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venerdì 2 marzo 2018

IL SALMONE COME PIACE A ME, AFFUMICATO AL CEDRO



Un tempo cucinavo di più e mi lanciavo nella sfida delle sfide,  l'EmmeTiChallenge. Poi il gioco si è fatto durissimo, il tempo a disposizione diminuito e io non non sono più riuscita a star dietro a nulla. Ho abbandonato la sfida, ma continuo a bearmi delle meraviglie che, mese dopo mese, i partecipanti riescono a preparare.

La sfida di febbraio è stata un'illuminazione. Il tema su cui giocarsi la ricetta è qualcosa di familiare, l'affumicato. I partecipanti, come al solito, sono riusciti a realizzare in casa dei piatti affumicati strabilianti. 

A me è venuta voglia di dare il mio piccolo contributo in omaggio a questa sfida che mi ha insegnato tanto, che mi ha spinto a vincere la pigrizia e mi ha vista impastare tagliatelle, realizzare bignè per il profiterole, dare sfogo alla fantasia. E non dimenticherò mai il pollo che ho disossato e farcito con le mie mani! 

Negli anni della giovinezza l'affumicato che conoscevo era solo quel sapore di chiara origine industriale che si ritrova sulle scamorze, sulla pancetta, sul salmone e che inizialmente ti piace un sacco e alla lunga non riesci più a sopportare. 

Poi è arrivato il BBQ, sono  arrivate le ricette di BBQ4all, i libri da leggere sull'argomento, i tanti corsi (di BBQ4All e di Agribrianza, il top della formazione) e le specializzazioni. Il marito si è appassionato e io mi sono riconciliata con l'affumicato. Grazie a ciò che imparava il marito, ho scoperto che si può affumicare con tantissimi legni diversi, quello di melo, di ciliegio, di cedro, di quercia americana, di botti di Jack Daniel's, di birra, di vino, di acquavite. 

Ho scoperto l'esistenza dello smoke ring, quell'anello rosa che si crea intorno alla superficie della carne rossa, che indica che l'affumicatura è andata a buon fine e che i non addetti al mestiere pensano sia indice di carne poco cotta. 

Ho apprezzato nuovi gusti e nuovi piatti. 

Ecco perchè non potevo non postare una ricetta. Sono mesi che non lo faccio.

SALMONE AFFUMICATO SU PLACCA DI CEDRO 



Non ho mai amato il salmone fresco, quel gusto forte e dolciastro nello stesso tempo mi nauseava. Così mi piace tantissimo. Il marito ha imparato a farlo con crosta di senape da BBQ4all e da allora non c'è commensale che non chieda il bis, bambini compresi. Stavolta, abbandonata la senape, la scelta è caduta sulle erbe aromatiche, l'aneto in particolare. 

La cottura su tavoletta di legno



Lo strumento per affumicare è una tavoletta di legno, in questo caso di cedro. Casa nostra ne è invasa. 

La cottura su legno è meravigliosa per ottenere affumicature delicate, adatte a materie prime come il pesce, la carne bianca, i formaggi. Si chiama Planking la tecnica della cottura, con conseguente affumicatura, su legno e oltre a permettere di avere dei piatti interessanti dal punto di vista del gusto, ha anche un plus estetico non indifferente. 

Portare in tavola il salmone, o le ricottine, con tanto di tavoletta ha sempre un effetto scenico che contribuisce ad aumentare la curiosità e l'acquolina dei commensali.

Come si cuoce su placca? Ecco i passaggi da fare

- si mettono a bagno in acqua le tavolette, se si ha tempo per qualche ora (3/4 almeno). Si eviterà che prendano fuoco e che brucino. Le tavolette vanno immerse in una bacinella d'acqua con un peso sopra, il perchè è ovvio: il legno galleggia

- si accendono i bricchetti per la griglia, si tolgono le tavolette dall'acqua, si asciugano e si comincia a preparare tutto l'occorrente per il piatto da realizzare

- si sistema la pietanza, nel nostro caso il salmone, sulla tavoletta. Quando le braci sono pronte e sistemate nel kettle in modo tale da poter fare sia la cottura diretta che quella indiretta, si posiziona la tavoletta sopra le braci per la cottura diretta.

