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lunedì 18 gennaio 2010

Pregi e ratatouille

Il post del compleanno non è passato indenne: il marito torna a casa raccontando di aver ricevuto telefonate di insulti dalle sue colleghe... " Insomma, tra orari e dimenticanze ci faccio sempre una pessima figura, possibile che non puoi scrivere qualcosa di positivo di me?"
"Va bene, il prossimo sarà il post della riabilitazione!" E invece mi sono data alla cultura...
Oggi è la volta buona, glielo devo.
E cominciamo dall'ambito culinario: se avessi avuto un marito come mio padre, che guarda tutto ciò che non rientra nel suo esiguo menù di una vita con circospezione, e il più delle volte rifiuta, io, dopo dodici anni di matrimonio, sicuramente non sarei qui a raccontare delle mie avventure in cucina.
Mio marito, pur venendo da una famiglia di amanti della buona tavola e del buon vino, pur sapendo di aver sposato una che non aveva mai cucinato in vita sua, se non qualche torta, non si è mai tirato indietro, ha sempre accolto i miei piatti e le mie sperimentazioni (più o meno riuscite) con curiosità e benevolenza. Dispensando consigli e apprezzamenti, evitando di massacrarmi ( mi conosce e sa che sono un pò permalosa) quando il risultato non era propriamente all'altezza...

A casa dei miei era raro avere tanta gente invitata. I pranzi e le cene con ospiti erano quell'evento straordinario che metteva mia madre ( e a cascata tutti noi) in una certa agitazione.
A casa dei miei suoceri, l'opposto. E da noi i pranzi e le cene con amici non mancano mai. Mi ci sono dovuta abituare, all'inizio non era così naturale: vengono gli amici e cosa gli preparo? E poi chi mette tutto in oridine? Che fatica!!
Se non ci fosse stato lui a continuare a invitare, organizzare serate e grigliate, a sostenermi nella preparazione e nel riordino, ora non sarei in grado di godere della gioia di una bella serata passata tra amici a mangiare, bere e chiaccherare.
Sarà un marito che torna tardi la sera, che si dimentica di fare gli auguri, che non mi ha mai scritto due righe, ma sa condividere, spronare, sa apprezzare gli aspetti anche più semplici della nostra vita.
Io vorrei andare in vacanza chissà dove per essere contenta e a lui basta passare un pò di tempo in famiglia, magari preparando insieme la cena dell'ultimo dell'anno. Io cucino e lui pensa alla "scenografia" e ci ritroviamo a tarda notte, quando gli amici se ne sono andati, stremati ma contenti.
Quest'anno ha voluto cimentarsi nella ratatouille ("la faccio io"), proprio come quella del film. Per fortuna c'è il web e, ricetta trovata da Sigrid sottocchio, la ratatouille ha fatto il suo ingresso trionfale al nostro tavolo, dove tutti gli amici l'hanno apprezzata.

Ma, complice una spesa fatta frettolosamente, avanzavano zucchine, melanzane e peperoni per almeno un'altra porzione. Non avendo voglia di rifarla (la cottura richiede quasi due ore di forno) ho pensato di ricavarci un sugo, prontamente battezzato

SUGO RATAOUILLE

1 melanzana
1 peperone
1 zucchina
uno scalogno non troppo grosso
1 bottiglia di salsa di pomodoro
erbette provenzali
olio extravergine d'oliva
sale

Lavare peperone, melanzana e zucchina e tagliarle a fettine sottili o dadolini. Affettare lo scalogno e farlo soffriggere in quattro cucchiai di olio. Aggiungere le verdure e far saltare a fuoco vivo mescolando per 5 - 7 minuti. Quando le verdure saranno leggermente dorate, aggiungere la salsa di pomodoro e cuocere per almeno altri 10 minuti. Salare.
Quando le verdure saranno ammorbidite, frullare il tutto, aggiungere le erbette aromatiche, scolare la pasta e farla saltare insieme al sugo. Si possono aggiungere olive nere, capperi ed eventualmente un bel filo l'olio aromatizzato al peperoncino.

In questo modo sia il marito che i bimbi hanno mangiato verdure che solitamente (soprattutto i bimbi) non amano. Ciò che è avanzato, ovviamente, è finito nel congelatore per i tempi duri... o magari per una bella cenetta improvvisata con gli amici.
Potrei anche pensare di farci delle bruschette....





