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venerdì 30 maggio 2014

Il babà del ritorno



Sono mesi che non metto piede qua. Ad andare avanti di questo passo mia figlia faceva in tempo a compiere 16 anni, chè i festeggiamenti dei 15 sono passati da un pezzo. Pigrizia, un pc talmente lento da togliere ogni voglia, il wifi che salta ogni due per tre, la vita reale. Ecco alcune delle ragioni di tale disamoramento. Mettici anche il fatto che ormai questo blog avrebbe bisogno di una sferzata, di un look nuovo, di un dominio (che già ho...) e abbiamo fatto il quadro. Ma come accade in ogni momento di stanca, c'è sempre qualcosa o qualcuno che ti ridesta, anche per una cosa piccola e insignificante come il blog. E infatti è arrivato il 5 maggio, giorno in cui si svela la ricetta della sfida mensile dell'emmetichallenge. Io ho saltato un paio di mesi, sempre per le ragioni di cui sopra, ma questa non potevo lasciarla andare via così... No, dico, si tratta del babà, il dolce per cui il marito farebbe follie, quello che la sua mamma gli prepara da sempre solo ed esclusivamente in Avvento: dal compleanno del secondo figlio a Natale. Poi basta.

Al babà non si può dire di no, soprattutto se la ricetta è più complessa di quella della suocera, che prepara il dolce facendo un solo impasto e una sola lievitazione. Il babà di casa è un ciambellone generosamente imbevuto di bagna e rigorosamente servito con arance e al massimo una semplice macedonia di frutti autunnali. E' buono perchè la suocera è provetta in cucina, ma ha sempre avuto una consistenza secca, che richiede, ovviamente, generosissime dosi di sciroppo. Dalla suocera ho imparato tanto, ma altrettanto da mesi e mesi di MTC e quindi via alla produzione di babà! E siccome per il dolce più amato dal marito non si può sgarrare troppo, ho deciso di rimanere nel solco della tradizione e di aggiungere una marmellata che ho appena fatto: quella fatta con le arance selvatiche portate a casa a Pasqua da un giardino toscano immerso nel verde delle colline pisane. Volevo provare le monoporzioni e sfruttare almeno una volta una teglia che il marito aveva preso all'Ikea proprio perchè secondo lui poteva andare bene per il babà. Ecco quindi i miei


BABA' AL RHUM CON CREMA PASTICCERA ALLA VANIGLIA E MARMELLATA DI ARANCE SELVATICHE 

BABA'



  • 300 g di farina di forza (manitoba o similari) Io ne avevo una W 260
  • 3 uova  grandi
  • 100 g di burro
  • 100 g di latte
  • 25 g di zucchero
  • 10 g di lievito di birra
Per il procedimento, così come per gli ingredienti, ho seguito alla lettera la ricetta di Antonietta  Ecco i passaggi:

Lievitino

Sciogliete il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastate con 70 g di farina Coprite con un telo inumidito la ciotola e lasciate lievitare fino al raddoppio.

Primo impasto

Mettete in una ciotola la farina restante (230 g), fate un buco in mezzo, versateci il lievitino e le tre uova. Impastate schiacciando con la mano l’impasto e uno cucchiaio alla volta aggiungete il latte.Deve risultare un impasto morbido, elastico ma non molle. Impastaye energicamente (io ho simulato con la mano la frusta della planetaria....), e sbattete l'impasto verso la ciotola per una decina di minuti. Coprite e fate lievitare fino a che non è raddoppiato ( 80/90 minuti circa). Nel frattempo tirate fuori dal frigo il burro.

Secondo impasto

Lavorate il burro insieme allo zucchero fino a renderlo una crema. Aggiungetelo al primo impasto un  cucchiaio alla volta facendo sempre assorbire bene  prima di aggiungerne altro. Impastate per 5 minuti nella ciotola, poi sistemate l’impasto su un piano da lavoro e lavorate l'impasto energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Vi farete i muscoli ma questa è la fase (a detta di Antonella) più importante per ottenere quella morbidezza che permetterà al babà di assorbire la bagna come una spugna.
L'impasto sarà pronto quando inizierà a staccarsi dalle mani, piegandolo riuscirà a mantenere una forma tondeggiante, e cominceranno a formarsi le bolle d’aria. A questo punto imburrate gli stampini e ricavate delle palline. Riempite gli stampini fino a metà e lasciate lievitare in forno spento ma con la luce accesa fino a quando avranno quadruplicato il loro volume. Dovrà uscire la pasta dallo stampino e formare una sorta di fungo.

