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martedì 22 febbraio 2011

SCAMPETTI E LINGUINE: IN BIANCO O AL POMODORO?



E' ancora freddo, conviene andare al mercato quando tutti stanno già pensando a sbaraccare. Già, perché i fratelli pescivendoli un po' di sconto te lo fanno. Soprattutto se è rimasto poco sul banco. Ti rifilano tutto quello che è avanzato e te lo mettono a meno del prezzo iniziale. Bisogna far solo attenzione a non farsi infilare nel sacchetto tutto il banco, sennò  si rischia di far fuori il budget di spesa alimentare di una mese. Loro lo sanno, al massimo spendo 30 euro. E l'altro giorno mi sono portata a casa un chilo abbondante di scampetti, una certa quantità di enormi calamari, entrambi mediterranei e un paio di chili di alici.

martedì 16 novembre 2010

GOLOSARIA E GIALLOZAFFERANO.... che vita dura, dice il marito....



Sono in perenne ritardo, questo dovreste saperlo, ma ho ancora ben due esperienze da raccontarvi.
Il punto è che sono troppo presa dallo speciale Natale per Blogmamma (a proposito, se avete da segnalarmi lavoretti e ricettine che potrei mettere, fatemi un segnale) e quando riesco ad impossessarmi del pc, oggetto conteso in casa da figli e ora anche marito (la sua passione è Anobii), dopo avere adempiuto al dovere, non mi viene voglia di scrivere...

lunedì 8 marzo 2010

Scampetti e pigrizia




Mercoledì e venerdì sono giorni di mercato nel mio ridente paese della bassa milanese. Il banco del pesce dei due fratelli siciliani che passano tutta la mattina a urlare due chili di pesce cingue euri è molto ben fornito. Ma la pigrizia ultimamente mi porta al supermercato dove si trova tutto e si risolve in una sola tappa l'incombenza spesa.
Peccato che il pesce sia sempre quello, orate, branzini, filetti di triglia e acciughe, mazzancolle precotte...
Venerdì no, la voglia di qualcosa di diverso ha vinto: mercato.
E li vedo, piccolini, rosa e ancora pervasi da un fremito di vita. Li prendo tutti. A casa li metto in una ciotola con acqua e sale per conservarli meglio. Li farò sabato.
Ma sabato il marito ha lavorato tutto il giorno, unica consolazione un bel pranzo piacentino, arriviamo a cena e non ha fame. Per non rischiare di farli andare a male, li congelo.
La mattina successiva, li tiro fuori per tempo, per pranzo ci saranno gli




SPAGHETTI AL GUAZZETTO DI SCAMPETTI (per 4 persone)


600 g di scampetti del mediterraneo

mezza bottiglia di passata di pomodoro

due cucchiai di olio exravergine di oliva
uno spicchio d'aglio

mezzo bicchiere di marsala

fior di sale
polvere di peperoncino


Ho pulito metà scampetti, quelli che nel fratt
empo si erano scongelati. I restanti li ho buttati per massimo due minuti in acqua bollente leggermente salata, che ovviamente non ho buttato.
In una padella capiente ho rosolato l'aglio in due cucchiai di olio, poi l'ho tolto perchè mi piace che i piatti di pesce non sappiano di aglio, ma che il gusto predominante sia dato proprio dal pesce.
Ho versato gli scampi puliti, ho mescolato delicatamente e dopo un minuto ho bagnato col marsala, ho lasciato che evaporasse un po' e poi ho messo il coperchio alla padella.
Dopo un paio di minuti, ho versato la salsa di pomodoro e due mestoli di acqua in cui ho fatto cuocere gli scampi e ho fatto andare a fuoco medio.


Nel frattempo ho continuato a pulire gli scampetti più grossi, agli altri ho giusto staccato il corpo dalla testa (scongelati in maniera così traumatica, si disfavano un po').
Ho buttato gli spaghetti nell'acqua
utilizzata precedentemente per gli scampi e riportata a bollore (attenzione che bollendo forma parecchia schiuma) e gli scampi rimanenti nel sugo, insieme anche alle teste più grosse, che danno parecchio sapore.
Ho scolato gli spaghetti al dente, li ho fatti saltare, li ho insaporiti con un pizzico di fior di sale e (fatti i piatti per i bimbi) con una spolverata di peperoncino (ho finito l'olio piccante, lo devo rifare). Un sapore intensissimo!

Li abbiamo accompagnati da quello che per me è uno dei vini bianchi più buoni, un vermentino di cui facciamo scorta in Sardegna, (
insieme alle olive) , l'Is Argiolas. E per secondo un frittino di ciuffetti... Devo vincere più spesso la pigrizia!


PS Questa volta ho tenuto teste e carapaci, stasera preparo un fumetto. O una bisque seguendo le indicazioni di Maetta.




martedì 1 dicembre 2009

I gambas e la Manzanilla



Mio padre adora la Spagna. Nelle nostre vacanze c’era sempre spazio per un giretto spagnolo, studiato e pianificato per mesi e mesi. Cartina alla mano, guide, ispirazione data dall’altra passione, la filatelia. Abbiamo visitato luoghi, regioni, paesi, monumenti perché erano riprodotti sui francobolli.

E quindi abbiamo avuto la fortuna di uscire dagli schemi soliti del turismo conosciuto per scovare posti spettacolari e affascinanti, luoghi pieni di storia in cui il tempo sembrava essersi fermato. Come l’Estremadura con Guadalupe, Trujillo, Zafra o l’Andalusia profonda del Coto de la Donana (con el Rocio, santuario dall’aria messicana) e Sanlùcar de Barrameda, paese sulla foce del Guadalquivir, con spiagge percorse da cavalli in gara, ristoranti traboccanti di crostacei e bodegas, cantine storiche, luoghi unici dove degustare la manzanilla.

Manzanilla significa “camomilla” e questo vino fino che solo a Sanlùcar viene prodotto probabilmente ricorda l’infuso solo per il colore, giallo paglierino. E’ uno sherry secco - Jerez de la Frontera è poco distante - dal sapore intenso e impegnativo.

Ho sempre accompagnato volentieri i miei nei loro viaggi spagnoli, anche durante i miei anni universitari, perché non erano mai banali. E dei giorni passati a Sanlùcar ho il ricordo della visita alla Bodega Barbadillo e delle cene al Bajo de Guia introdotte sempre da una copa de manzanilla accompagnata da langostinos y gambas.

Ne parlavo l’altra sera a cena con amici e d’improvviso sul tavolo si è materializzata una bottiglia di manzanilla, souvenir di uno dei tanti viaggi dei miei. Chi l’ha bevuta (ovviamente ben fredda) da sola non ha avuto commenti entusiastici. Quando ho portato i gamberi saltati in padella con un filo l’olio e mezzo bicchiere di vino bianco e ho invitato i commensali a mangiarli bevendoci sopra la manzanilla, l’entusiasmo si è scatenato.


Avete presente quando Remì di Ratatoulle spiega al fratello la meraviglia per il palato degli abbinamenti giusti?


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