Non posso non pensare che mentre la nostra vita scorre più o meno indaffarata tra cucina, lavoro, mestieri di casa da fare, attività dei bambini, ad Haiti si soffre.
Sono tante le possibilità di aiutare, vi segnalo AVSI , un'associazione non governativa presente ad Haiti già dal 1999. Se andate sul sito potete leggere il diario via chat della responsabile, Fiammetta. Commovente e straziante.

martedì 12 gennaio 2010

Compleanni, dimenticanze e macaretti



Venerdì 8 gennaio, compio 39 (argh!) anni. Mi alzo di buon ora, porto i bimbi a scuola, torno in tempo per fare colazione col marito. Un ottimo caffè macchiato come non lo trovo neanche al bar (sono diventata bravissima a montare il latte!), un biscottino e una spremuta d'arancia.
Il marito gusta il caffè, si rallegra per la spremuta, si infila la giacca pronto per l'intensa giornata di lavoro. E io aspetto gli auguri...
Scocca un bacio, sorrisone: "Ciao, vado, buona giornata" " Ciao, buona giornata anche a te!" Scende le scale e va verso il garage. Anche questa volta si è dimenticato. Pazienza.
Prendo le tazze, sistemo il tavolo e lo sento risalire. Faccio finta di niente. " Ti sei dimenticato qualcosa?" La butto lì con tutta nonchalanche. Mi volto e lo vedo con due o tre cd in mano.
"No, è che ormai Natale è passato, è ora che cambi i cd da tenere in macchina". Prende i cd, sorriso e se ne va di nuovo giù per le scale. Torno ai miei lavori, anche quest'anno arriverà la sua telefonata di auguri a giornata quasi conclusa....
Mi consolo con un bel mazzo di fiori "giovanili" scelto da mio suocero e con una merenda con "quelle cose bianche - mamma- che assomigliano alle meringhe".



I MACARETTI

zucchero a velo
220g
farina di mandorle 120 g
zucchero semolato 30 g

albumi 90 g


Per il capodanno francese avrei tanto voluto fare i macaron. Cerco nel web, trovo la ricetta da Sigrid, la copio e mi accingo a farli, ma faccio l'errore di fidarmi della mia memoria riguardo al procedimento.
La ricetta originale diceva di passare al mixer zucchero a velo e farina di mandorle, passarli al setaccio, aggiungere il sale e due gocce di limone. Montare gli albuni a neve fermissima, aggiungere lo zucchero semolato e continuare a sbattere. Aggiungere metà composto di zucchero e farina di mandorle, mescolare delicatamente dal basso verso l'alto e quando tutto è stato assorbito, fare altrettanto col resto del composto, che alla fine dovrà fare il nastro.

Io, complice la fretta che avevo e le troppe cose che mi ero messa in testa di realizzare, ho montato gli albumi a neve, neanch
e tanto ferma, ho aggiunto il composto zuccchero e mandorle un pò alla volta e ho continuato a montare.
Risultato, il composto non faceva tanto il nastro e quando si è trattato di formare dei mucchietti (come da ricetta) sulla carta da forno, i miei non erano tanto sodi...


Ho continuato, però a seguire le indicazioni della ricetta, ho infornato per 14 minuti in forno già caldo a 155° .


Il risultato sono questi dolcetti che nella forma proprio non richiamano i macarons ( e infatti non sono andati in tavola e non sono stati farciti), ma che non erano niente male, una via di mezzo tra dolcetti di pasta di mandorle, amaretti, brutti e buoni... La prossima volta mi fiderò poco della mia memoria (l'età avanza) e mi terrò la ricetta sotto il naso!


mercoledì 6 gennaio 2010

Si ricomincia

Ultime ore di vacanza, da domani sveglia alle sette, otto meno cinque fuori per portare i bimbi a scuola. La domanda che ci poniamo in tanti (per lo meno tra amiche casalinghe e insegnanti che hanno potuto godere di questi giorni di riposo) è se riusciremo a rientrare nei ranghi subito o se domani la scuola vedrà una schiera di ritardatari arrivare affannati e addormentati perchè abituati (come noi) a svegliarsi oltre le dieci da ormai due settimane.
Si vedrà, intanto ora si sta ancora studiando a memoria una poesia di Natale che era sfuggita (che caso!). E mentre si riempiono le cartelle e si mette in fondo al letto la tuta perchè domani c'è "motoria", io già progetto di approfittarne dell'orario lungo del giovedì per andarmene in giro per saldi...
Sono andati via da poco gli amici con i quali tradizionalmente trascorriamo il pranzo dell'Epifania e mi domando cosa mi rimane di queste vacanze casalinghe. Tanto riposo e tranquillità, giochi e film in famiglia, un pomeriggio a Milano tra gli affreschi di San Maurizio e librerie, pranzi e cene con amici e parenti, il cenone di san Silvestro con i miei esperimenti francesi....

