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mercoledì 1 dicembre 2010

MELA E SALSICCIA, esperimento riuscito



L'ho finito. Lo speciale sul Natale per Blogmamma è andato. Finalmente posso dedicarmi un po' di più al mio piccolo spazio. A dir la verita dovrei dedicarmi un po' di più a quell'altro spazio che è la casa, ma questo è un discorso già affrontato.

mercoledì 27 ottobre 2010

AL CONTADINO NON FAR SAPERE.... COME CUCINO LE PERE?



Che me ne faccio di dieci chili di pere? Domanda ricorrente da quando, tempo fa, il marito tornò a casa con questo gentile (e graditissimo) omaggio di un suo collega. Dopo averle elargite ad amici e parenti mi sono messa all'opera. Anche perché i frutti in questione erano sì buonissimi, ma mangiati crudi legavano troppo la bocca.

martedì 11 maggio 2010

Qualcosa di sfizioso



Fantastici questi week end al seguito dei figli! Sabato tutto il pomeriggio al torneo di calcio di Giacomo, e per fortuna che miracolosamente è uscito il sole.
Domenica, il turno di Anna: torneo di pallavolo, grazie al cielo al coperto perché il tempo è ritornato nel trend autunnale che sta caratterizzando queste settimane.
E dopo due giornate di prestazioni atletiche, tifo, adrenalina dei figli e, ammettiamolo, un po' di sbadigli da parte dei genitori, è bello la domenica sera immergere la casa nel silenzio. Il marito sul divano con un libro, i figli a lavarsi e a sistemare le loro cose, io ovviamente al computer.

sabato 8 maggio 2010

Non si butta via niente: il riciclo in cucina


Non sono avvezza a buttare. Casa mia è piena di cose inutili, abiti che non vanno più bene o non son più di moda, giochi dei bambini che hanno invaso le loro camere, la sala, la taverna e la mansarda. Non mi piace buttare, potrà sempre servire.... E il marito ogni tanto sbotta.
In cucina, poi, l'idea di far finire in pattumiera qualche alimento mi dà proprio l'idea di spreco, quindi prima che debbano per forza passare a miglior vita trasformo formaggi in cremine per condire la pastasciutta, trito i fondi di salame rinsecchiti e li trasformo in un ragù, per esempio.

giovedì 15 aprile 2010

Ricette svuota-frigo e salva-cena, ideali per mariti affamati


Capita che si passi la giornata tra minimo indispensabile perchè la casa sia decente, attività dei figli, post per Blogmamma e ricerche, per ora infruttuose, di case in Sardegna per l'allegra combriccola di amici (sono l'agenzia viaggi della compagnia, ma quest'anno non ho più tanta voglia...).
Capita che la spesa in una giornata così non venga contemplata. E che il tempo e la voglia per impostare qualcosa di particolare o dalla preparazione un po' lunga non ci siano.
Capita che i figli siano invitati all'ultimo a casa di vicini a cenare e che invece il marito chiami alla solita ora, intorno alle nove, asserendo di non aver pranzato ( ma come fa a resistere per così tanto tempo senza mangiare???) e di avere una fame da sbranarsi un tavolo.
Capita (anche spesso). E adesso che faccio?
Semplice, basta mettere su una pentola con abbondante acqua e nel frattempo aprire il frigo.
Perchè là si trovano sicuramente, magari nascosti dietro mille barattoli di salse-olive-patè-marmellate, avvolti nella carta stagnola, residui non identificati in attesa ormai rassegnata di essere utilizzati. E allora, ultimo sforzo di fantasia spiccia, ecco uno di quei sughini svuota frigo,

AMATRICIANA ERETICA, OVVERO PENNE POMODORINI, MOZZARELLA E PANCETTA
solita dose per due o, come nel mio caso, per un marito affamato

Mezzo cestino di pomodori ciliegino, un po' duri e croccanti

50 grammi di pancetta (lo so, per l'amatriciana ci vuole il guanciale, ma questa è eretica!), la mia è affumicata, altoatesina

mozzarella di bufala quanto basta o quanta ve ne è rimasta in frigo

olio extravergine d'oliva

passata di pomodoro

erbette aromatiche, che non guastano mai, in attesa che cresca il basilico.

