Visualizzazione post con etichetta MTC. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MTC. Mostra tutti i post

domenica 25 ottobre 2015

UN POLLO RIPIENO, UN PO' DI BBQ E UNA SFIDA FOLLE



La sfida è sempre quella, vincere la pigrizia e le mille scuse, dalla mancanza di tempo, al fatto che il livello della gara è sempre più alto e mi sento sempre meno adeguata. La ricetta del mese di MTChallenge è nientepopodimenoche il pollo ripieno.
E che ci vuole, basta andare dal macellaio di fiducia, quello che ormai sa che gli vado a chiedere i tagli di carne più strani, quello ai cui si ordinano spalle di maiale intere, quello che conosce la passione da grillmaster del marito.
Basta chiedergli un qualsiasi pennuto disossato. E invece no. La difficoltà della sfida di questo mese è di nuovo tecnica, ormai non basta più la fantasia.

"Ma chi te lo fa fare." Il marito mi ha smontata all'istante e ha rinfocolato il mio lato pigro sempre in agguato, Poi mi sono detta che o mollavo definitivamente o non c'erano scuse. Bisognava almeno tentare. Di mollare, almeno per ora, non se ne parla.
Così mi sono armata di pollo, coltelli, pazienza e voglia di provare.

Primo punto fisso?
Il pollo sarebbe andato bel bello nel nostro amato kettle a cuocere per tutto il tempo necessario.
Secondo punto fisso?
Quando si parla di BBQ o di grilling in casa nostra si associa il tutto a pranzi e/o cene con amici. E quindi con il pollo squartato davanti a me ho preso in mano il telefono e chiamato gli amici di sempre per una serata da cavie.

Non mi dilungo oltre, chè la spiegazione è lunga e potreste addormentarvi nel frattempo.

Ecco la cronistoria del mio



POLLO RIPIENO COTTO AL BBQ


Per il ripieno


300 g di carne di maiale (io ho usato il filetto)
300 g di carne di vitello
150 g di prosciutto cotto
150 g di mortadella
100 circa di pecorino romano grattugiato
50 grammi di mollica di pane ammollata nel latte
un cucchiaio di erbe aromatiche
qualche chicco d'uva
un pizzico di sale e pepe

Per il pollo 


un pollo eviscerato di circa 3 kg
olio extravergine d'oliva
tre o quattro cucchiai abbondanti di mix di erbe aromatiche
un cucchiaino di aglio in polvere
una bella spolverata di paprika dolce

Per la salsa d'accompagnamento


Il fondo di cottura del pollo
un bicchiere di marsala
un cucchiaino di senape dolce
due cucchiai di farina di riso


Per i peperoni alle olive


Quattro  peperoni rossi
Olio extravergine d'oliva
una manciata di olive (per noi olive a scabeggiu souvenir della Sardegna)
un cucchiaino di zucchero di canna
una spruzzata di aceto di vino rosso
sale qb


Procedimento


1. Disossare il pollo.


Non sto a spiegarvi nulla, andate a vedere e a leggere come fa Patrizia. Io vi dico solo che per aprire in due il pollo incidendolo dalla spina dorsale ho fatto molta fatica e mi sono fatta aiutare dal trinciapollo, che il lavoro di disosso l'ho fatto con uno spelucchino e che spesso sono anche ricorsa alla FORZA BBBRUTA  delle mani...
Il risultato non è stato decisamente bello a vedersi, ma come prima volta non mi lamento: almeno non ho rotto la pelle. L'interno non era un mio problema, l'importante era che fosse buono da mangiare ;)

2. Preparare il ripieno


Lo ammetto, in attesa di dotarmi di un macina carne decente (che un giorno o l'altro arriverà a casa nostra, vista la quantità di homemade burger che produciamo) ho chiesto al macellaio di tritarmi il maiale, il vitello e i salumi.
Ho unito il tutto in una ciotola, insieme a pane ammollato nel latte, pecorino romano grattugiato, erbette aromatiche e sale, Ho mescolato e amalgamato.

3. Riempire il pollo


Pollo aperto sul tavolo, ho steso il ripieno e sistemato i mezzi acini di uva a cui ho tolto i semi. Ho chiuso il pollo (senza cucirlo) e l'ho abbandonato in frigorifero perchè la famiglia aveva fame e reclamava il pranzo (io e la mia assoluta disorganizzazione sugli orari...).

Sistemata la famiglia, sparecchiato il tavolo, ho ripreso in mano il pollo, ho recuperato un vecchio ago da lana/telaio delle perline e con uno spago da cucina ho cominciato a cucire. Forse il lavoro peggiore rispetto al disosso. Nel frattempo il marito ha cominciato a pensare alla cottura.
Primo step: accensione dei bricchetti di carbonella.



4. Rubbiamo il pollo


Nel glossario di chi fa BBQ il "rub" è quell'impanatura di spezie o erbe aromatiche che permette di creare una crosticina aromatica alla carne sottoposta a cotture medio lunghe. Abbiamo deciso di fare così con il pollo, utilizzando un rub molto semplice: erbe provenzali, aglio in polvere e paprika.
Ho spennellato il pollo con olio extravergine dì oliva e ricoperto con il rub. Prima le erbe aromatiche e poi una abbondante spolverata di paprika.



5. Cottura del pollo


Dopo aver acceso (nell'accenditore a ciminera indispensabile per tutti i griller) i bricchetti di carbonella (che sono degli ovuli di carbonella pressata, ideali per cotture lunghe), abbiamo messo a bagno nell'acqua qualche truciolo di legno per affumicare. Noi abbiamo utilizzato ciliegio e noce americana, due grandi classici dell'affumicatura. 