- in pochissimo tempo si comincerà a sentire un profumo aromatico di legno. Fumo e profumo sono il segno che è arrivato il momento di spostare la tavoletta lontana dalle braci, per la cottura indiretta

- sistemate le placche per la cottura indiretta, si può chiudere il coperchio del BBQ e attendere il tempo necessario per la cottura della pietanza

Ora che abbiamo imparato come cuocere e affumicare i cibi su tavoletta di legno, ecco la ricetta del nostro salmone affumicato su legno di cedro

Ingredienti

  • una baffa di salmone (ci si mangiano minimo 4 persone, a seconda di quanto è grande)
  • una o due tavolette di cedro (a seconda di quanto sia grande la baffa) 
  • olio extravergine d'oliva delicato 
  • fior di sale
  • pepe
  • rub di erbe aromatiche secche (aneto, timo, maggiorana) 
  • scorza di cedro o limone da grattugiare

Procedimento

Preparare il salmone, adattandolo alla placca, verificando che non ci siano lische. Metterlo sulla placca di cedro e ungerlo con un sottile strato di olio. Preparare il rub di erbe aromatiche miscelando in uguali quantità aneto, timo, maggiorana, un pizzico di sale. Spolverare il salmone con il rub, in modo tale che la superficie ne sia tutta coperta ma senza esagerare.


Chiudere la placca con la pellicola trasparente e mettere il salmone a riposare in frigorifero mentre si prepara la brace. Quando il dispositivo ha raggiunto la temperatura di 180° / 200° si può procedere con la cottura come descritto sopra.

Dopo l'affumicatura il salmone dovrà cuocere in cottura indiretta con coperchio chiuso fino a che non avrà raggiunto la temperatura interna di 65°

Una volta cotto, togliere il salmone dalla griglia e lasciarlo riposare qualche minuto. Prima di servire, grattugiare un po' di scorza di cedro e aggiungere un pizzico di pepe.

Noi abbiamo accompagnato il nostro salmone con una salsa di yogurt e panna acida, senape, limone, erba cipollina e prezzemolo.





domenica 25 ottobre 2015

UN POLLO RIPIENO, UN PO' DI BBQ E UNA SFIDA FOLLE



La sfida è sempre quella, vincere la pigrizia e le mille scuse, dalla mancanza di tempo, al fatto che il livello della gara è sempre più alto e mi sento sempre meno adeguata. La ricetta del mese di MTChallenge è nientepopodimenoche il pollo ripieno.
E che ci vuole, basta andare dal macellaio di fiducia, quello che ormai sa che gli vado a chiedere i tagli di carne più strani, quello ai cui si ordinano spalle di maiale intere, quello che conosce la passione da grillmaster del marito.
Basta chiedergli un qualsiasi pennuto disossato. E invece no. La difficoltà della sfida di questo mese è di nuovo tecnica, ormai non basta più la fantasia.

"Ma chi te lo fa fare." Il marito mi ha smontata all'istante e ha rinfocolato il mio lato pigro sempre in agguato, Poi mi sono detta che o mollavo definitivamente o non c'erano scuse. Bisognava almeno tentare. Di mollare, almeno per ora, non se ne parla.
Così mi sono armata di pollo, coltelli, pazienza e voglia di provare.

Primo punto fisso?
Il pollo sarebbe andato bel bello nel nostro amato kettle a cuocere per tutto il tempo necessario.
Secondo punto fisso?
Quando si parla di BBQ o di grilling in casa nostra si associa il tutto a pranzi e/o cene con amici. E quindi con il pollo squartato davanti a me ho preso in mano il telefono e chiamato gli amici di sempre per una serata da cavie.

Non mi dilungo oltre, chè la spiegazione è lunga e potreste addormentarvi nel frattempo.