Mentre l'acqua bolle, tagliare a fettine sottili la pancetta, versare in una padella coi bordi alti in cui poi far saltare la pasta un paio di cucchiai di olio. A olio caldo, unire la pancetta e lasciar sfrigolare finché non sia diventata croccante, toglierla dalla pentola, tenerla da parte.
Lavare e tagliare i pomodori, farli saltare nel condimento della pancetta, avendo cura di non cuocerli troppo (mi piace che rimangano un po' duretti), aggiungere due o tre cucchiaiate di passata di pomodoro, far cuocere ancora un po' e spegnere.
Quando la pasta è pronta, riaccendere la padella col sugo, versarvi la pasta scolata, mescolare e far saltare per un minuto. Spegnere nuovamente e aggiungere la mozzarella preventivamente tagliata o ridotta a straccetti. Mescolare e versare un una zuppiera. Prima di servire, sistemare qua e là sulla pasta le chips di pancetta. Terminare, volendo, con una spolverata di erbette provenzali e una grattata di pepe.

Il marito, per fortuna, nel frattempo non ha addentato il tavolo, anzi, ha anche pazientato quei trenta secondi in cui ho rapidamente immortalato la pasta (foto scarsa, mi scuserete) e con una bella birra fresca si è gustato finalmente la sua cena.

martedì 6 aprile 2010

99 colombe e una zuppa inglese


Per due anni ho avuto un marito pendolare. Cinque giorni alla settimana a lavorare a Ferrara e il week end a casa. Una settimana al mese facevo io la pendolare coi bimbi piccoli, andavamo a trovarlo e stavamo lì con lui, nell'appartamento poco lontano dal centro. E così prendevo bimbi e passeggino e camminavo, mi gustavo questa meravigliosa cittadina piena di palazzi da visitare, viette da percorrere, vetrine da guardare e negozietti in cui entrare per respirare quell'aria lenta e godereccia delle città di provincia in cui la gente in bicicletta dopo il lavoro si ritrova in centro a chiaccherare, magari davanti a un aperitivo.
Il venerdì sera, prima di ripartire per casa nostra a Milano, passavamo nella pasticceria storica dietro casa a ritirare la zuppa inglese che avevamo prenotato e che ci veniva consegnata dentro una ciotola di vetro, avvolta nella carta rosina delle pasticcerie. Tornavamo a casa col nostro amato souvenir, che diventava il dolce sontuoso da condividere con suoceri e cognati insieme ai racconti della settimana e al caffè del dopo pranzo. Finita la parentesi ferrarese, ci siamo fatti spedire dagli ex colleghi la salama, e io ho iniziato a fare la zuppa inglese, uno dei dolci più amati dal marito.
Per questo, quando ho deciso che sarei stata anche io una colomba per le Sorelle Nurzia, la prima idea che mi è venuta in mente è stata proprio questa: preparare una zuppa inglese con la colomba (solitamente, se voglio fare in fretta, uso al posto del pan di spagna i savoiardi, ma solo quelli sardi, larghi e morbidi)
Potrebbe essere un modo interessante per far fuori gli avanzi di colomba, per quanto mi riguarda, di avanzi non ce ne sarebbero stati.... quindi ne ho tenuto da parte un po' preventivamente!