Una volta accesi, i bricchetti vanno messi nel kettle. Essendo quella del pollo una cottura indiretta, l'abbiamo sistemati a lato. Sotto il pollo è stato posto un contenitore in alluminio, per raccogliere i succhi. Abbiamo posizionato il pollo e messo i trucioli di legno (precedentemente scolati) sui bricchetti.

Coperchio chiuso e dispositivo stabilizzato sui 150/160° abbiamo lasciato che tutto facesse il suo corso




6. Peperoni


Ho lavato e pulito i peperoni, tagliati a strisce e messi a saltare in una padella con un po' di olio. Un po' di olive, un cucchiaino di zucchero di canna e una spruzzata di aceto, Fiamma vivace, ho cotto i peperoni lasciandoli un po' croccanti.

7.  Pollo cotto e salsa 


Dopo circa 4 ore (quando il pollo ha raggiunto i 77° interni)  ho utilizzato i succhi di cottura per fare la salsa d'accompagnamento che, lo ammetto, è rimasta piuttosto liquida.
Mentre il pollo riposava, ho unito ai succhi di cottura il marsala e fatto restringere un po', ho aggiunto un po' di senape e la farina di riso.









CONSIDERAZIONI FINALI


Cosa posso dire?

  • un successo che ovviamente aiuta l'autostima: sono contenta di essere riuscita a disossare un pollo, mi sono sentita un po' come la protagonista di Julia & Julia e so che potrò farlo di nuovo, anche se al momento non so se mi verrà di nuovo voglia... 
  • il pollo era morbidissimo e succulento, merito soprattutto della cottura a temperatura relativamente bassa e prolungata. Non è avanzato nulla, ovviamente. 
  • la nostra passione comune per la cucina e per il BBQ ci ha aiutati: se il marito era stato il primo a dirmi "chi te lo fa fare", è stato anche il primo a sostenermi e ad occuparsi di tutta la fase di cottura. 
  • con  meno di 4o euro (tutto compreso) ho nutrito undici persone, facendo pure una gran figura
  • non sono una food blogger. Neanche questa volta ho preparato per fotografare, ma ho carpito qualche foto qua e là mentre tutti già mangiavano. E la mano che prende la salsa della foto in apertura non è assolutamente voluta.... 
  • cosa riserverà la prossima sfida.... io già tremo...


mercoledì 24 giugno 2015

BURGER, BUNS AND BBQ SAUCE.




Lo aspettavo da tempo un MTChallenge così. E nonostante tutto mi ritrovo a fine gara a lottare contro il tempo. 
Di come si è evoluta la passione per il BBQ in casa mia ne ho già parlato e magari un giorno o l'altro farò un post sull'argomento. Oggi il soggetto è l'Hamburger, o meglio l'American Burger.

Il marito non aspettava altro per divertirsi un po' e domenica abbiamo lavorato insieme dalle 12 alle tre del pomeriggio, ora in cui finalmente ci siamo messi a tavola. E' stato talmente divertente che non abbiamo neanche provato i morsi della fame, fino a quando i figli (uno immerso nello studio per l'esame di terza media, l'altra  nei meandri del web) non si sono affacciati preoccupati chiedendo se fosse previsto un pranzo o no...

 Quando ho cominciato a pensare alla sfida ho subito avuto chiaro che tutto sarebbe stato impostato a partire dalla BBQ sauce del marito. E' una salsa che non avanza mai, e che l'amico più originale che abbiamo spalma sul pane anche a colazione (cosa accaduta veramente) 

Considerando la BBQ sauce come contitio sine qua non , ecco come abbiamo concepito il nostro

 HOMESWEETHOME BURGER 



BUNS (dosi per 8 ) 



  • 250 g di farina 00 
  • 250 g di farina manitoba
  • 260 g di latte (io di solito uso 3/4 acqua e 1/4 latte)
  • 40 g di burro 
  • un uovo
  • un cucchiaino di sale
  • una bustina di lievito di birra disidratato
  • due cucchiai di malto d'orzo 

  • un tuorlo per spennellare i buns
  • semi vari


Non mi sono mai piaciuti i panini degli hamburger confezionati. Sono un pane di plastica e ho sempre mangiato i miei burger senza pane. Poi tempo fa ho iniziato a fare io i buns. Questa è la ricetta che solitamente utilizzo, con qualche variante per farla diventare più somigliante possibile a quella di Arianna  Io non amo per niente lo strutto e quindi,  anche se non sono vegetariana, non l'ho inserito, così come ho sostituito lo zucchero con il malto. 

Procedimento


  • Mettete in una ciotola la farina setacciata e il lievito e il malto. 
  • Aggiungete il latte, l'uovo sbattuto e il malto. 
  • Mescolate e unite anche il burro tagliato a pezzettini. Unite anche il sale.
  • Lavorate fino ad ottenere una pasta liscia e morbida.
  • Mettete la pasta in una ciotola, coprite con una pellicola e fare lievitare fino al raddoppio
  • Sgonfiate l'impasto, formate un rettangolo, dividetelo in tre parti, sovrapponete la destra al centro e la sinistra sulla destra. Girate di 90° e fate lo stesso. Lasciate riposare per circa mezz'ora e poi procedete con la formazione dei panini.
  • Dividete in otto la pasta (ogni panino deve essere di circa 80 grammi) e formate dei panini che poggerete sulla teglia. Schiacciateli un pochino con il palmo (io non lo faccio molto perchè mi piacciono un po' tondi
  • Fateli riposare per mezz'ora almeno. Spennellateli con il tuorlo d'uovo e cospargeteli con i semi. Metteteli in forno preriscaldato e cuocete a 180° per circa venti minuti o comunque fino a che non li vedete dorare in superficie. 

