lunedì 13 giugno 2011

Venaria Reale, arte e una giornata da re




Mi piace la vita mondana. Non ne faccio molta, per la verità... Ecco perchè quando il marito è tornato a casa dicendo che eravamo invitati ad un evento, non mi sono fatta scappare l'occasione e ho prontamente allertato i nonni.
Venaria Reale, un invito a vedere la mostra La Bella Italia in esclusiva, dopo la chiusura al pubblico e una cena. Detto così già mi piaceva. Passiamo di fianco alla Venaria tutte le volte che andiamo in montagna e non ci siamo ancora presi un  giorno per visitarla. Trovando un posticino per dormire, avremmo potuto passare il giorno successivo a vedere Torino, magari a far spese da Eataly (finalmente!)


Save the date... I giorni passano, il marito torna a casa con l'invito e scopro che la cena non sarà in un posto qualsiasi, ma sui tetti della Reggia, al ristorante Dolce Stil Novo! Non vedo l'ora...

Il giorno arriva, salutiamo la prole e arriviamo alla Reggia. Gli organizzatori dell'evento ci hanno riservato una stanza in un piccolo hotel di charme a due passi dal cancello della venaria. Una cascina ristrutturata, una stanza che sembra uscita da una rivista country chic.



Una breve sistemata e via verso la Reggia, illuminata dalla luce della sera. Uno splendore! Mattoni rossi e grandi finestroni, tetti alla francese con le piccole tegole colorate, il palazzo e il colonnato elegantemente bianchi. Il cielo blu, le nuvole del temporale se ne stanno andando lasciando l'aria limpida come se si fosse già in montagna.


Ci siamo tutti: entriamo da una piccola porta e prendiamo l'ascensore. Ci aspetta un aperitivo sulla terrazza del Dolce Stil Novo. Che spettacolo! Sorseggiamo un ottimo roseè, sgranocchiamo chips di bruschette e pasta soffiata  elegantemente serviti in sacchettini trasparenti e lo sguardo si perde tra giardini e montagne.
Il marito parla di lavoro, io racconto la mia passione per la cucina, fotografo e chiacchiero di Torino con gli ospiti.





Dopo l'aperitivo passiamo alla mostra: una guida prearatissima ci porta alle scuderie di Juvarra, ci immergiamo nel bianco e mi viene in mente quando da bambina andavo a visitare Palazzo Madama, un sogno!



La mostra è da vedere: un viaggio nelle città italiane più importanti nella storia dell'unità d'Italia attraverso le opere d'arte che sono nate lì. Allestimento teatrale ( Ronconi, of course) e una serie di artisti da impallidire: da Giotto a Botticelli, da Bernini a Canova, da Tintoretto a Tiepolo. Per non parlare di un minuscolo Beato Angelico, di Velasquez, Antonello da Messina, e tanti altri ancora.
Passiamo da un quadro all'altro da una città all'altra e si avvicina l'ora di cena. Siamo pronti a tornare al Dolce Stil Novo. Ci accoglie un ambiente lussuoso,  austero ed essenziale quanto la Reggia, ma con un design quanto mai moderno. Luci soffuse, camerieri in total black. Sono curiosa, cerco immediatamente il menù. Lo leggo insieme ai piacevoli commensali;  i camerieri, lievi e discreti, cominciano a portare l'antipasto. Terrina di pane al pomodoro fresco profumato al basilico. Una quenelle di morbidissima pappa al pomodoro accompagnata da una spuma di pomodoro e basilico. Delicatissimo e saporito. Morbido e fresco.

Si chiacchiera e arriva il vitello tonnato alla moda antica con caramello di agrumi, piccoli involtini di vitello con al centro una densa crema tonnata e irrorati da un leggero filo di caramello agli agrumi. Il marito, allergico al tonno, non ha saputo resistere...

Ecco il primo: lasagnetta di zucchine dell'orto di Ciriè con battuto di acciughe leggero. Un fiore di sottilissima lasagna riempito da lamelle di zucchine e un'accenno di nota d'acciughe.

