio
tre cucchiai di olio evo
un cucchiaio di aceto balsamico
qualche prugna secca
mezza mela tagliata a tocchetti
fleur de sel
semola

Mettere una casseruola antiaderente sul fuoco. Nel frattempo tagliare il filetto a fette di un centimetro e mezzo circa, passarle nella semola e in seguito metterle nella casseruola bella calda. Farle dorare da una parte all'altra, emulsionare in una ciotolina olio e aceto, versare l'emulsione nella casseruola e rimescolare le fette di modo che si impregnino del sugo. Aggiungere le prugne, la mela, un pizzico di fleur de sel. Mettere il coperchio alla pentola e cuocere per 5 - 7 minuti. Spegnere, attendere pazientemente che i figli spengano la TV, si lavino le mani e arrivino a tavola e impiattare.

Alla vista di prugne e mele il primo commento è stato " io quelle non le voglio" subito dopo la solita domanda "c'è del ketchup?"....





giovedì 28 gennaio 2010

Impegni, relax e polpette



Mercoledì mattina. Solito giro a scuola, torno, colazione e penso alla giornata.
Dalle 17.30 alle 19 riunione di classe di Giacomo, il suo calcio finisce alle 19.30, poi doccia. Significa che prima delle otto non riesco a mettermi ai fornelli e i bimbi alle 10 sono ancora in giro.
Idea, tiro fuori la trita dal congelatore, preparo le polpette e così quando rientriamo sono già pronte. Fatto.
Lavo le tazze rifaccio i letti, giro su internet, mi preparo e vado a pilates. Esco, mi infilo in un negozio a comprare un regalo di compleanno per l'amica di Anna, c'è tempo anche per la spesa. Alle 13.10 sono davanti a scuola. Mattinata produttiva.
A casa, mentre pranziamo io e Giacomo elenco mentalmente tutto quello che vorrei fare: ora preparo le polpette, lavo i piatti (la lavastoviglie ci ha lasciati definitivamente), sistemo la spesa, mi faccio la tinta che quella ricrescita proprio non si può vedere, seguo Giacomo nei compiti, lo porto al calcio e vado alla riunione.
Sì, però, mentre mi bevo la mia tazza di the verde mi rilasso un po', navigo un po'.... e un po' e un po' il tempo è passato.
La cucina era da sistemare, la spesa pure, con quei capelli proprio non potevo andare alla riunione. Giocoforza sono saltate le polpette.
Alle 19, riunione finita, via a prendere Anna a casa dell'amica, poi Giacomo al calcio. Lo guardo - stai bene?- Ho freddo mamma, e sonno.
Casa, gli preparo un bel bagno caldo nella speranza che sia solo freddo e non febbre. E sono le otto. Ma della trita scongelata che ci faccio?



LE POLPETTE AFFOGATE NEL SUGO ( dosi per non pensare alla cena per almeno due giorni)
500 g di trita scelta (solo carne piemontese)
2 salsicce (io uso quelle toscane che mi portano i miei suoceri)

un uovo

un po' di pane raffermo (una o due fette del mio pane)

un pizzico di sale
parmigiano reggiano grattugiato (una tazza)

semola


per il sugo

tre o quattro cucchiai di olio extravergine d'oliva
cipolla (metà circa)
due bottiglie di salsa di pomodoro (un giorno ve ne parlerò, la mia viene dalla Puglia)


Lo so, tutti sanno fare le polpette. E il bello, secondo me, è che ognuno ha le sue varianti, i suoi segreti. Non c'è niente di più personale e familiare come le polpette e forse le pizza e l'arrosto.
Io le ho sempre mangiate impanate e fritte, magari accompagnate da un po' di piselli.
In famiglia, si sa, chi comanda (...) è il marito e quindi le nostre polpette sono immerse nella salsa di pomodoro e come per Lilli e il Vagabondo accompagnano gli spaghetti (versione di mia suocera, amata da grandi e piccini)


Metto a mollo in una tazza d'acqua il pane secco.
In una ciotola mescolo (con le mani, come se stessi impastando) la trita e le due salsicce spellate, aggiungo il pane strizzato e sbriciolato, l'uovo, il parmigiano e un pizzico di sale. (mia suocera ci mette anche prezzemolo, ma il verde non è molto amato dai bimbi) Formo delle palline e le passo in un po' di semola. Nel frattempo metto sul fuoco una casseruola antiaderente con l'olio e la cipolla tritata. Quando il soffritto è pronto, adagio le polpette nella casseruola, le faccio rosolare a fuoco vivo, rigirandole. Si deve formare una bella crosticina croccante. Infine verso nella casseruola due bottiglie di salsa di pomodoro e faccio sobollire per almeno 30 minuti a fuoco basso (più si cuoce, più gustoso sarà il sugo, come per il ragù)
Le polpette sono così pronte ad accompagnare una bella ciotola di spaghetti e se il sugo avanza, verrà congelato nelle monoporzioni con l'etichetta "sugo di polpette mangiate"


Beh, io e Anna (Giacomo a letto con la febbre) abbiamo cenato alle nove e ho dovuto arrendermi al fatto che forse è il caso che in questi pomeriggi pieni di impegni il computer è meglio che stia spento.... o che io mi decida a mettere meno carne al fuoco!

PS il marito, ovviamente ne ha mangiate più di quanto ne abbiamo prese io e Anna, insieme ai soliti 200 g di spaghetti, accompagnando le forchettate con "che buone che ti sono venute oggi", niente di meglio per rinfrancarmi dopo essermi data della madre snaturata che mette a letto i figli troppo tardi la sera e che non si sa organizzare...

