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venerdì 12 ottobre 2012

IO VORREI DUE COZZE



Spiaggia di Sirolo, ristorantino e una tavolata di amici. Erano dieci anni fa, Anna e Giacomo i due unici bimbi: lei poco più di due anni, lui neonato. Arriva il cameriere, prende le comande e lei gli rivolge gli occhioni. "Io vorrei due cozze" Ilarità generale e stupore che una pischella di due anni potesse esprimersi in maniera così chiara e decisa.

Le cozze, una costante in casa mia. Non le amo particolarmente. Preferisco di gran lunga le vongole. Ma  i figli decisamente non le disprezzano e il marito le adora. Ne nutre una passione sfrenata, il suo mito è Frank, di Operazione San Gennaro, che muore felice in un tripudio di cozze.
In vacanza un anno tornò a casa con cinque chili di cozze, non vi dico che meraviglia pulirle!
In impepata, alla provenzale, gratinate (specialità della suocera), ripiene (che se le trova al ristorante si illumina) e poi come sugo della pasta. Metti le cozze in tavola e l'umore del marito vira al positivo immediatamente.

lunedì 18 aprile 2011

DIGESTIVE CRUMBLE DEL SABATO MATTINA



Sabato mattina, questa volta non ci sono impegni. Il risveglio può essere lento, si può vagare in pigiama per ore, avviare lavatrici e stendere al sole, sfogliare riviste e pensare alla colazione. Già, la colazione. E' da tempo che mi riprometto di fare i digestive, ma non ci riesco. Non che ci voglia molto, ma la mia fissa di attivare elettrodomestici dopo le 19 per risparmiare mi porta a fare delle scelte.

venerdì 10 dicembre 2010

LO SCOGLIO DI CASA MIA



Mercoledì pesce, lo sapete. E anche questo mercoledì, nonostante la festa dell'Immacolata, i fratelli "due chili di pesce cingue euri" erano presenti nel primo banco del mercato. Con me questa volta anche il marito..." Ispirati, cosa vuoi?"" Mi piacerebbe tanto una pasta allo scoglio". E torniamo a casa con gamberi, calamaretti del mediterraneo, qualche ciuffetto, un chilo di vongole, tre orate e due chili di cozze. Come al solito quando vado a  fare la spesa col marito spendo il triplo....

martedì 19 ottobre 2010

MAIONESE MON AMOUR


Ho un marito che ama la tavola e il buon vino, questo lo sapete già. Quello che non sapete è che è un vero maionese addicted, come va tanto di moda dire. Non lo fa, ma la tentazione di spalmare una bella orata cotta alla griglia con un generoso strato di maionese del supermercato è sempre in agguato (aaargh!). Su tutto il resto non si riesce a trattenere, pomodori, prosciutto cotto, fette di carne, persino pezzi di pane e focaccia vengono acccompagnati da questa coltre di olio-uovo-limone-sale-aceto-conservanti vari. E poco ci manca che venga affondato il cucchiaino nel barattolo nel tipico gesto da Nutella....

mercoledì 29 settembre 2010

PASTA SFIZIOSA E RAPIDA, E' POSSIBILE?


Lo confesso, quando arrivo alle sette e mezza di sera che sto ancora stirando, in cucina c'è una tovaglia di quadernoni, matite, libri, fogli, diari dei figli, e bisogna pur mettere in tavola qualcosa in tempi rapidi perché i figli non vadano a letto a orari improponibili, spesso e volentieri il menù dei piccoli risulta un po' monotono. Una bella pasta al pomodoro, al quale aggiungere a crudo un po' di crema di olive nere, verdure e formaggi, frutta e la cena è sistemata.
Si, certo, quella dei piccoli.... ma il marito? Per il marito c'è tempo, il rientro tardivo ha i suoi vantaggi, ma chi ha voglia alle dieci di imbarcarsi in virtuosismi gastronomici? In questi casi ci vuole un po' di fantasia e qualche salva-cena sfizioso che non manca quasi mai in dispensa .