Cottura

Riscaldate il forno a 200°, cuocete a 180° per circa 20 minuti. Aspettate una decina di minuti e roteando delicatamente estraeteli dagli stampini. Ora sono pronti per essere immersi nella bagna...



BAGNA
  • 1 litro d'acqua
  • 400 g di zucchero 
  • la scorza di un'arancia amara
  • un bicchiere di rhum
In una casseruola mettete l'acqua, lo zucchero e le scorze d'arancia. Cuocete fino a che lo zucchero non si sarà sciolto. Spegnete e lasciate intiepidire. Aggiungete il rhum.


CREMA PASTICCERA

  • 250 ml di latte intero
  • mezza stecca di vaniglia
  • 15 g di farina 00
  • 40 g di zucchero semolato
  • 2 tuorli

  • marmellata di arance selvatiche e miele di fiori d'arancio (ve lo prometto, sarà un prossimo post)
Tagliate longitudinalmente la vaniglia e raschiate via i semi con un coltellino. Versate il latte in un pentolino, aggiungete i bacelli di vaniglia e scaldate-
In una  ciotola sbattete i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina setacciata e mescolate. Unite a filo il latte e mescolate. Trasferite il tutto in un pentolino dal fondo pesante e fate cuocere per almeno tre minuti, mescolando sempre.
Quando la crema ha raggiunto la consistenza che preferite, trasferitela in una ciotola.

Prendete il babà, immergetelo nella bagna e tenetelo lì fino a che non si sarà ben imbevuto. Strizzatelo leggermente, tagliatelo a metà e sistemate nel mezzo la crema pasticcera. Guarnite con un cucchiaino di marmellata di arance selvatiche ed eventualmente irroratelo ancora di rhum per chi ama i dolci alcolici.

OSSERVAZIONI

  • decisamente un'altra cosa rispetto al babà che ho sempre fatto e a quello della suocera. In famiglia lo hanno notato tutti e temo che non riusciremo più a tornare indietro...
  • nota negativa: la bagna. Siamo sempre stati abituati alla bagna irrorata da preparato al rhum per i punch (rhum fantasia) che ora non si trova più e l'utilizzo del rhum più buono ma più delicato lascia più scialbo il tutto 
  • la teglia Ikea non farà dei babà perfetti, ma tutto sommato non è male 
  • mi sono completamente dimenticata il sale! Poco male, erano ottimi lo stesso :)


martedì 25 febbraio 2014

IL MIO PRIMO STRUDEL SERIO




Amo lo strudel, anche se vado in montagna dalla parte opposta delle Alpi. Le uniche incursioni in terre da strudel risalgono ai tempi dell'università, quando con altre centinaia di amici si andava a sciare d'inverno. Prima di partire si passava tutti dalla Dolciaria Fassana e si infilavano le scatole lunghe e sottili tra zaini, borse e scarponi. Escluso quello della val di Fassa, lo strudel di casa mia è stato per anni o quello fatto chiudendo in uno scrigno di pasta sfoglia mele, uvetta, frutta secca e cannella o, peggio ancora, quello comprato surgelato al super e infilato all'ultimo minuto in forno. Ho sempre guardato le istruzioni per fare il vero strudel e mi sono sempre detta: un giorno o l'altro ci provo. Poi è arrivato l'MTChallenge. E così finalmente, all'ultimo minuto come mio solito, ho provato. 
Mi sono, ovviamente, ritrovata a cucinarlo ieri sera. 

Preparo la pasta, la metto a riposare e vado dalla suocera a salutare la zia canadese in partenza per casa, mi fermo a chiacchierare più del previsto e torno che è praticamente ora di cena. Il marito chiama e dice che sta tornando. Io lo avviso: devo fare lo strudel. Il tapino si prepara spiritualmente al fatto che quando rientrerà non troverà certo la pasta fumante nel piatto...
Beh, è stata dura, ho dovuto tirare la pasta un paio di volte perchè la prima si è lacerata come un vecchio lenzuolo, ho rischiato di perdere tutto l'impasto nel passaggio dal canovaccio alla teglia, ma ce l'ho fatta. Ed è tutta un'altra cosa, anche rispetto a quello che compravo alla dolciaria fassana che secondo me era fatto con la pasta sfoglia.

giovedì 9 gennaio 2014

PAIN D'EPICES E LE MIE VACANZE



Si ricomincia: la sveglia presto, il buio, i figli che escono di casa, la colazione col marito e la casa immersa nel grigiume. Scrivo e l'albero di Natale spento qui di fianco mi ricorda che è ora di mettere via gli addobbi. Sono state vacanze belle, piene di gente, di cibo, di luoghi visti, di sveglie tardi e di film in famiglia. Vacanze con amici e parenti, ma soprattutto con noi quattro. E in attesa di sistemare le foto dei quattro giorni tra Provenza e Camargue, inizio l'anno nel segno degli esperimenti dell'ultima ora. 