PATTIES


Dosi per 6 patties 
  • 1 kg g di  angus beef dell'uruguay, taglio bavetta (è una carne con una buona percentuale di grasso e di tessuto connettivo)
  • prezzemolo
  • pepe bianco e nero
  • un cucchiaino d'olio extravergine d'oliva
Come procedere


  • Trimmate ( termine tecnico usato dai fanatici del BBQ, viene da to trim) la carne privandola del grasso in eccesso.
  • tagliate al coltello


  • in una ciotola sistemate la carne tritata e unite gli altri ingredienti
  • mescolate e formate sei palline 
  • appiattitele (il marito nei tanti giri nel negozio di BBQ della zona si è comprato lo stampo per patties e quello per minipatties)

Per quanto riguarda la cottura, a casa nostra durante la bella stagione non si può che fare alla griglia. 

  • accendete la carbonella (il marito utilizza una ciminiera di accensione, che permette di velocizzare i tempi)
  • quando si è formata la brace e la griglia si è ben scaldata (per avere il calore più inenso possibile),  sistemare i patties sulla griglia  e salarli
  • cuocete pochi minuti per lato, girando una sola volta fino al raggiungimento della temperatura interna di 55° / 60° (a seconda di quanto al sangue vi piaccia la carne) 
  • per chi vuole il formaggio, adagiare una fetta di cheddar nell'ultima fase di cottura e se si ha un kettle chiudere con il coperchio per qualche istante



BBQ SAUCE

  • due cucchiai di olio extravergine d'oliva
  • 2 cipolle di Tropea (piccole) 
  • 2 cucchiai di zucchero muscovado
  • 1 cucchiaio di aceto di mele
  • 2 cucchiai di whisky
  • 2 cucchiai di aceto balsamico
  • 3 cucchiai di salsa worchester
  • mezzo litro di salsa di pomodoro
  • due cucchiai di ketchup
  • tabasco a piacere


  • tritate finemente le cipolle
  • in una casseruola con fondo spesso scaldate l'olio, aggiungete le cipolle, lo zucchero e caramellate. 
  • unite i diversi aceti, il whisky e la salsa worchester. Mescolate e fate evaporare l'alcool presente
  • Aggiungete la salsa di pomodoro, il ketchup e il tabasco. Fate sobollire per almeno mezz'ora facendo attenzione che la salsa non si attacchi sul fondo 
  • Se preferite una consistenza più vellutata, frullatela e passatela al colino. A noi piace anche così, un po' rustica ;)

PEPERONI VERDI E CIPOLLA DI TROPEA AL WHISKY

  •  un peperone verde piuttosto grande
  • una cipolla di tropea 
  • un cucchiaio di olio extravergine d'oliva
  • due cucchiaini d zucchero muscovado
  • una spruzzata di whisky
  • sale

  • Tagliate a striscioline sia il peperone che la cipolla
  • fate saltare in padella insieme a uno o due cucchiai di olio
  • aggiungere lo zucchero e mescolare
  • unire il whisky e far appassire i peperoni e la cipolla
  • regolare di sale

POMODORI GRATINATI CON CHEDDAR CHEESE

  • quattro pomodori perini
  • 30 g circa di pane grattato di cui almeno una parte in maniera grossolana (io ho pestato al mortaio dei panini secchi)
  • 30 g circa di cheddar cheese 
  • sale
  • erbette aromatiche
  • olio extravergine d'oliva

Procedimento

  • lavate i pomodori, tagliateli a metà e scavando nel mezzo togliete i semi
  • tritate grossolanamente il cheddar
  • unite il cheddar e le erbe aromatiche al pan grattato 
  • riempite i pomodori con il mix di pangrattato e cheddar
  • ungete con un filo d'olio e salate leggermente

  • sistemate i pomodori sulla griglia 
  • cuocete fino a che non vedete sciogliersi il cheddar

E ora componiamo il piatto.


Partendo dal fondo mettete

  • un filo di maionese (facoltativo)
  • insalata
  • hamburger
  • cheddar
  • peperoni
  • salsa bbq
Chiudete il bun, allargate la bocca stile Adam Richman e ... buon appetito!





PS 

la nostra merenda sinoira delle tre è stata una meraviglia: sole e venticello, ottimi burger, birra artigianale dei Monaci di Gudo, in sottofondo una playlist di spotify molto country folk e la soddisfazione tutta nostra di esserci di nuovo diveriti a fare qualcosa insieme. 

PPS 

Ringrazio di cuore il marito per aver fatto il grosso del lavoro e per aver aspettato fino ad ora a pubblicare le foto delle sue (e mie) creazioni sul gruppo di FB dei griller.








lunedì 25 maggio 2015

POMODORO, SPAGHETTI E POCO ALTRO



Ci risiamo, sono le ultime ore di MTChallenge e io sto scrivendo il post. E dire che questa volta la ricetta l'ho fatta per tempo, ed è anche stata apprezzata da tutti. Poi il nulla. O meglio, i millemila post su eventi vari a cui ormai vado come inviata di Blogmamma. Tutto molto divertente, ma a discapito di questo piccolo spazio.

Sono le nove, il marito sta tornando, io ho appena messo piede in casa dopo aver passato le ultime due ore a organizzare la festa di fine anno del liceo. L'acqua sta bollendo, butterò gli spaghetti e nel frattempo farò saltare in padella qualche pomodorino.
Pomodoro, spaghetti e poco altro è la ricetta della pasta dell'ultimo minuto. Di recente ho letto la frase "abbasso la sciatteria in cucina e nel fare la spesa". Vero, verissimo. Dovrei farne un poster e metterlo in cucina...