venerdì 11 giugno 2010

FARRO E SALSICCIA PER SPORTIVI DELLA POLTRONA



Ce la farò a finire entro la mezzanotte? Da ritardataria cronica quale sono ho sempre guardato quella bella poltrona che ammiccava dai blog amici e mi sono sempre detta che era un contest al quale non si poteva non partecipare, per l'attualità, per l'allettante premio e perchè il marito è il re degli sportivi della poltrona.
A dire la verità a casa nostra le cene sul divano sono quasi la prassi: dati gli orari di rientro dal lavoro del marito, il divano diventa il luogo dove assaporare gran quantità di pasta, carne, insalate e mozzarelle. Ovviamente con un dolcetto finale che non deve mai mancare...

martedì 11 maggio 2010

Qualcosa di sfizioso



Fantastici questi week end al seguito dei figli! Sabato tutto il pomeriggio al torneo di calcio di Giacomo, e per fortuna che miracolosamente è uscito il sole.
Domenica, il turno di Anna: torneo di pallavolo, grazie al cielo al coperto perché il tempo è ritornato nel trend autunnale che sta caratterizzando queste settimane.
E dopo due giornate di prestazioni atletiche, tifo, adrenalina dei figli e, ammettiamolo, un po' di sbadigli da parte dei genitori, è bello la domenica sera immergere la casa nel silenzio. Il marito sul divano con un libro, i figli a lavarsi e a sistemare le loro cose, io ovviamente al computer.

lunedì 3 maggio 2010

Mercoledì pesce


"Domani dovrei tornare un po' prima, compri il pesce e mi aspetti?" Una volta era la prassi, il mercoledì, giorno di mercato, andavo a comprare il pesce e la sera, anzichè mangiare coi bimbi, li mettevo a letto e preparavo per due. Il mercoledì-pesce era la nostra serata: in due intorno al tavolo, bottiglia di vino bianco, buon cibo e tante chiacchere. Niente televisione a far da sfondo alla cofana di pasta mangiata sul divano. Ma un conto era attendere fino alle 21.30, un altro è mettersi a tavola intorno alle undici, come spesso capita da un po' di tempo a questa parte.

Questa volta il marito dice che torna un po' prima, posso farcela, lo aspetto. Porto i bimbi a scuola e poco dopo le otto sono già al mercato. I fratelli siciliani stanno ancora sistemando il banco, ma vedo già dei gamberi, rosa tenue, non molto grandi, "pescati nel mediterraneo". Sono freschissimi, li puoi mangiare crudi, mi dice il più vecchio e intanto se ne prende uno e se lo ingolla.
Li compro, farci colazione non è la mia aspirazione, non credo neanche che li mangerò crudi, ma per una pasta possono andare benissimo. Giro per gli altri banchi e trovo gli asparagini, quelli sottili che mi piacciono molto. Fragole, le prime nespole per Anna e posso soddisfatta andarmene a casa per fare colazione come si deve (sono tradizionalista, caffè e biscotti). La sera preparerò

LE LINGUINE GAMBERETTI, ASPARAGINI E ZAFFERANO.
Dosi per tre o per un marito che mangia per due e una moglie che apprezza

330 grammi di linguine
mezzo mazzo di asparagini

mezzo scalogno
700 gr di gamberi del mediterraneo
media misura
mezzo bicchiere abbondante di vino bianco
fior di sale
olio extravergine d'oliva

pepe
erbette provenzali

una bustina di zafferano


Prendete gli asparagi e tagliate il fondo, la parte più legnosa. Lavateli delicatamente, uno a uno sotto l'acqua corrente, metteteli possibilmente in piedi in una pentola con un po' d'acqua (l'acqua deve arrivare poco sotto la metà del gambo). Coprite con un coperchio e portate a bollore.


Nel frattempo sotto l'acqua corrente pulite i gamberi, togliete le teste, sgusciateli ed eventualmente eliminate con un coltello appuntito il filetto nero. Io tengo sempre le teste e le metto nell'acqua per la cottura della pasta. Così danno sapore alla pasta.


Quando gli asparagi sono morbidi, ma ancora verde brillante, scolateli e teneteli da parte. Potrete utilizzare l'acqua di cottura (che è ricca di sali minerali), aggiungetene dell'altra e mettetela sul fuoco, insieme alle teste di gambero.
In una casseruola mettete 2 cucchiai di olio, il mezzo scalogno tritato e fate soffriggere delicatamente.