Il sacchettino di quattro spezie l'avevo preso tempo fa con l'intenzione di sfornare pane che mi è sempre piaciuto, che chiedevo a mia mamma di comprare al supermercato e che mangiavo solo io. Le spezie sono rimaste in dispensa per tanto tempo, ma a Natale ho deciso che, non avendo prodotto praticamente nulla di natalizio (biscotti, pandori, panettoni e amenità simili), almeno un pain d'epices che potesse accompagnare il meraviglioso patè di pernice e fagiano della suocera potevo farlo.

E così la mattina del 25 ho acceso il tablet e cercato una ricetta che mi aveva colpita anni fa, quella di Comida. Ho cominciato a guardare gli ingredienti e ovviamente ho scoperto di non averne alcuni. Poco male, gli esperimenti mi sono sempre piaciuti... 

Ecco quindi il mio


PAIN D'EPICES NATALIZIO con quello che passa il convento

(per la ricetta originale vi rimando a Comida, qui avete la mia versione tarata su ciò che avevo in dispensa)


  • 200 g farina 0
  • 100 g di farina integrale
  • 200 g farina di integrale di farro
  • 2 1/2 cucchiaini di bicarbonato
  • 2 cucchiaini e mezzo di miscela 4 spezie
  • 55 g di burro a temperatura ambiente
  • 1 uovo a temperatura ambiente
  • 250 g di miele, meglio se liquido (io ho usato quello di cardo, avanzo dell'estate sarda)
  • 1 cucchiaio di sciroppo d'acero
  • 1 cucchiaio di malto d'orzo
  • 1 cucchiaio di buccia di arancia grattugiata 
  • 240 ml di acqua


Versare tutti gli ingredienti insieme in una planetaria o in un robot da cucina anni '90 come ho io. Avviare e mescolare tutto insieme per un po' (io l'ho lasciato impastare per una decina di minuti)
Prendere uno stampo da plum cake e foderarlo con della carta da forno
Versarvi l'impasto e mettere nel forno precedentemente riscaldato a 180°.
Per evitare che la superficie si bruci, coprite lo stampo con della carta stagnola.
Cuocete per almeno un'ora

La casa si riempirà di profumo di spezie, vi sentirete ancora un po' natalizi e avrete un pane che con il patè diventa strepitoso. Il mio è risultato molto soffice e poco appiccicoso, diverso rispetto a quello che mangiavo da bambina, ma dolce e speziato al punto giusto per accompagnare anche le pietanze salate. In più questo è veramente un pane che si prepara in pochissimo tempo e con altrettanto poca fatica.

Buon anno speziato e saporito a tutti!

giovedì 28 novembre 2013

PENSA ALLE CASTAGNE E CREA UNA RICETTA



Quanti oggetti  noi amanti della cucina compriamo per curiosità o per shopping compulsivo da non posso proprio farne a meno e poi giacciono in cucina per giorni mesi e anni? Io ogni tanto ripulisco gli armadietti e immancabilmente trovo prodotti modaioli acquistati col progetto di chissà quale realizzazione e dopo poco dimenticati inesorabilmente. L'ultimo? Un panetto di marzapane scaduto da un paio di anni.
Lo stesso vale alcuni utensili. Uno di questi è il ferro da cialde che ho acquistato credendo di comprarne uno per gofri. Usato due volte, una per gli esperimenti col panettone, l'altra con della pasta frolla avanzata, ho deciso che sarebbe stato il momento di tirarlo fuori di nuovo.L'MT Challenge, si sa, è l'occasione migliore per sperimentare e il ferro aveva bisogno di questo.