Ecco la cronistoria del mio



POLLO RIPIENO COTTO AL BBQ


Per il ripieno


300 g di carne di maiale (io ho usato il filetto)
300 g di carne di vitello
150 g di prosciutto cotto
150 g di mortadella
100 circa di pecorino romano grattugiato
50 grammi di mollica di pane ammollata nel latte
un cucchiaio di erbe aromatiche
qualche chicco d'uva
un pizzico di sale e pepe

Per il pollo 


un pollo eviscerato di circa 3 kg
olio extravergine d'oliva
tre o quattro cucchiai abbondanti di mix di erbe aromatiche
un cucchiaino di aglio in polvere
una bella spolverata di paprika dolce

Per la salsa d'accompagnamento


Il fondo di cottura del pollo
un bicchiere di marsala
un cucchiaino di senape dolce
due cucchiai di farina di riso


Per i peperoni alle olive


Quattro  peperoni rossi
Olio extravergine d'oliva
una manciata di olive (per noi olive a scabeggiu souvenir della Sardegna)
un cucchiaino di zucchero di canna
una spruzzata di aceto di vino rosso
sale qb


Procedimento


1. Disossare il pollo.


Non sto a spiegarvi nulla, andate a vedere e a leggere come fa Patrizia. Io vi dico solo che per aprire in due il pollo incidendolo dalla spina dorsale ho fatto molta fatica e mi sono fatta aiutare dal trinciapollo, che il lavoro di disosso l'ho fatto con uno spelucchino e che spesso sono anche ricorsa alla FORZA BBBRUTA  delle mani...
Il risultato non è stato decisamente bello a vedersi, ma come prima volta non mi lamento: almeno non ho rotto la pelle. L'interno non era un mio problema, l'importante era che fosse buono da mangiare ;)

2. Preparare il ripieno


Lo ammetto, in attesa di dotarmi di un macina carne decente (che un giorno o l'altro arriverà a casa nostra, vista la quantità di homemade burger che produciamo) ho chiesto al macellaio di tritarmi il maiale, il vitello e i salumi.
Ho unito il tutto in una ciotola, insieme a pane ammollato nel latte, pecorino romano grattugiato, erbette aromatiche e sale, Ho mescolato e amalgamato.

3. Riempire il pollo


Pollo aperto sul tavolo, ho steso il ripieno e sistemato i mezzi acini di uva a cui ho tolto i semi. Ho chiuso il pollo (senza cucirlo) e l'ho abbandonato in frigorifero perchè la famiglia aveva fame e reclamava il pranzo (io e la mia assoluta disorganizzazione sugli orari...).

Sistemata la famiglia, sparecchiato il tavolo, ho ripreso in mano il pollo, ho recuperato un vecchio ago da lana/telaio delle perline e con uno spago da cucina ho cominciato a cucire. Forse il lavoro peggiore rispetto al disosso. Nel frattempo il marito ha cominciato a pensare alla cottura.
Primo step: accensione dei bricchetti di carbonella.



4. Rubbiamo il pollo


Nel glossario di chi fa BBQ il "rub" è quell'impanatura di spezie o erbe aromatiche che permette di creare una crosticina aromatica alla carne sottoposta a cotture medio lunghe. Abbiamo deciso di fare così con il pollo, utilizzando un rub molto semplice: erbe provenzali, aglio in polvere e paprika.
Ho spennellato il pollo con olio extravergine dì oliva e ricoperto con il rub. Prima le erbe aromatiche e poi una abbondante spolverata di paprika.



5. Cottura del pollo


Dopo aver acceso (nell'accenditore a ciminera indispensabile per tutti i griller) i bricchetti di carbonella (che sono degli ovuli di carbonella pressata, ideali per cotture lunghe), abbiamo messo a bagno nell'acqua qualche truciolo di legno per affumicare. Noi abbiamo utilizzato ciliegio e noce americana, due grandi classici dell'affumicatura. 