PPS e voi come le fate le polpette?

mercoledì 27 gennaio 2010

Cene low cost


La maggior parte delle volte la spesa al super è un tappabuchi tra un impegno e l'altro (ma cosa avrà da fare una che è a casa...), il tempo è contato e, lettore prestospesa alla mano, carrello piazzato da qualche parte per non ingombrare, procedo come un granatiere, arraffo prodotti, bippo, infilo nel carrello, riparto, slalomeggio tra coppie di pensionati che meditano e infine arrivo alla cassa. Ok ce l'ho fatta, in tempo per recuperare i bimbi a scuola senza che non si sentano i soliti con la mamma ritardataria.

Ci sono volte che di tempo ne ho un pò di più, che dopo l'accompagnamento a scuola e il caffè con le amiche giro la macchina in direzione super e mi dedico alla spesa. Allora faccio anche io come quei pensionati meditabondi che popolano le corsie dopo le 9, giro, guardo, leggo ingredienti, mi lascio ispirare e soprattutto adocchio offerte. Da ottima casalinga (seeeee!) sono molto attenta al budget di casa. E quindi una bella faraona a pezzi a meno di 5 euro al chilo non potevo farmela scappare.
Anche perchè, insomma, bisognerà pur variare ogni tanto dal solito pollo e maiale come carne bianca, no? E poi la faraona è il piatto forte che la mia mamma, imparandola dalla suocera torinese, porta sempre a Natale. Faraona arrosto con salsina di fegatini e nocciole. E piace a tutti.

Così l'altra sera, quando, ferro da stiro alla mano, mi ha assalita la solita domanda "Cosa preparo stasera per i bimbi e il marito?" l'ho tirata fuori. E siccome non avevo nè ingredienti, nè voglia di preparare la salsina, mi sono limitata a farla arrosto. Basandomi su una ricetta di un libro piemontese ( Ricette di Osterie di Langa Slow Food Editore).

FARAONA AL ROSMARINO

Faraona (la mia era già a pezzi, 800 g)
2 rametti di rosmarino
uno spicchio d'aglio
3 cucchiai olio extravergine d'oliva
un bicchiere di Nebbiolo (io avevo una bottiglia aperta di Barbera, ho usato quella)
sale
eventuale farina per addensare il sugo di cottura
due o tre fette di pancetta (l'ho aggiunta io, la ricetta non la riportava)

Tritare rosmarino, aglio e pancetta. Rosolare dolcemente la carne nell'olio insieme al trito di rosmarino aglio e pancetta. continuare la cottura bagnando col vino. Salare e continuare a cuocere. (la ricetta diceva di passare alla cottura in forno a 200° per 15 minuti, io ho continuato a cuocerla nella casseruola.)
Prima di servire recuperare il fondo di cottura, filtrarlo, legarlo eventualmente con un pò di farina e versarlo sui pezzi di faraona.

Apprezzata dai figli, il marito ha preferito i soliti 200 g e più di pasta.


PS domani lezione di geografia in classe di Anna. Come ogni giovedì si assaggiano prodotti tipici delle regioni studiate. Le mamme comprano (tutto deve essere rigorosamente confezionato) e i bimbi sperimentano. Domani Calabria.... dite che un vasetto di 'nduia è troppo per i palati delicati di una quinta elementare? Mi devo ingegnare...



lunedì 11 gennaio 2010

Il maiale cotto nel maiale



L'ho comprato un paio di anni fa all'Artigiano in Fiera. Ci ispirava simpatia quel banco pieno di maialini in terracotta di taglie diverse. La mente già rivolta alle cene tra amici in cui avremmo potuto portare in tavola un bell'arrosto nascosto nella pancia del maialino, col fumo che gli usciva dal naso, lo abbiamo acquistato.
Venerdì sera, il solito dilemma del tardo pomeriggio: cosa preparo per cena? Il marito aveva già preannunciato un certo ritardo, che dati i suoi orari normali significava superare di un bel pò il prime time; in frigorifero soggiornava da un pò di giorni un cosciotto di maiale disossato che avrei dovuto cucinare o trasferire nel congelatore e ho deciso di tirare fuori il maialino.

Un breve bagno in acqua calda ed eccolo pronto per

IL COSCIOTTO DI MAIALE ALLA SENAPE

Un cosciotto di maiale (1 kg scarso)
senape
mazzetto guarnito di aromi (rosmarino, timo, salvia, maggiorana)
un filo d'olio e un pizzico di sale

Ho spalmato il cosciotto con la senape (ho usato la Dijon Originale della Maille), l'ho adagiato dentro la pancia del maialino, insieme agli aro
mi e a un filo d'olio, ho aggiunto un pizzico di sale e qualche bacca rosa ( falso pepe rosa). Ho infornato a 200° per un'oretta.



La cottura nel maialino permette di avere una carne morbidissima, saporita e "dietetica", dato che l'uso di olio, burro e condimenti vari è superfluo (l'ideale, quindi, dopo i bagordi delle feste).

Ho fatto saltare in padella con un pò di rosmarino delle patate tagliate a cubetti e i bimbi hanno apprezzato ( a dire in vero Anna si ricordava ancora di quando avevo cotto lo stinco con mele e prugne e ha detto che preferiva di gran lunga quell'uso del maialino).
E quando finalmente intorno alla mezzanotte il marito, è rientrato, è bastato scaldare al microonde fettine di cosciotto e patate e tornare a sonnecchiare sul divano.

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