Questa volta non c'era una ricetta da seguire passo passo. No. Troppo banale. C'era un ingrediente e un mood. Le castagne e l'autunno. Confort food e coccola.
Adoro le castagne. In casa mia si mangiavano il sabato sera. Una settimana cotte a vapore in pentola a pressione, una arrostite in padella. Mia mamma mi comprava il castagnaccio quando andavamo a prendere il pane, una fetta tutta per me e per lei, le uniche due ad apprezzarlo e che dire dei maron glaces???
Col tempo ho imparato che le castagne sono ottime anche con gli arrosti di maiale e di selvaggina, quelli che prepara mia suocera, e che, perchè no, la farina di castagne poteva essere un ottimo ingrediente anche per la pasta fresca.

Così quando ho cominciato a pensare alla ricetta per la mitica sfida, mi sono saltate in mente tantissime ipotesi. Confesso che avrei voluto provare a fare delle tagliatelle con un ragù bianco di cinghiale o di capriolo, ma non sono riuscita a procurarmi in tempo dai miei fornitori (ergo, sempre loro, i miei suoceri) la materia prima per il sugo... Ricetta solo rimandata.

La farina era già acquistata, quindi ho ripiegato su un dolce. Ecco quindi le mie




CIALDE DI FROLLA ALLE CASTAGNE CON RICOTTA, CIOCCOLATO E NOCCIOLE CARAMELLATE

Per le cialde



  • 130 g di farina di castagne
  • 120 g di farina 00
  • 70 g di zucchero semolato
  • 70 g di zucchero muscovado integrale di canna (è uno zucchero più scuro, con cristallli più grossi, che potete vedere nelle cialde. Sono quei punti marroni)
  • 150 g di burro
  • mezza bacca di vaniglia
  • un pizzico di sale
  • un uovo
Per la ricotta
  • 300 g di ricotta di capra sarda
  • 100 g di cioccolato fondente
  • un goccio di grappa di barolo
Per le nocciole 
  • un cucchiaio di nocciole tostate
  • tre cucchiai di zucchero muscovado
  • due cucchiai di acqua

Per ottenere la frolla alle castagne eseguite gli stessi passaggi di quella normale: lavorate zucchero con burro, aggiungete la farina, la vaniglia e il sale, lavorate e aggiungete un uovo. Amalgamate e se il composto risulta secco, aggiungete un cucchiaio di latte.
Fate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e mettetela in frigo per mezz'ora circa
Prendete il ferro da cialde, sistematelo sul fornello e accendete il gas. Aspettate qualche istante, prendete una pallina di pasta e chiudetela nel ferro.
Girate un paio di volte il ferro, apritelo e staccate la cialda che si presenterà molle. Mettetela ad asciugare su di un piatto e raffreddandosi diventerà dura.



Con le cialde pronte, preparate la ricotta. Lavoratela con una forchetta ( se avete un setaccio, fatela passare attraverso), tritate col coltello il cioccolato fondente e unitelo alla ricotta, insieme alla grappa.

Per completare il tutto, tritate grossolanamente le nocciole tostate, in un padellino scaldate un po' di zucchero muscovado, uno due cucchiai di acqua e quando si scioglie aggiungete le nocciole.
Quando avete tutto pronto, impiattate mettendo una cialda con un po' di ricotta e sopra le nocciole. 




Quando ho terminato tutto mi sono ricordata che tra i tanti oggetti da cucina comprati e mai utilizzati, ci sono anche dei coni da cannoli.... ecco, avrei potuto utilizzarli per le cialde! Va beh, sarà per la prossima volta ;)

martedì 5 novembre 2013

COLAZIONI E PANCAKES

pancakes colazione e mirtilli



La colazione in casa mia non è quel momento conviviale che vedete nelle pubblicità. Non è neanche uno di quei tavoli imbanditi con piattini vintage (che in casa mia non ci sono), forchettine della nonna, centrini, fiori freschi di campo, ciotole ricolme di marmellate e yogurt rigorosamente homemade che ultimamente spopolano su Instagram.
Quando la mattina le vedo non mi capacito. No, parliamone: io che sono una casalinga in vacanza da una vita mi preparo un caffè macchiato e sgranocchio biscotti integrali (nella vana illusione di pensare di mangiare sano) poggiando il tutto su un minimalissimo piattino bianco e in giro ci sono delle wonder woman della colazione?

Bisogna che mi dia una spiegazione a tutto ciò...