ZUPPA INGLESE DI COLOMBA

per la crema pasticcera:

4 tuorli
100 gr zucchero

50 gr farina o maizena
500 ml latte
mezza stecca di vaniglia
50 gr di cioccolato fondente


Almeno 8 fette di colomba classica Sorelle Nurzia
Alchermes


Scaldare il latte con la stecca di vaniglia. Lavorare in un pentolino i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina e infine il latte a filo, mescolando con una frusta. Mettere il pentolino sul fuoco basso e mescolare. Portare ad ebollizione, sempre mescolando e cuocere per due, massimo quattro minuti. Dividere la crema in due parti, trasferite la prima in una ciotola di vetro e mescolate di modo da raffreddare e terminare la cottura. Tenete la seconda parte nel pentolino e, a fuoco spento, aggiungete il cioccolato a pezzetti. Mescolate finchè il cioccolato non si sarà sciolto.
Nel frattempo tagliate le fette di colomba spesse circa 3-4 mm, togliete la glassa e tenetela da parte. In una ciotola versate l'alchermes, io lo allungo con un po' di acqua, così anche i bimbi possono assaggiare il dolce...
Bagnate per bene le fette nell'alcherms e sistematele in una ciotola di modo che coprano il fondo. Versateci sopra la crema pasticcera normale, livellate e ripetete l'operazione con altre fette di colomba imbevute, versateci sopra la crema pasticcera al cioccolato e se avete ancora crema, fatene un altro strato, sul quale sbriciolerete la glassa.
A seconda di come vorrete il dolce, potrete ricoprire di colomba la ciotola non solo sul fondo ma anche ai lati, io per esigenze estetiche ho coperto solo il fondo.

E' ottima, certo, poco dietetica, ma un cucchiaino male non fa... e un altro... e un altro... e un altro....
E mentre scrivo in questa giornata di splendido sole, il mio pensiero e la mia preghiera vanno a tutti coloro che, come Mara, tentano da un anno di reagire con forza e positività a una circostanza così devastante come è stato il terremoto. Questa zuppa inglese è per voi! Buona Pasqua!!






lunedì 18 gennaio 2010

Pregi e ratatouille

Il post del compleanno non è passato indenne: il marito torna a casa raccontando di aver ricevuto telefonate di insulti dalle sue colleghe... " Insomma, tra orari e dimenticanze ci faccio sempre una pessima figura, possibile che non puoi scrivere qualcosa di positivo di me?"
"Va bene, il prossimo sarà il post della riabilitazione!" E invece mi sono data alla cultura...
Oggi è la volta buona, glielo devo.
E cominciamo dall'ambito culinario: se avessi avuto un marito come mio padre, che guarda tutto ciò che non rientra nel suo esiguo menù di una vita con circospezione, e il più delle volte rifiuta, io, dopo dodici anni di matrimonio, sicuramente non sarei qui a raccontare delle mie avventure in cucina.
Mio marito, pur venendo da una famiglia di amanti della buona tavola e del buon vino, pur sapendo di aver sposato una che non aveva mai cucinato in vita sua, se non qualche torta, non si è mai tirato indietro, ha sempre accolto i miei piatti e le mie sperimentazioni (più o meno riuscite) con curiosità e benevolenza. Dispensando consigli e apprezzamenti, evitando di massacrarmi ( mi conosce e sa che sono un pò permalosa) quando il risultato non era propriamente all'altezza...

A casa dei miei era raro avere tanta gente invitata. I pranzi e le cene con ospiti erano quell'evento straordinario che metteva mia madre ( e a cascata tutti noi) in una certa agitazione.
A casa dei miei suoceri, l'opposto. E da noi i pranzi e le cene con amici non mancano mai. Mi ci sono dovuta abituare, all'inizio non era così naturale: vengono gli amici e cosa gli preparo? E poi chi mette tutto in oridine? Che fatica!!
Se non ci fosse stato lui a continuare a invitare, organizzare serate e grigliate, a sostenermi nella preparazione e nel riordino, ora non sarei in grado di godere della gioia di una bella serata passata tra amici a mangiare, bere e chiaccherare.
Sarà un marito che torna tardi la sera, che si dimentica di fare gli auguri, che non mi ha mai scritto due righe, ma sa condividere, spronare, sa apprezzare gli aspetti anche più semplici della nostra vita.
Io vorrei andare in vacanza chissà dove per essere contenta e a lui basta passare un pò di tempo in famiglia, magari preparando insieme la cena dell'ultimo dell'anno. Io cucino e lui pensa alla "scenografia" e ci ritroviamo a tarda notte, quando gli amici se ne sono andati, stremati ma contenti.
Quest'anno ha voluto cimentarsi nella ratatouille ("la faccio io"), proprio come quella del film. Per fortuna c'è il web e, ricetta trovata da Sigrid sottocchio, la ratatouille ha fatto il suo ingresso trionfale al nostro tavolo, dove tutti gli amici l'hanno apprezzata.