A olio caldo aggiungete i gamberi, mescolate e fate cuocere per qualche istante. aggiungere il vino bianco, fate sfumare e andare coperti per un minuto. Spegnete.

Quando l'acqua bolle, buttate la pasta. Tagliate gli asparagi a tocchetti e uniteli ai gamberi. Sciogliete lo zafferano in un bicchiere di acqua calda e versatelo nella padella. A fine cottura, rimettete la padella sul fuoco (basso), rimescolate, scolate al dente e fate saltare. Unite le erbette provenzali, un pizzico di fior di sale e una grattata di pepe.


Una bottiglia di Cala Silente, un po' di carasau da sgranocchiare, una giornata da condividere e la mattina successiva si può raccontare in ufficio la cena, tanto per far venire un po' di invidia ai colleghi!

giovedì 15 aprile 2010

Ricette svuota-frigo e salva-cena, ideali per mariti affamati


Capita che si passi la giornata tra minimo indispensabile perchè la casa sia decente, attività dei figli, post per Blogmamma e ricerche, per ora infruttuose, di case in Sardegna per l'allegra combriccola di amici (sono l'agenzia viaggi della compagnia, ma quest'anno non ho più tanta voglia...).
Capita che la spesa in una giornata così non venga contemplata. E che il tempo e la voglia per impostare qualcosa di particolare o dalla preparazione un po' lunga non ci siano.
Capita che i figli siano invitati all'ultimo a casa di vicini a cenare e che invece il marito chiami alla solita ora, intorno alle nove, asserendo di non aver pranzato ( ma come fa a resistere per così tanto tempo senza mangiare???) e di avere una fame da sbranarsi un tavolo.
Capita (anche spesso). E adesso che faccio?
Semplice, basta mettere su una pentola con abbondante acqua e nel frattempo aprire il frigo.
Perchè là si trovano sicuramente, magari nascosti dietro mille barattoli di salse-olive-patè-marmellate, avvolti nella carta stagnola, residui non identificati in attesa ormai rassegnata di essere utilizzati. E allora, ultimo sforzo di fantasia spiccia, ecco uno di quei sughini svuota frigo,

AMATRICIANA ERETICA, OVVERO PENNE POMODORINI, MOZZARELLA E PANCETTA
solita dose per due o, come nel mio caso, per un marito affamato

Mezzo cestino di pomodori ciliegino, un po' duri e croccanti

50 grammi di pancetta (lo so, per l'amatriciana ci vuole il guanciale, ma questa è eretica!), la mia è affumicata, altoatesina

mozzarella di bufala quanto basta o quanta ve ne è rimasta in frigo

olio extravergine d'oliva

passata di pomodoro

erbette aromatiche, che non guastano mai, in attesa che cresca il basilico.

Mentre l'acqua bolle, tagliare a fettine sottili la pancetta, versare in una padella coi bordi alti in cui poi far saltare la pasta un paio di cucchiai di olio. A olio caldo, unire la pancetta e lasciar sfrigolare finché non sia diventata croccante, toglierla dalla pentola, tenerla da parte.
Lavare e tagliare i pomodori, farli saltare nel condimento della pancetta, avendo cura di non cuocerli troppo (mi piace che rimangano un po' duretti), aggiungere due o tre cucchiaiate di passata di pomodoro, far cuocere ancora un po' e spegnere.
Quando la pasta è pronta, riaccendere la padella col sugo, versarvi la pasta scolata, mescolare e far saltare per un minuto. Spegnere nuovamente e aggiungere la mozzarella preventivamente tagliata o ridotta a straccetti. Mescolare e versare un una zuppiera. Prima di servire, sistemare qua e là sulla pasta le chips di pancetta. Terminare, volendo, con una spolverata di erbette provenzali e una grattata di pepe.

Il marito, per fortuna, nel frattempo non ha addentato il tavolo, anzi, ha anche pazientato quei trenta secondi in cui ho rapidamente immortalato la pasta (foto scarsa, mi scuserete) e con una bella birra fresca si è gustato finalmente la sua cena.

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