Forse preparano tutto il pomeriggio prima, fotografano, sistemano la foto e la pubblicano il mattino successivo.
Forse non hanno figli da accompagnare a scuola (ooops, quest'anno neanche io...) e ufficio da raggiungere al volo (ooops neanche io, questa spiegazione non regge...).
Forse si svegliano alle sei di mattina, preparano, scattano la foto e passano il resto della mattinata a rimettere a posto la cucina.
Forse sono solo delle estete del lifestyle, e io ho ancora moltissimo da imparare!

 Qualunque sia la spiegazione, se anche decidessi di seguire le mie guru della colazione, in casa mia non troverei adepti. I figli, ormai autonomi, si svegliano all'ultimo minuto, ingurgitano qualcosa a seconda del tempo che hanno a disposizione e alle 7.30 sono già fuori di casa.
Il marito sorseggia unicamente un caffè e della mia colazione già sapete.

Neanche il week end offre soddisfazioni: nella maggior parte dei casi la casa rimane deserta fino quasi all'ora di pranzo. Ecco, forse mi riuscirebbe meglio il brunch, fermo restando che sono priva di tutti quei meravigliosi piatti-ciotole-posate-bicchieri-portatovaglioli e amenità varie che rendono un banale brunch un evento shabby chic. Per il famoso brunch-pranzo-merenda dell'MT Challenge, quello sull'American Breakfast, ci ho messo tutto l'impegno. E dopo gli english muffin, le eggs benedict, la maionese alla senape fatta a mano, i fagioli, i wurstel, ho proposto alla famiglia i

 PANCAKES AI MIRTILLI E SCIROPPO D'ACERO CON COMPOSTA VELOCE DI MIRTILLI 


  • 125 g di farina
  • mezzo cucchiaino di sale
  • 2 uova
  • 300 ml di latte
  • un cucchiaino di bicarbonato
  • un cucchiaio di zucchero (facoltativo) 
  • una noce di burro

  • due vaschette di mirtilli
  • due o tre cucchiai di zucchero di canna
  • una grattata di scorza di limone 
  • sciroppo d'acero
In una ciotola setacciate la farina insieme al bicarbonato, unite il sale e lo zucchero. Fate un buco nella farina e inserite le uova precedentemente sbattute (c'è chi monta a neve i bianchi, io questa volta non l'ho fatto). Cominciate a mescolare con una frusta, aggiungendo a filo il latte. Continuate finchè non otterrete una pastella senza grumi. Fate riposare per almeno mezz'ora. 

Nel frattempo lavate delicatamente i mirtilli. Tenetene da parte un terzo. Con gli altri preparerete una composta veloce, mettendoli in un pentolino insieme a due o tre cucchiai di zucchero di canna e a una leggera grattata di scorza di limone. Aggiungete un cucchiaio di acqua e cuocete mescolando. I mirtilli non dovranno disfarsi.
Quando avrete terminato di preparare i mirtilli, potrete nuovamente dedicarvi ai pancakes.


Prendete una padella antiaderente (io ho utlizzato la mia DeBuyer di ferro) e ungetela con una noce di burro. Quando la padella sarà calda, versate nel centro un mestolino di pastella, che si allargherà da sola. Cuocete a fuoco medio e quando il fondo risulterà dorato, giratela aiutandovi con una spatola o con due coltelli.
Cuocete anche dall'altro lato e sistemate sul piatto. 

Come servirli? Noi li abbiamo irrorati di sciroppo d'acero, abbiamo aggiunto una manciata di mirtilli freschi e in accompagnamento un po' di composta veloce di mirtilli, da versare sopra o da mangiare insieme.

Era l'ora di merenda. Se non avessi avuto un tavolo reduce da postumi di eggs benedict & Co, avrei potuto fare una bellissima foto anche io.... E invece ho scattato col cellulare e mi sono mangiata il pancake prima che si raffreddasse! Alla prossima!

mercoledì 19 giugno 2013

ESAMI, CALDO E FRUTTA

sorbetto stecco pesche fai da te


Caldo, tanto caldo. Ci siamo lamentati della pioggia infinita, ora boccheggiamo. L'irrigazione in giardino, ovviamente, non funziona (belle le villette, ma quanta manutenzione richiedono!), e l'aria da forno temo possa rendere una steppa arida quello che fino a qualche settimana fa era un bel prato verde che più verde non si può..

lunedì 11 marzo 2013

DOLCI, TRUCCHI E VITA

 