Sono d'accordo: abbasso la sciatteria sempre, anche in cucina. Non ce la faccio a non scadere nello sciatto durante la mia vita quotidiana, ma ci provo a evitarlo. Così una pasta dell'ultimo minuto può diventare comunque molto buona: pomodoro buono, spaghetti di gragnano, pecorino romano, aglio rosa, erbette fresche del giardino e olio umbro. Ci siamo. Ecco i miei


SPAGHETTI AL POMODORO
dosi per quattro persone 


  • 500 g di spaghetti di gragnano
  • 800 g di pomodorini piccadilly
  • olio extravergine di oliva umbro (dono di amici)
  • uno spicchio d'aglio rosa
  • un pizzico di sale
  • due cucchiai di pecorino romano
  • erbette aromatiche (timo, basilico, rucola, maggiorana)
  • sale



  • mettete sul fuoco un pentolone d'acqua e portatela a bollore
  • nel frattempo lavate, sciacquate e tagliate a dadini i pomodori 
  • quando l'acqua bolle salatela e buttate gli spaghetti
  • mettete sul fuoco una padella con un cucchiaio di olio e uno spicchio d'aglio
  • fate sfrigolare l'aglio per qualche secondo e toglietelo
  • aggiungete i pomodori
  • cuocete i pomodori a fuoco vivace per qualche minuto (col coperchio)
  • quando mancano un paio di minuti per la cottura della pasta, scolatela (senza buttare l'acqua)
  • saltate la pasta nella padella con i pomodori, aggiungendo un po' di acqua di cottura
  • unite pecorino a scaglie e ancora un po' di acqua, saltate  
  • quando la pasta è pronta, impiattate aggiungendo un trito di erbe aromatiche, altre scaglie di pecorino ed eventualmente un filo d'olio a crudo e un pizzico di peperoncino
Ecco, stasera la versione di spaghetti al pomodoro è arricchita con i gamberetti rosa del mediterraneo... Grazie a Paola per aver proposto un piatto così semplice ma così poco sciatto!







sabato 28 marzo 2015

QUICHE O TORTA SALATA PER LA PRIMAVERA




Prepari una torta salata e hai svoltato la serata. Di solito capita così: si tira fuori dal frigo un rotolo di pasta sfoglia o di pasta brisè, la si farcisce in qualche modo, si aggiunge alla portata un contorno o un piatto di affettati e si è a posto. A casa mia non succede così. Le serate si svoltano con una cofana di pasta ben condita. Le torte salate proprio non piacciono, soprtutto ai figli. Quando eravamo giovani e appena sposati avevo uno speciale di Sale e Pepe su focacce, pizze e torte salate e spesso mi sono dilettata con quiche lorraine ai porri e similia, ovviamente con pasta sfoglia o brisè industriali.
Poi le cose sono cambiate. Siamo maturati e i gusti si sono affinati. Le torte salate sono state relegate alle solite feste di classe, ai pranzi o alle cene con gli amici e per la quotidianità si è preferito altro.
Così quando Flavia per l'MTC ha proposto la PASTA BRISÉE di Michel Roux, ho pensato che sarebbe stato difficile trovare qualcosa che potesse piacere a tutti. E così è stato, ovviamente. Ho pensato e ripensato. Un punto fermo sarebbero stati i porri, in onore delle vecchie torte dei primi anni insieme, e la ricotta di capra, che mi piace tanto. Sul resto tabula rasa. Poi durante l'ultima spesa ho scoperto i piselli freschi, segno della primavera che è finalmente scoppiata nell'aria. E così è nata, sul filo del rasoio, ovviamente, la mia 

QUICHE O TORTA SALATA DI PRIMAVERA

Per la pasta brisée ho seguito alla lettera la ricetta di Flavia, che vi copio e incollo 


  • 250 g di farina
  • 150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
  • 1 cucchiaino di sale
  • Un pizzico di zucchero
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di latte freddo
Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. (io non avendo marmo o tavola di legno per lavorare bene, l'ho fatto in una ciotola)
Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso.



Stendete l'impasto e foderate una tortiera. Per capire bene come, vi rimando al post di Flavia che è dettagliatissimo. Se avete tempo, fate riposare in frigo il tutto per una ventina di minuti. 

A questo punto preparate il ripieno



Ripieno

400 g di ricotta di capra
un porro
un uovo
150 g circa di piselli freschi sgranati
bacelli dei piselli
brodo di cottura dei bacelli di piselli
un cucchiaio di olio EVO
un pizzico di sale
un cucchiaino di fiori di rosmarino

Sgranate i piselli. Sciacquateli sotto l'acqua e metteteli via. Lavate bene i bacelli dei piselli e metteteli in una pentola d'acqua.
Portate ad ebollizione, fate cuocere per qualche minuto e spegnete. Lasciate raffreddare nell'acqua.
tagliate a rondelle il porro precedentemente lavato e mettetelo ad appassire in una casseruola assieme a un cucchiaio di olio e a uno di acqua. Fate cuocere per qualche minuto ma non soffriggete, spegnete quando vedrete il porro ammorbidirsi. 
Prendete la ricotta e mettetela in un contenitore per frullatore da immersione e unite il porro, un uovo, un pizzico di sale e cinque o sei (o anche di più) bacelli di piselli. Per evitare che siano troppo filamentosi, staccate delicatamente la polpa dei bacelli dalla parte più coriacea (che è l'interno del bacello) 
Frullate il tutto 

Con il ripieno pronto potete decidere se cuocere tutto in forno in un solo momento, oppure di fare la cottura in bianco e poi aggiungere il ripieno. Io non avevo tanto tempo, ho optato per la soluzione più veloce ;)

Versato il ripieno nella tortiera foderata dalla brisée, aggiungete i piselli freschi sparsi ovunque e la manciata di fiori di rosmarino che avrete raccolto, sciacquato e asciugato al momento. 