Il piatto forte della serata, il bollito piemontese ha trovato una nuova rielaborazione: manzo cotto a bassa temperatura in crosta di prezzemolo ed emulsione all'olio. Un tondo di manzo con la crosta croccante e il cuore più morbido di un burro. Due versioni del caro bagnet vert, due variazioni cromatiche di verde. Una poesia. E mi sono ricordata di quando la mia mamma mi propinava il bollito....

Il dolce: creme brulè in doppia consistenza con coulis di frutti rossi di stagione. Un bicchiere, una lieve crosticina di zucchero caramellato e il cucchiaino può affondare tra impalpabile crema e gustosissimi frutti rossi. Io adoro la creme bruleè...

E per finire, tra una chiacchiera di cucina e l'altra di lavoro, tra una breve lezione di economia e gossip aziendali, lasciamo un posticino per la piccola pasticceria. Piccola ma indimenticabile.

Ci chiamano: dalla terrazza si può ammirare la grande fontana che dà spettacolo tra musica e luci. Peccato, le luci proprio non son volute partire, sarebbe stato uno spettacolo bellissimo!

La gente comincia a ringraziare, salutare e andare. Chissà come mai,  noi siamo sempre gli ultimi ad andar via.... e mentre il marito saluta vecchi colleghi e nuove conoscenze, io ne approfitto per conoscere lo Chef, Alfredo Russo. Gentile mi recupera il menù, che avevo dimenticato di mettere in borsa e me lo autografa. forse l'unico gesto da star. Per il resto un quarantenne come me, sorridente e appassionato. Discreto come il suo ristorante.

Rientriamo nella nostra stanza con muri celesti, caminetto bianco e inserti con mattoni a vista e ci sentiamo anche noi dei re... ogni tanto la vita mondana fa bene!

Il giorno successivo, come da programma, Eataly! Al prossimo post!




7 commenti:

  1. Ciaooooo! Anche tu alla Venaria???
    Anche io oggi parlo di lei! Troppo bella, magica, elegante, tutti gli aggettivi positivi le si possono dare tutti!
    Bellissima questa giornata mondana, ogni tanto ci vuole proprio! :D

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  2. Che bei posti....hai passato proprio due belle giornate!!! Buona settimana, baci, Flavia

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  3. Tery: che ridere, mentre io commentavo da te, tu lo facevi da me!!! Hai ragione! Un luogo da vedere assolutamente! E siccome non abbiamo visto tutto, ci torneremo di certo con i bimbi! Un bacione!

    EliFla: sìsì!! E nei prossimi giorni vi posterò le foto di Eataly! Bacioni!

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  4. mamma mia, non ho il tempo di leggere tutto. La venaria è stupenda e quando ci sono stata non ho resistino ed ho fatto un post... curiosità... è già aperto al pubblico il primo piano? quando ci sono andata io stavano finendo i restauri... ti sei goduta anche il "giardinetto"?
    ciao
    Ale

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  5. io ho sempre solo visto la reggia da fuori, per dei concerti...e già così è uno spettacolo indicibile..immagino con quel biccchiere di vino...:D

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  6. Lucia......e non me lo dici quando vieni a Torino?????
    Ma sai che io che ce l'ho a due passi la Reggia non l'ho ancora vista??? che vergogna, alla fine succede sempre così...uno fa tanti km per vedere le meraviglie di altre città e non presta attenzione alle meraviglie della porta accanto!
    Complimentissimi!

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  7. Ale: in realtà della Reggia ho visto le scuderie e i tetti! ci siamo ripromessi di tornare al più presto con i bimbi. Credo che i restauri siano terminati, recentemente hanno aperto anche gli orti!

    Genny: un vero spettacolo, anche il vino! :D

    Maetta: hai ragione, ma è stata una toccata e fuga in solitaria io e il marito... Hai ragione, si è pronti ad andare a visitare città e monumenti a km di distanza, ma il bello sotto casa spesso ci sfugge! La Reggia potrebbe essere uno di quegli itinerari da proporre al marito quando ci viene a trovare in montagna (lui odia quel luogo!) Un bacione!

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