Quattordici anni. Lunghi capelli, look da ragazzina che ha abbandonato la mania Abercrombie, braccialetti e orecchini, collanone, la prima borsa. E trucco. 
Questa cosa che le adolescenti di oggi si truccano a partire dalla prima media mi lascia sempre un po' perplessa. Lei ha cominciato con lo smalto sulle unghie, poi con un po' di mascara e la matita solo alle feste. 
Ora rasenta livelli che provocano le ire del papà (vai a lavarti quella faccia!!).
 Il compleanno ha portato in casa altri trucchi, compresa una palette con pseudoterra. Ora mi si presenta la mattina con una faccia color arancione e gli occhi sbarluccicanti. 

lunedì 3 dicembre 2012

LA TORTA SVUOTA DISPENSA



Non so se anche a casa vostra accada così, ma da me ci sono alimenti stagionali anche come consumo. Cornflakes che vengono mangiati a colazione e merenda per giorni e giorni e che improvvisamente vengono dimenticati. Biscotti che non sia mai che si rimanga senza e che dopo un po' di tempo diventano molli in dispensa. Per non parlare della frutta. Cinque banane possono durare un giorno o annerirsi e finire nell'umido senza una ragione particolare.

domenica 28 ottobre 2012

A VOLTE SI RITORNA... PANE DOLCE E AMICI



I mesi estivi e settembre non sono stati MTC friendly. Niente ricette. Peccato. Ho sbirciato le preparazioni e ammirato le vincitrici. E atteso la proposta per il mese di ottobre. Pane dolce del sabato. Una spiegazione affascinante come tutto ciò che lega tradizioni, storia e popoli al cibo. Una ricetta semplice e da provare assolutamente, perchè, si sa, in casa i dolci vanno come il pane, alla sottoscritta non piace comprare merendine e, in più,  sperimentare ricette che non prevedano l'utilizzo di latte e latticini è utile.

lunedì 1 ottobre 2012

LIBRI, MACELLERIE, GRIGLIATE E UN BIONDO


Si ricomincia. La scuola è iniziata da un pezzo, con questa settimana anche le ultime attività partiranno. La dotolist fa bella mostra di sé appiccicata sul calendario della cucina. Certificati medici? Uno su due. Scarpe nuove da ginnastica-calcio-tutti i giorni? Sono ancora da acquistare. Materiale scolastico? Ok, abbiamo quasi tutto. Libri di testo? Ne mancano due. Ops, no, mi sono dimenticata di ordinare quello di scienze.
Pazienza, proverò la soluzione di seconda mano. Posso sperare di essere fortunata e di trovarne uno di proprietà di uno "studioso" poco amante della materia. Ecco una scusa buona per farmi un giretto a Milano.

martedì 27 marzo 2012

CREPES, MONTAGNA E PARTITE DI RISIKO




Le crèpes, l’MTChallenge di questo mese farà sicuramente felici i miei figli. Questo ho pensato quando ho letto il post di lancio. Le crèpes sanno di pomeriggi in montagna, di merende golose in via Medail. Lo fanno i miei figli (che al momento però preferiscono i gofri) e lo facevo io insieme alla banda di amici: la scelta era tra il krapfen caldo e colante di marmellata di Ugetti, il pasticcere, e la crèpe della creperie vicina. E allora non c’era Nutella che tenesse: il massimo era cioccolato fondente e granella di nocciole. Molto meglio!!

martedì 13 marzo 2012

ALBUMI, NOCCIOLE E CIOCCOLATO


Il week end è passato all'insegna del buon cibo, come al solito, e dello sfruttare le risorse di casa. Non so voi, ma mi è così facile accumulare prodotti da stipare in dispensa e congelatore tanto quanto mi è difficile poi smaltire il tutto senza perdere di vista le scadenze. Così mi ritrovo a guardare i vasetti di marmellata e a scoprire che alcuni sono border line. Urge una crostata: frolla al cacao, marmellata artigianale di arance tarocco, mele nella solita versione di apple crumble. Per i bambini tanti cuori di biscotto. Primo recupero in corner fatto.

lunedì 30 gennaio 2012

EQUIVALENZE E TORTE DI MELE



Ora di pranzo, tornano da scuola e ci si mette a tavola. "Raccontatemi la cosa più interessante che avete fatto oggi a scuola." La domanda di rito solitamente è questa, chè il banale "com'è andata oggi" ha come al solito la risposta più evasiva possibile "bene", seguita dal silenzio. Cosa rispondono alla domanda un po' più impegnativa? La prima risposta è sempre la stessa: "l'intervallo" seguita (per il maschio) da "l'ora di ginnastica". Ma io non mi accontento e loro lo sanno (che mamma rompi!) e così un po' per volta viene fuori quello che almeno un po' li ha colpiti. 