Cuocete in forno a 170° per almeno mezz'ora. (io ho un forno un po' strano... la torta non cuoceva e ho dovuto alzare la temperatura, con sbruciacchiatura finale....)

Buona, per me e il marito (che però prima ha voluto una pasta al pomodoro). Orribile per la figlia (che odia il porro), non pervenuto il giudizio del figlio, che non ha neanche preso in considerazione l'ipotesi di assaggiarla....

Io non demordo, la brisèe fatta così è molto versatile e ci proverò con qualcosa di più fizioso per tutta la famiglia!




giovedì 26 febbraio 2015

I MIEI BACI, DEDICATI A CHI HA PASSIONE



Ho un amico pasticcere. Una storia bellissima: il padre ha iniziato 60 anni fa a produrre meravigliosi bignè in un piccolo laboratorio a Bardonecchia e il figlio ha continuato con passione, genio e creatività l'attività. Generazioni di turisti hanno fatto (e fanno) la coda per il krapfen alla marmellata di albicocche e per i mignon alla crema chantilly, allo zabaione (le famose paste rosa per le quali in famiglia facciamo tutti pazzie), per le crostate ai frutti di bosco e per tutte le meraviglie che uscivano (ed escono) dalla porticina del laboratorio.

Hanno lavorato insieme per anni, Franco e suo papà. Fianco a fianco, curvi su decine di bignè, come immortalato da due fotografie esposte in negozio. Poi, quando Franco è diventato un grande pasticcere, il padre si è messo da parte e ha fatto il nonno. Lo vedevamo scarrozzare i tanti nipoti in giro per Bardonecchia, salutando tutti quelli che incontrava. Nel frattempo la pasticceria è passata dal piccolo negozio degli inizi a una sede più grande e bella poco vicino e insieme a bignè, biscotti, meringhe alla panna, krapfen e torte varie hanno cominciato a comparire praline e cioccolatini. Franco non ha soltanto portato avanti i capisaldi di famiglia, ma ha cominciato a innovare, partendo prima di tutto dal cioccolato, la sua passione. E papà Ugetti, oltre a fare il nonno, ha continuato a passare in pasticceria. Era lui che vedevi la sera portare fuori la spazzatura con tutta l'umiltà che lo ha sempre caratterizzato e che caratterizza anche Franco, genio appassionato.

Il cioccolato è la grande passione di Franco che si aggiorna alla scuola di Valrhona, che utilizza solo quel cioccolato, che ogni anno parte dal suo paese a 1300 metri e viene a Milano per Identità Golose. La ganache che racchiude il suo profiterol e che avvolge le mini sacher è sublime e i suoi Bardonecchiesi al rhum sono da sempre il nostro "bacio" preferito.

Sono anche io della generazione Baci Perugina, ma da un certo momento in avanti ho capito che c'era qualcosa di molto meglio. Se n'è reso conto anche mio marito, quando ancora non eravamo sposati. Lui, che notoriamente non ama la montagna, ha come unica consolazione al fatto di dover passare le giornate al freddo quella di gustare i dolci di Franco. E non c'è volta che non si torni a casa con un bottino di bontà da tenere in casa e da omaggiare agli amici.



Così, quando ho scoperto che il tema dell'MTC di questo mese era quello dei baci al cioccolato non ho potuto fare a meno di pensare ai Bardonecchiesi di Franco. Un guscio millimetrico di cioccolato fondente, un cuore morbido e cremoso imbevuto di rhum e un doppio involucro di carta. Non c'è niente di più bello che sedersi la sera sul divano e gustarsi un Bardonecchiesi, accompagnato magari da un goccio di grappa buona o di rhum invecchiato. Al marito piacciono così tanto che per il  nostro matrimonio ne ordinammo 350, tanti quanti erano gli invitati.  E siccome non ci fidavamo a spedirli, abbiamo mandato i miei genitori a fare un week end in montagna e a ritirarli per noi...

Ho parlato troppo... avrete capito che mi sono ispirata alle dolcezze del mio amico Ugetti per creare i miei primi Baci. Cioccolato fondente, rhum, mandorle tritate (perchè un altra versione dei bardonecchiesi è con la ganache di mandorle) e albicocca secca perchè la Sacher di Franco ha al posto della marmellata una ganache al cioccolato fondente con pezzi di albicocca secca dentro. Questi sono i miei baci, che ovviamente ho fatto all'ultimo minuto. E che sono venuti tutt'altro che perfetti.



BACI AL CIOCCOLATO, MANDORLE, ALBICOCCHE E RHUM IN ONORE DI UGETTI
  • 500 g cioccolato fondente (200 per la ganache, 300 per la copertura)
  • 50 ml di panna fresca
  • un cucchiaino di miele di arance
  • 50 g di mandorle spellate
  • 3/4 albicocche secche
  • due bicchierini di rhum
Per il procedimento ho seguito il post di Annarita 

In un pentolino a fondo spesso scaldate la panna e portatela a ebollizione. Quando vedete le prime Bollicine, spegnete il fuoco e unite 200 g di cioccolato fondente sminuzzato. 
Mescolate fino a che il cioccolato non si è sciolto del tutto
Tritate finemente le mandorle
Unite le mandorle al cioccolato e panna e un bicchierino abbondante di rhum. Mescolate per amalgamare il tutto.
Fate raffreddare in un luogo fresco.

Nel frattempo tagliuzzate le albicocche e mettetele in un bicchierino di rhum, lasciatele marinare.

Formate delle palline di ripieno e in cima sistemate un pezzo di albicocca marinata nel rhum. 



Ora temperate il cioccolato. Vi consiglio di  seguire il post di Annarita, che è chiarissimo. Io non ho il piano di marmo e quindi ho deciso di utilizzare la seconda via di raffreddamento.