Una volta accesi, i bricchetti vanno messi nel kettle. Essendo quella del pollo una cottura indiretta, l'abbiamo sistemati a lato. Sotto il pollo è stato posto un contenitore in alluminio, per raccogliere i succhi. Abbiamo posizionato il pollo e messo i trucioli di legno (precedentemente scolati) sui bricchetti.

Coperchio chiuso e dispositivo stabilizzato sui 150/160° abbiamo lasciato che tutto facesse il suo corso




6. Peperoni


Ho lavato e pulito i peperoni, tagliati a strisce e messi a saltare in una padella con un po' di olio. Un po' di olive, un cucchiaino di zucchero di canna e una spruzzata di aceto, Fiamma vivace, ho cotto i peperoni lasciandoli un po' croccanti.

7.  Pollo cotto e salsa 


Dopo circa 4 ore (quando il pollo ha raggiunto i 77° interni)  ho utilizzato i succhi di cottura per fare la salsa d'accompagnamento che, lo ammetto, è rimasta piuttosto liquida.
Mentre il pollo riposava, ho unito ai succhi di cottura il marsala e fatto restringere un po', ho aggiunto un po' di senape e la farina di riso.









CONSIDERAZIONI FINALI


Cosa posso dire?

  • un successo che ovviamente aiuta l'autostima: sono contenta di essere riuscita a disossare un pollo, mi sono sentita un po' come la protagonista di Julia & Julia e so che potrò farlo di nuovo, anche se al momento non so se mi verrà di nuovo voglia... 
  • il pollo era morbidissimo e succulento, merito soprattutto della cottura a temperatura relativamente bassa e prolungata. Non è avanzato nulla, ovviamente. 
  • la nostra passione comune per la cucina e per il BBQ ci ha aiutati: se il marito era stato il primo a dirmi "chi te lo fa fare", è stato anche il primo a sostenermi e ad occuparsi di tutta la fase di cottura. 
  • con  meno di 4o euro (tutto compreso) ho nutrito undici persone, facendo pure una gran figura
  • non sono una food blogger. Neanche questa volta ho preparato per fotografare, ma ho carpito qualche foto qua e là mentre tutti già mangiavano. E la mano che prende la salsa della foto in apertura non è assolutamente voluta.... 
  • cosa riserverà la prossima sfida.... io già tremo...


mercoledì 24 giugno 2015

BURGER, BUNS AND BBQ SAUCE.




Lo aspettavo da tempo un MTChallenge così. E nonostante tutto mi ritrovo a fine gara a lottare contro il tempo. 
Di come si è evoluta la passione per il BBQ in casa mia ne ho già parlato e magari un giorno o l'altro farò un post sull'argomento. Oggi il soggetto è l'Hamburger, o meglio l'American Burger.

Il marito non aspettava altro per divertirsi un po' e domenica abbiamo lavorato insieme dalle 12 alle tre del pomeriggio, ora in cui finalmente ci siamo messi a tavola. E' stato talmente divertente che non abbiamo neanche provato i morsi della fame, fino a quando i figli (uno immerso nello studio per l'esame di terza media, l'altra  nei meandri del web) non si sono affacciati preoccupati chiedendo se fosse previsto un pranzo o no...

 Quando ho cominciato a pensare alla sfida ho subito avuto chiaro che tutto sarebbe stato impostato a partire dalla BBQ sauce del marito. E' una salsa che non avanza mai, e che l'amico più originale che abbiamo spalma sul pane anche a colazione (cosa accaduta veramente) 

Considerando la BBQ sauce come contitio sine qua non , ecco come abbiamo concepito il nostro

 HOMESWEETHOME BURGER 



BUNS (dosi per 8 ) 



  • 250 g di farina 00 
  • 250 g di farina manitoba
  • 260 g di latte (io di solito uso 3/4 acqua e 1/4 latte)
  • 40 g di burro 
  • un uovo
  • un cucchiaino di sale
  • una bustina di lievito di birra disidratato
  • due cucchiai di malto d'orzo 

  • un tuorlo per spennellare i buns
  • semi vari


Non mi sono mai piaciuti i panini degli hamburger confezionati. Sono un pane di plastica e ho sempre mangiato i miei burger senza pane. Poi tempo fa ho iniziato a fare io i buns. Questa è la ricetta che solitamente utilizzo, con qualche variante per farla diventare più somigliante possibile a quella di Arianna  Io non amo per niente lo strutto e quindi,  anche se non sono vegetariana, non l'ho inserito, così come ho sostituito lo zucchero con il malto. 