venerdì 13 gennaio 2012

DIVERTIRSI RICICLANDO IL PANETTONE




Mattina. Il giallo invade la cucina. Mi metto al computer e scrivo. Oggi per Blogmamma si parla di come riciclare panettone e pandoro. Di solito a casa mia non c'è bisogno di inventarsi ricette. Il pandoro viene spazzolato dai bimbi, il panettone dalla sottoscritta (ma solo se è buono...) e dal marito, opportunamente inondato di cremine (sì, sempre quelle che hanno sostituito il mio zabaglione-puree di piselli). Questa volta in dispensa c'è, però, una sorta di veneziana, un panettone senza canditi ne' uvette.

mercoledì 21 dicembre 2011

UNA SCATOLA DI CACHI E DUE RICETTE


Del fatto che il marito edulcori il fatto di lavorare tanto, fino a tardi e a quasi un'ora di stradine di campagna da casa con le delizie della gola vi ho già parlato. Pranzi e cene a base di pisarei e fasò, affettati e gnocco fritto, ma anche coppa e pancetta a km 0 e soprattutto una serie di colleghi che gentilmente lo omaggiano dei frutti della terra. Come i dieci chili di pere dell'anno scorso e la scatola di cachi e kiwi arrivata venerdì.

lunedì 12 dicembre 2011

ESPERIMENTI DI NATALE: la frolla con il cioccolato e le nocciole


Il Natale si avvicina, il mercatino della scuola me lo sono lasciato alle spalle dopo una settimana passata a far pacchetti. Nel frattempo è arrivato anche il ponte dell'Immacolata trascorso tra presepe, albero, fiera dell'Artigianato, gita fuori porta e pomeriggi con gli amici. Avrei da raccontare per giorni. Oggi comincio con l'ultima torta di casa. (ops, sono già passati troppi giorni senza dolci casalinghi, è il caso che mi metta a produrre...)

venerdì 28 ottobre 2011

PROFITEROLE HOME MADE allo scoccare della mezzanotte




Questa volta pensavo proprio di non farcela. Lo so, lo dico tutte le volte. Ma da una settimana vivo tra telefono e computer: telefonate e rincorrersi di messaggi, email e ore e ore a parlare. Tensione, rabbia e ansia che non ti lasciano altro tempo e altre forze. Non voglio entrare nei dettagli, ma stiamo vivendo un momento di forte preoccupazione per il futuro della scuola dei miei figli. Ho passato una settimana a non fare null'altro che parlare: niente spesa, niente stiro, un accenno di cambio degli armadi.

mercoledì 19 ottobre 2011

I BROWNIES DI BEATRICE



Mi era sfuggito un commento. Non li ricevo via mail (lo so, sono tante le cose da cambiare in questo blog...) e questo proprio non l'avevo letto. Anche perchè era su un post di qualche mese da ormai, uno dei primi. "ciao lucia sono beatrice  la ex-compagna di anna :-) vorrei chiederti se hai la ricetta dei brownie ke la mamma continua a cercare senza avere successo così vorrei fargli una sorpresa e prepararli per il pranzo della DOMENICA !!! grazie ti voglio bene saluta anna e giaco"

martedì 19 luglio 2011

UN GELATO DAI MONTI INFREDDOLITI



Il BBQ party ha segnato l'inizio delle vacanze, blog compreso! Sono partita con pc e chiavetta, ma qui tra i monti la vita scorre tra passeggiate, gitarelle, corsi di tennis dei figli e caccia agli autografi. Già, perchè il maschietto di casa, pur essendo  interista, ha comunque subito il fascino dei giocatori di calcio e ha sperato fino in fondo di poter avere, lui, portiere, una bella firma sul guanto da Buffon.(  e ci siamo riusciti! insieme a quella di Del Piero...)

sabato 4 giugno 2011

La torta per la birra e per il the


Avere tanti amici che girano per casa nei week end ha il suo vantaggio. Vita e passioni di ognuno si fondono e ormai da anni si sa che i week end sono più belli se si passano insieme. Non parliamo delle vacanze. Capita che ad uno particolarmente creativo e pieno di energia venga in mente di proporre a tutti un percorso nella storia della birra.

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