Fondete a bagnomaria circa i 2/3 dei 300 g di cioccolato fondente 
Raffreddate aggiungendo il cioccolato rimanente tritato. Mescolate e se vedete che la temperatura non si abbassa, trasferite il cioccolato in una ciotola fredda. 
Il cioccolato fuso deve arrivare a 28/29°, Riposizionatelo poi sulla pentola del bagnomaria (spento) per innalzare nuovamente la temperatura a 31°

A questo punto potete immergere i baci nel cioccolato fuso (io con questo passaggio ho avuto un po' di problemi...), sgocciolare e lasciare asciugare.

I baci sono pronti, Bisogna accompagnarli al bigliettino. San Valentino è passato, siamo in Quaresima e non sono la più romantica della terra....  I miei baci li dedico innanzitutto, ovviamente, a mio marito. Ma anche a chi, come il mio amico Franco, suo papà (che ora allieta il Cielo con i suoi manicaretti) e sua moglie Marina, è mosso da una passione.










venerdì 28 novembre 2014

MUFFIN E DESTINO: TUTTO C'ENTRA



Eccomi come al solito all'ultimo a scrivere per MTChallenge. Questo mese avevo quasi pensato di fare due ricette, ma non mi smentisco mai... Il tema era tutto sommato semplice: muffin. La semplicità, però, era solo apparente. L'idea era di unire i muffin a un testo letterario: romanzo, poesia, canzone, piece teatrale. Ecco l'inghippo. Come molti dei concorrenti ho passato le mie giornate a decidere il testo letterario. Mi venivano in mente tutto e niente nello stesso tempo. Tanto per dovere di cronaca avevo pensato a:

  • Quer pasticciaccio brutto de via merulana. Letto e riletto parecchie volte negli anni universitari. Di Gadda mi è sempre piaciuto l'uso della lingua. Bocciato per mancanza di tempo nel rileggerlo
  • Country roads di John Denver. Canzone che ha segnato le mie estati in montagna. Serate in compagnia di una chitarra, qualche amico anche fascinoso e a volte un falò. Canzone che continua ad accompagnare i nostri viaggi anche se il marito non ha mai cantato insieme a me nelle serate in montagna. Semplicemente ama come me (e forse più di  me)  la musica country. E' rimasta fino all'ultimo come possibilità. Il punto era decidere cosa mettere nei muffin. Mirtilli? Mele? Mais? Pulled pork?
  • Simenon: il mio grande amore. Tra tutti il mio romanzo preferito rimane Tre camere a Manhattan, ma per i muffin avrei optato per Maigret. Difficile, però, scegliere il romanzo giusto e la versione di muffin ideale (dolce con prugne e noci o salato con ingredienti provenzali?). 
In tutto ciò, non so come mai, mi ha cominciato a martellare una frase di un'opera teatrale di cui mi avevano parlato da ragazza. Vi confido che credo di non averla neanche letta tutta, ma quella frase finale la so a memoria. E' una di quelle frasi che ti segni sul diario da adolescente e che ora forse si potrebbe trovare in qualche tumblr. E mentre mi martellava in testa, mi visualizzavo il muffin. Così l'altro giorno ho deciso. 

L'opera teatrale da cui ho preso la frase è il Miguel Manara del lituano Milosz. E' un mistero in sei quadri ispirato alla vita di don Miguel Manara Vincentelo de Leca, vissuto a Siviglia nel seicento e proclamato beato da Giovanni Paolo II
Il Miguel Manara di Milosz è un don Giovanni: vita dissipata, pieno di donne e dall'animo inquieto. L'incontro con la giovane Girolama cambierà la sua vita. I due si sposeranno ma la giovane morirà velocemente. Miguel Manara, ormai cambiato dalla purezza della moglie, decide di entrare in convento. Lì viene accolto e lì passerà il resto della vita. Quando ormai anziano è arrivato il momento della morte, lui dice questa frase: 
“Adesso sono in mezzo ai vivi come il ramo nudo il cui secco rumore fa paura al vento della sera. Ma il mio cuore è gioioso come il nido che ricorda e come la terra che spera sotto la neve. Perché so che tutto è dove deve essere e va dove deve andare: al luogo assegnato da una sapienza che (il Cielo ne sia lodato!) non è la nostra”.
E' una frase che mi ha sempre colpita per la sua poeticità nel parlare di destino. La vicenda di questo uomo che come l'Innominato ne ha fatte di ogni e che l'incontro con un cuore puro ribalta la vita mi ha sempre fatto pensare che la possibilità di felicità e di letizia è per tutti se si dà senso alla propria vita. E il sapere che tutto è dove deve essere e va dove deve andare grazie alla sapienza che non è la nostra in fondo in fondo è liberante. 

Ma ora veniamo ai muffin: volevo rendere l'idea della terra che spera sotto la neve. La terra che spera perchè ha dentro di sè il seme di qualcosa di bello. Così ho deciso per un muffin al cioccolato. Dentro, però ho messo un mix di semini e, per indicare la promessa del frutto, un po' di marmellata di amarene, che sono dolci e amare insieme come lo è la vita. Una spolverata di  zucchero a velo  in cima non poteva che simulare la neve.

ecco la ricetta:



MUFFIN ALLA MIGUEL MANARA

ingredienti secchi: 
  • 250 g di farina
  • 50 g di cacao fondente
  • 8 g di lievito
  • un cucchiaio di bicarbonato
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 2 cucchiai di semi misti (un mix che ho comprato in un supermercato in zona: girasole, sesamo, papavero, lino)
ingredienti umidi
  • 200 g di yogurt intero 
  • 2 uova caserecce (dal pollaio di un collega del marito)
  • 60 g di burro
  • 140 g di composta di amarene fatta in casa (gentilmente fornita da un'altra collega del marito)
Per la preparazione si consiglio di seguire le indicazioni di Francesca.