Procedimento


  • Mettete in una ciotola la farina setacciata e il lievito e il malto. 
  • Aggiungete il latte, l'uovo sbattuto e il malto. 
  • Mescolate e unite anche il burro tagliato a pezzettini. Unite anche il sale.
  • Lavorate fino ad ottenere una pasta liscia e morbida.
  • Mettete la pasta in una ciotola, coprite con una pellicola e fare lievitare fino al raddoppio
  • Sgonfiate l'impasto, formate un rettangolo, dividetelo in tre parti, sovrapponete la destra al centro e la sinistra sulla destra. Girate di 90° e fate lo stesso. Lasciate riposare per circa mezz'ora e poi procedete con la formazione dei panini.
  • Dividete in otto la pasta (ogni panino deve essere di circa 80 grammi) e formate dei panini che poggerete sulla teglia. Schiacciateli un pochino con il palmo (io non lo faccio molto perchè mi piacciono un po' tondi
  • Fateli riposare per mezz'ora almeno. Spennellateli con il tuorlo d'uovo e cospargeteli con i semi. Metteteli in forno preriscaldato e cuocete a 180° per circa venti minuti o comunque fino a che non li vedete dorare in superficie. 

PATTIES


Dosi per 6 patties 
  • 1 kg g di  angus beef dell'uruguay, taglio bavetta (è una carne con una buona percentuale di grasso e di tessuto connettivo)
  • prezzemolo
  • pepe bianco e nero
  • un cucchiaino d'olio extravergine d'oliva
Come procedere


  • Trimmate ( termine tecnico usato dai fanatici del BBQ, viene da to trim) la carne privandola del grasso in eccesso.
  • tagliate al coltello


  • in una ciotola sistemate la carne tritata e unite gli altri ingredienti
  • mescolate e formate sei palline 
  • appiattitele (il marito nei tanti giri nel negozio di BBQ della zona si è comprato lo stampo per patties e quello per minipatties)

Per quanto riguarda la cottura, a casa nostra durante la bella stagione non si può che fare alla griglia. 

  • accendete la carbonella (il marito utilizza una ciminiera di accensione, che permette di velocizzare i tempi)
  • quando si è formata la brace e la griglia si è ben scaldata (per avere il calore più inenso possibile),  sistemare i patties sulla griglia  e salarli
  • cuocete pochi minuti per lato, girando una sola volta fino al raggiungimento della temperatura interna di 55° / 60° (a seconda di quanto al sangue vi piaccia la carne) 
  • per chi vuole il formaggio, adagiare una fetta di cheddar nell'ultima fase di cottura e se si ha un kettle chiudere con il coperchio per qualche istante



BBQ SAUCE

  • due cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 2 cipolle di Tropea (piccole) 
  • 2 cucchiai di zucchero muscovado
  • 1 cucchiaio di aceto di mele
  • 2 cucchiai di whisky
  • 2 cucchiai di aceto balsamico
  • 3 cucchiai di salsa worchester
  • mezzo litro di salsa di pomodoro
  • due cucchiai di ketchup
  • tabasco a piacere


  • tritate finemente le cipolle
  • in una casseruola con fondo spesso scaldate l'olio, aggiungete le cipolle, lo zucchero e caramellate. 
  • unite i diversi aceti, il whisky e la salsa worchester. Mescolate e fate evaporare l'alcool presente
  • Aggiungete la salsa di pomodoro, il ketchup e il tabasco. Fate sobollire per almeno mezz'ora facendo attenzione che la salsa non si attacchi sul fondo 
  • Se preferite una consistenza più vellutata, frullatela e passatela al colino. A noi piace anche così, un po' rustica ;)