LA TARTE TATIN (ricetta presa da un vecchio Sale e Pepe e un pò riadattata)

1 kg di mele (ho usato le annurca)
200 g burro
250 g zucchero
un limone
175 farina
2 tuorli
un pizzico di sale

Setacciare la farina e unirla allo zucchero e a un pizzico di sale. Unire 75 g di burro a pezzetti e lavorare con la punta delle dita finchè il burro non è stato assorbito dalla farina. Fare una fontana, sbattere i tuorli e unirli al composto. Lavorare l'impasto velocemente, finchè da granuloso diventerà omogeneo, formare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo.
Sbucciare le mele, tagliarle a spicchi di media grandezza, immergerle in acqua fredda e limone per non farle annerire.
In una padella che possa andare in forno o in una teglia dal fondo spesso fare fondere il burro rimanente e quando sfrigola versarvi a pioggia 200 g di zucchero. Cuocere burro e zucchero a fuoco moderato per 5 minuti, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno finchè non si ottiene un caramello di colore bruno - dorato. Appena prende colore, abbassare la fiamma Togliere dal fuoco e lasciare intiepidire. Sistemare gli spicchi di mela nella teglia a cerchi concentrici, ben vicini e in piedi. Cuocerli per 15 minuti, rigirandoli da entrambi i lati, di modo da caramellarli. Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare. Io ho aggiunto qua e là in mezzo agli spicchi delle scorzette d'arancia (ovviamente non trattata).
Scaldare il forno a 190° . Stendere la pasta in un disco spesso 2 - 3 mm, largo quanto la teglia. Arrotolare la pasta sul mattarello e srotolare sulla teglia sigillandola.
Infornare per 20 25 minuti. Lasciare intiepidire la torta e rovesciarla sul piatto da portata.
La Tarte Tatin è ottima servita tiepida accompagnata da un pò di panna.

Come primo esperimento direi che il risultato è stato ampiamente apprezzato da tutti, tranne che da me. Troppo burro. La prossima volta proverò a dimezzarne le dosi per il caramello.

Beh, non è propriamente una torta per la colazione post vacanze natalizie, ma l'inverno è lungo, e le serate in compagnia con caminetto acceso e Armagnac non si esauriscono (per fortuna) con le vacanze!



lunedì 4 gennaio 2010

La miglior ricetta del 2009


Scorrendo i blog di fine - inizio anno mi ha incuriosita quello di Anice e Cannella sulla migliore ricetta del 2009. Stavo già pensando che sono ancora poche le ricette che ho pubblicato, che tra queste forse la migliore, quella che dà sempre soddisfazioni, è quella della torta morbida al cioccolato. Poi è arrivato il cenone del 31, quello in tema francese. Che divertimento! un giorno intero a cucinare, a provare ricette nuove, a dedicarmi alla cucina con tutta la famiglia, senza l'assillo dei figli che hanno fame, del marito che torna tardi o di tutti gli altri impegni che spesso non mi danno tranquillità e animo giusti per gustarmi a fondo il lavorare in cucina.
In un menù francese non potevano mancare le vellutate e, oltre alla classicissima porri e patate (o vichissoise) ho deciso di inserire una vellutata in tema ultimo dell'anno.

VELLUTATA DI LENTICCHIE CON FOIE GRAS
(per 10 - 12 persone)

700 grammi di lenticchie
mezza cipolla
olio extravergine d'oliva
timo
100 ml panna
sale
pepe

4 dischi di foie gras

Mettere a mollo per un paio d'ore le lenticchie. Tritare la cipolla e soffriggerla leggermente con due cucchiai d'olio. Unire le lenticchie e mescolare. Coprirle con acqua fredda e cuocere a fuoco medio con il coperchio per circa un'ora. Ogni tanto controllare il livello dell'acqua e se si è asciugata, aggiungerne. A cottura quasi ultimata, salare, mescolare e passare le lenticchie col passaverdura o ( per rendere più veloce il procedimento) frullarle (in questo caso ovviamente la vellutata rimarrà un pò più granulosa). Aggiungere mezzo bicchere di panna ed eventualmente altra acqua se vi sembra troppo densa.

Portarla in tavola fumante in una zuppiera larga. Adagiarvi sopra quattro dischi di foie gras. Quando la servirete, aggiungerete in ogni piatto un pezzo di foie gras che nel frattempo si sarà già un pò sciolto regalando alla vellutata un'aroma senza pari. Una grattata di pepe per terminare e un pizzico di fleur de sel.

Una piacevolissima scoperta! Sicuramente la mia migliore ricetta del 2009!

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