  • tirate fuori gli ingredienti dal frigo almeno mezz'ora prima
  • fate fondere il burro e poi fatelo raffreddare
  • mescolate burro, uova, yogurt e composta di amarene
  • in una ciotola setacciate molto bene la farina insieme con il lievito e il bicarbonato. Setacciate anche il cacao e unite alla farina. 
  • Setacciate ancora tutti gli ingredienti secchi fino a che non avrete più grumi
  • unite i semi e mescolate
  • fate una fontana e aggiungete gli ingredienti liquidi
  • girate per amalgamare il tutto il meno possibile
  • riempite i pirottini per tre quarti e mettete in forno statico, precedentemente riscaldato, per 20 - 25 minuti.
Servite con un'abbondante nevicata di zucchero a velo. 

PS in uno dei muffin (che vedete in foto) ho provato a mettere la granella di zucchero per dare una consistenza diversa. Giocate anche voi con la nota bianca che più vi piace :)



martedì 28 ottobre 2014

UN POMERIGGIO INTERO A FAR LASAGNE.



Pigra, disordinata e perennemente sul filo del rasoio. Il mio motto è "massimo rendimento per il minimo sforzo". Questa sono io e cosa mi chiede l'MT Challenge di questo mese? Di fare le lasagne. Sì, ma da zero. Non sono ammesse sfoglie comprate, men che meno (ma non l'ho mai fatto) sughi e besciamelle pronti. A dire la verità io le lasagne non le ho mai fatte. Figli e marito non ne vanno pazzi, forse perchè ne hanno sempre assaggiato delle versioni (fatte da altri) non propriamente esaltanti. Così ho deciso che vincevo ancora una volta la mia natura e che mi mettevo a creare. La tentazione di saltare il turno mi è venuta più volte, una anche ora: non è normale mettermi a scrivere alle sette di sera, con la tinta spalmata sui capelli, la casa piena di panni da stirare e la prospettiva di una sveglia molto presto domattina...

Beh, per farla breve che la ricetta sarà piuttosto lunga, vi dico che ho approfittato di una domenica pomeriggio completamente sola (figlio e marito alla Games Week, figlia a casa dell'amica) e ho cominciato alla mia maniera, senza una spianatoia degna di essere chiamata tale (ma un bellissimo tagliere per polenta a forma di fiore) e con l'idea data da una recente gita a Genova. Lì i figli hanno provato delle lasagne al pesto che ancora si ricordano.Così ho deciso che avrei fatto qualcosa di simile, ma no, non avrei affrontato il pesto. Non sarebbe stato all'altezza... Ho ripiegato sull'amata crema di rucola e via.


LASAGNE ALLA CREMA DI RUCOLA, SPINACINI E STRACCHINO

 Lasagne:

150 g di farina 0
150 g di semola senatore cappelli
4 uova

Per il procedimento vi consiglio di andare a leggere quanto ha scritto Sabrina e anche la bellissima intervista alle sorelle Simili (che io ho letto, ovviamente, mentre stavo preparando le lasagne, non prima...)
Comunque ho fatto così:

  • mettere sul tagliere a fontana la farina e al centro le uova
  • impastare lavorando energicamente fino a che l'impasto non diventi liscio
  • mettere l'impasto a riposare per circa mezz'ora
  • spolverare di farina la spianatoia e sistemare la palla (io l'ho divisa in tre palline più piccole) 
  • stendere l'impasto con il mattarello (il mio, ovviamente, era piccolo e non quello da pasta fresca) seguendo quello che dice Sabrina. Mi raccomando l'ondeggiare dei fianchi!
  • lasciate asciugare un po' la sfoglia e dedicatevi ad altro

Besciamella

  • 12 g di burro
  • 1 litro e mezzo di latte intero
  • 150 g di farina
  • un pizzico di sale 
  • noce moscata
Anche in questo caso ho seguito il procedimento di Sabrina, e mentre la facevo pensavo alla recente dimostrazione del nuovo Bimby alla quale ho partecipato.
  • fate bollire il latte tenendo da parte un bicchiere
  • sciogliere il burro a fuoco lento
  • togliere dal fuoco il burro e incorporare con una frusta un po' per volta la farina setacciata
  • aggiungere il latte poco per volta
  • rimettere la salsa sul fuoco e portarla a bollore mescolando
  • aggiungere un pizzico di sale e una abbondante grattata di noce moscata

Crema di rucola e spinacini 

  • 100 g di rucola
  • 100 g di spinacini
  • 50 g di pecorino romano
  • 50 g di grana padano di soresina 
  • 30 grammi di mandorle sgusciate
  • mezzo bicchiere di olio extravergine d'oliva
  • un pizzico di sale
Ho da più di un anno il mortaio. Ma la pigrizia ha preso il sopravvento e ho fatto tutto con il mixer.
  • lavate e asciugate rucola e spinacino
  • mettete nel mixer un po' di rucola e spinacino, scaglie di grana e pecorino e le mandorle precedentemente pestate
  • avviate il mixer e aggiungete un po' alla volta l'olio e tutti gli ingredienti
  • regolate di sale 
E' giunto il momento di cuocere le lasagne
  • mettete a bollire una pentola d'acqua
  • quando l'acqua è a bollore salate e mettete nell'acqua due lasagne per volta
  • togliete le lasagne dall'acqua e versatele in una ciotola con acqua e ghiaccio
  • mettete a scolare in uno scolapasta
Composizione lasagne
  • versate sul fondo della pirofila la besciamella
  • sistemate uno strato di lasagne
  • versate la crema di rucola, la besciamella e fettine di stracchino
  • sistemate un altro strato di lasagna e procedete come prima
  • sull'ultima lasagna versate crema di rucola, besciamella e una generosa presa di grana padano
E anche stavolta sono arrivata all'ultimo minuto... e dalle sette di sera siamo arrivati alle 23...