PEPERONI VERDI E CIPOLLA DI TROPEA AL WHISKY

  •  un peperone verde piuttosto grande
  • una cipolla di tropea 
  • un cucchiaio di olio extravergine d'oliva
  • due cucchiaini d zucchero muscovado
  • una spruzzata di whisky
  • sale

  • Tagliate a striscioline sia il peperone che la cipolla
  • fate saltare in padella insieme a uno o due cucchiai di olio
  • aggiungere lo zucchero e mescolare
  • unire il whisky e far appassire i peperoni e la cipolla
  • regolare di sale

POMODORI GRATINATI CON CHEDDAR CHEESE

  • quattro pomodori perini
  • 30 g circa di pane grattato di cui almeno una parte in maniera grossolana (io ho pestato al mortaio dei panini secchi)
  • 30 g circa di cheddar cheese 
  • sale
  • erbette aromatiche
  • olio extravergine d'oliva

Procedimento

  • lavate i pomodori, tagliateli a metà e scavando nel mezzo togliete i semi
  • tritate grossolanamente il cheddar
  • unite il cheddar e le erbe aromatiche al pan grattato 
  • riempite i pomodori con il mix di pangrattato e cheddar
  • ungete con un filo d'olio e salate leggermente

  • sistemate i pomodori sulla griglia 
  • cuocete fino a che non vedete sciogliersi il cheddar

E ora componiamo il piatto.


Partendo dal fondo mettete

  • un filo di maionese (facoltativo)
  • insalata
  • hamburger
  • cheddar
  • peperoni
  • salsa bbq
Chiudete il bun, allargate la bocca stile Adam Richman e ... buon appetito!





PS 

la nostra merenda sinoira delle tre è stata una meraviglia: sole e venticello, ottimi burger, birra artigianale dei Monaci di Gudo, in sottofondo una playlist di spotify molto country folk e la soddisfazione tutta nostra di esserci di nuovo diveriti a fare qualcosa insieme. 

PPS 

Ringrazio di cuore il marito per aver fatto il grosso del lavoro e per aver aspettato fino ad ora a pubblicare le foto delle sue (e mie) creazioni sul gruppo di FB dei griller.








sabato 28 giugno 2014

BBQ PASSION AND PIADINA



Eccomi qui, come al solito all'ultimo minuto e come al solito in ritardo.... Rinunciare anche questa volta alla ricetta del concorso più folle, divertente e istruttivo del web non mi sarebbe piaciuto. Per chi non lo sa, provate a dare un'occhiata al sito dell'emmetichallenge e divertitevi anche voi a partecipare come spettatori e giudici al piadamondiale.
Questo mese piadina. Io non ho mai provato a realizzarne una, le ho sempre in dispensa perchè piacciono e sono una manna dal cielo quando i figli tornano affamati da scuola e non so cosa preparare da mangiare. Uno dei matrimoni più belli a cui ho partecipato aveva lo sposo riminese e il catering aveva previsto anche due signore che cuocevano piade al momento, uno spettacolo!
Questa volta la sfida mensile mi chiede di provare a fare io le piadine e di immaginare una farcitura estiva e da cibo di strada.

Ecco, ciò che propongo io forse non è proprio estivo, ma ultimamente in casa mia va molto. Chi mi conosce e mi segue su facebook sa che il marito  si sta appassionando sempre di più (per la gioia mia e di chi viene a mangiare da noi) al barbecue american style. Ha cominciato con la griglia tradizionale, poi si è lanciato nelle cotture più complesse (il pollo sulla lattina, i filetti di maiale o di capriolo ad esempio) ed è arrivato al low and slow, la cottura lenta a bassa temperatura. Il barbecue americano è caratterizzato da tre capisaldi: le costine di maiale, la spalla affumicata e la punta di petto. Per la sua festa che porta nel nostro giardino decine e decine di amici il marito ha pensato al pulled pork, ovvero alla spalla di maiale affumicata. E vuoi che non ne approfitti per decidere di farcire così la mia prima piadina homemade?

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