Ma, complice una spesa fatta frettolosamente, avanzavano zucchine, melanzane e peperoni per almeno un'altra porzione. Non avendo voglia di rifarla (la cottura richiede quasi due ore di forno) ho pensato di ricavarci un sugo, prontamente battezzato

SUGO RATAOUILLE

1 melanzana
1 peperone
1 zucchina
uno scalogno non troppo grosso
1 bottiglia di salsa di pomodoro
erbette provenzali
olio extravergine d'oliva
sale

Lavare peperone, melanzana e zucchina e tagliarle a fettine sottili o dadolini. Affettare lo scalogno e farlo soffriggere in quattro cucchiai di olio. Aggiungere le verdure e far saltare a fuoco vivo mescolando per 5 - 7 minuti. Quando le verdure saranno leggermente dorate, aggiungere la salsa di pomodoro e cuocere per almeno altri 10 minuti. Salare.
Quando le verdure saranno ammorbidite, frullare il tutto, aggiungere le erbette aromatiche, scolare la pasta e farla saltare insieme al sugo. Si possono aggiungere olive nere, capperi ed eventualmente un bel filo l'olio aromatizzato al peperoncino.

In questo modo sia il marito che i bimbi hanno mangiato verdure che solitamente (soprattutto i bimbi) non amano. Ciò che è avanzato, ovviamente, è finito nel congelatore per i tempi duri... o magari per una bella cenetta improvvisata con gli amici.
Potrei anche pensare di farci delle bruschette....





Non posso non pensare che mentre la nostra vita scorre più o meno indaffarata tra cucina, lavoro, mestieri di casa da fare, attività dei bambini, ad Haiti si soffre.
Sono tante le possibilità di aiutare, vi segnalo AVSI , un'associazione non governativa presente ad Haiti già dal 1999. Se andate sul sito potete leggere il diario via chat della responsabile, Fiammetta. Commovente e straziante.

mercoledì 2 dicembre 2009

Quando il radicchio è troppo

Per fare in fretta al supermercato e per evitare il muro di gente che staziona davati alle bilance lo prendo già confezionato in vaschetta. Radicchio tondo di Chioggia. Lo mangio solo io perchè l'amaro non piace e perchè il marito la sera non si fa certo un'insalatina. E così i tre cespi di radicchio languono nel mio frigorifero per giorni, finchè presa da pietà verso quelle foglie esterne che cominciano a diventare molli, decido che è ora di farla finita.



CREMA DI RADICCHIO, TOMA E NOCI

Un cespo di radicchio
200 grammi di toma piemontese o taleggio o qualsiasi altro formaggio di montagna a pasta morbida
2 o 3 noci
olio extravergine d'oliva
un pizzico di sale

Lavare il radicchio, eliminare la parte bianca e frullarlo insieme a olio, formaggio tagliato a cubetti e noci. Regolare di sale.

Uso questa salsa per condire delle tagliatelle all'uovo. Mentre l'acqua bolle, scaldare la crema in un pentolino antiaderente, magari con un filo d'olio, di modo che il formaggio si sciolga. Stemperare con acqua di cottura o, se vi sembra troppo amara, con un pò di latte.
Mescolare e, per rendere ancora più sfizioso il piatto, aggiungere un pò di spek fatto precedentemente sfrigolare in padella con un pò di olio. Una grattata di pepe e anche bimbi e marito mangiano il radicchio.

Come al solito ciò che avanza viene stoccato nel congelatore, questa volta, però, mi è venuto in mente che potrei scaldare sulla piastra una fetta di pane nero appena fatto e spalmarci sopra la crema....


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