domenica 28 settembre 2014

Riso, pollo, peperoni, mais: le fajitas alla MTChallenge



Eccomi qui, sono passati mesi e finalmente torno. Meno male che c'è l'MTChallenge, che ovviamente affronto all'ultimo minuto, ma che mi costringe a riprendere in mano questo blog che aspetta sempre una nuova veste e un po' più di costanza... Chi segue la gara sa che questo mese, come era accaduto per le castagne, non c'è una ricetta da seguire, ma c'è da divertirsi con una materia prima e le sue cotture: il riso. Inutile dire che le tre tipologie di cottura del riso proposte da Acquaviva mi sembravano tutte elaborate e complicate. Io che di solito preparo il risotto e che ho scoperto risi come il basmati solo quando qualche Natale fa ho ricevuto in regalo una ricecooker....

Così ho pensato di andare sul sicuro e di cominciare ricreando un piatto che tanto piace in casa mia, le fajitas, che vengono aggiudicate per la cena di venerdì. Compro il pollo, il riso ce l'ho, i peperoni e le zucchine pure. Preparo il pollo per la marinatura, mi metto a fare altro. Non capisco come mai in casa mia il tempo scorra così in fretta.... Alle otto, quando tutti i comuni mortali si mettono a tavola, io decido di preparare le tortillas di mais. Per fortuna il marito lavora lontano ed è abituato a mangiare tardi...

In casa hanno temuto tutti di mangiare a mezzanotte, ma alla fine non ci ho messo poi così tanto. Ecco qua le



FAJITAS ALLA MTCHALLENGE

  • 500 grammi circa di riso basmati
  • un kg circa di petto di pollo
  • un peperone giallo
  • un peperone rosso
  • una zucchina
  • due pomodori perini
  • uno spicchio d'aglio
  • un cucchiaio di semi di sesamo
  • un cucchiaino di paprica
  • un pizzico di zafferano
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
per la marinatura del pollo
  • due cucchiai abbondanti di spezie miste (io uso un preparato per pollo in cui si trovano coriandolo, paprica, peperoncino, cumino, curcuma)
  • un bicchiere di birra
  • un sacchetto da freezer
per le tortillas
  • 200 g di mais
  • 200 di farina fioretto
  • due cucchiai di olio
  • acqua qb

Preparazione delle fajitas

Marinatura del pollo

  • tagliate il pollo a striscioline
  • mettete il tutto in una ciotola e spolverate con le spezie
  • unite la birra
  • "impastate" il pollo di modo che le spezie siano ben distribuite
  • trasferite il pollo in un sacchetto e mettete in frigorifero per almeno un'ora

Preparazione della verdura

  • lavate bene peperoni, zucchina e pomodori
  • tagliate a striscioline sia i peperoni che la zucchina che i pomodori. Teneteli ognuno in una ciotola diversa

Riso

  • Mettete il riso in una ciotola e sciacquatelo in acqua. 
  • Muovetelo con movimenti circolari di modo che liberi l0'amido. 
  • Buttate l'acqua e ripetete il tutto fino a che l'acqua non sia trasparente. 

Tortillas

Per la preparazione delle tortillas vi rimando al mio post sul chili

Quando avete ultimato tutta la preparazione, siete pronti per cuocere il pollo con il riso. In una pentola mettete a scaldare 500 ml circa di acqua. In una padella larga e con i bordi altri mettete un paio di cucchiai di olio, uno scalogno tritato e fate appassire.
Aggiungete il pollo, il riso e un pizzico di sale e fate cuocere a fuoco medio per qualche minuto. 
versate l'acqua bollente, coprite con il coperchio e fate andare a fuoco basso per una quindicina di minuti.
Nel frattempo saltate in padella i peperoni con un filo d'olio, un cucchiaino di semi di sesamo e di paprika con lo zafferano (un'altro di quei mix di spezie che mi diverto a comprare alle fiere...). Lasciateli croccanti e uniteli, insieme alle striscioline di pomodoro, a riso e pollo.
Saltate le zucchine con un filo d'olio e tenetele da parte. 
Controllate il riso: se è ancora leggermente al dente, è pronto. Mescolate di modo che tutti gli ingredienti siano ben amalgamati, regolate eventualmente di sale e potete servire. 
Prendete una tortilla, una buona dose di pollo riso e verdure e ... buon appetito!!



OSSERVAZIONI:
  • non ho usato brodo per cuocere il pollo principalmente perchè faccio sempre all'ultimo minuto e non avevo tempo... 
  • con il basmati è un attimo a perdere la consistenza e la cottura leggermente al dente. A me, ovviamente, è successo. In questo caso non è un problema perchè a noi piacciono le fajitas con il riso dalla consistenza morbida e vellutata
  • non ho voluto servire le fajitas con le salse, e ovviamente il marito ha sentito la mancanza del guacamole
  • no, la rice cooker questa volta non l'ho usata, ma è un attrezzo decisamente comodo: preparo il riso, metto l'acqua e mi dimentico il tutto. Quando il riso ha assorbito tutta l'acqua la rice cooker si spegne automaticamente e si mette in modalità warm. E se voglio cuocere a vapore qualcosa nel frattempo, la posso sistemare nel cestellino. 
Eccomi. Sono arrivata, come al solito all'ultimissimo minuto e in questo momento avrei in mente altre due o tre ricettine che mi piacerebbe provare utilizzando le nuove tecniche di cottura del riso imparate da Acquaviva.... 


LinkWithin

Related Posts with Thumbnails