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lunedì 25 gennaio 2016

SUP, UNA ZUPPA CHE SA DI MONTAGNA



Freddo, cielo limpido e montagne innevate sullo sfondo. Quando ho pensato a quale zuppa preparare per MTchallenge questo era ciò che mi ha colpita. Ho una suocera maestra nelle zuppe toscane e avrei potuto tentare di emularla, ma le montagne che frequento fin da bambina, quelle che il marito sopporta sempre meno, hanno preso il sopravvento nei miei progetti.

Non so voi, ma mi piacciono i libri di cucina locale. Alcuni di quelli che ho sono souvenir di viaggi, altri sono vere e proprie chicche.
Cucina e tradizioni in Valle di Susa, di Maria Luisa Moncassoli Tibone è uno di questi. Un volume piccolo e senza troppi fronzoli.
Quaranta antiche ricette della Val di Susa accompagnate non da mirabilanti fotografie, ma da tavole di artisti della zona.

Ogni tanto lo apro e me lo gusto. Le ricette sono scarne e semplicissime. Sembra quasi di rivedersi al buio di una grangia a mettere insieme un po' di pane, delle patate, un po' di cavolo e trasformarli in zuppa.

Sono partita da qui, da un libretto di ricette antiche, povere di ingredienti e ricche di gusto, per pensare alla mia zuppa.
L'ingrediente di partenza dovevano essere le patate. Mia mamma è tornata dalle vacanze natalizie e me ne ha portate tantissime. Patate di montagna, incrostate di terra, una diversa dall'altra come forma, difficilissime da pulire, ma che gusto! Da mangiare lesse senza nulla ma da svenimento se accompagnate con toma fusa...

La mia scelta è caduta sulla Sup, la zuppa della valle di Rochemolles, che metteva insieme tutto ciò che veniva coltivato lassù, in una valle tanto bella quanto dura (la storia di questa piccola frazione a più di 1600 metri d'altezza è tristemente caratterizzata dalle valanghe) , una valle di cascate e marmotte.

Patate, porri, fave, acqua e una fetta di lardo. Il tutto cotto sul camino in un capiente paiolo.

Io sono partita da questa base e ho cambiato un po' di cose. In famiglia non amano particolarmente le zuppe a pezzettoni, nella versione originale sarebbe stato un piatto apprezzato solo da me. E stavolta non sono riuscita a cuocerla nel BBQ, ma vi assicuro che ci ho pensato....



ZUPPA DI ROCHEMOLLES ALLA MIA MANIERA

Ingredienti per sei persone con un buon appetito


Per il brodo:



  • un bel pezzo di biancostato piemontese 
  • un bel pezzo di punta di petto (che il marito ha deciso di non cuocere nel BBQ)
  • mezza gallina
  • due carote
  • la parte verde del porro (scelta mia, per rendere questo piatto il più povero possibile)
  • due gambi di sedano
  • un rametto di rosmarino
  • acqua



Per la zuppa


  • 1 kg di patate di montagna
  • due cuori di porro
  • 300 g di lenticchie umbre (non amo particolarmente le fave e non ero certa di trovarle italiane)
  • brodo
  • sale
  • pepe
  • una noce di burro 
  • una fetta di toma di montagna
  • 100 g circa di lardo alle erbe
  • un pizzico di timo serpillo (raccolto in estate durante le gite)



  • Due o più fette di pane di segale tostato

Preparazione



Ho cominciato a preparare il brodo (premessa: avevo dei bei pezzi di biancostato e ho deciso per la cottura che privilegia il bollito al brodo). Ho riempito un pentolone di acqua, ho aggiunto gli aromi e portato a bollore
Ho unito la carne, riportato a bollore e abbassato al minimo. Ho cotto per ore e ore.

Nel frattempo ho pulito, pelato le patate e le ho tagliate a tocchetti. Ho sciacquato i cuori di porro e li ho tagliati a rondelle finissime.
Ho messo a rosolare il porro con il burro e unito le patate. Ho mescolato bene e aggiunto il brodo.
Ho messo a bagno per qualche minuto le lenticchie e le ho unite alla zuppa. Ho regolato con il brodo (che doveva coprire di almeno due dita gli ingredienti). Ho unito un pizzico di timo serpillo

Ho cotto per circa un'ora. A cottura quasi ultimata ho aggiunto la toma tagliata a dadini e l'ho fatta sciogliere.

Ho tostato il pane di segale (che avevo preparato il giorno prima, nei prossimi giorni vi posterò la ricetta) e tagliato a listarelle il lardo (che il ragazzo della gastronomia mi aveva tagliato a fette decisamente "rustiche")

Ciotola di coccio, zuppa bollente, pane di segale, lardo a guarnire e volendo una bella grattata di pepe. Un Avanà Rusin, vino coltivato in valle sui terrazzamenti a 800 metri da vignaioli eroici che hanno deciso di continuare una tradizione e di mantenere vitigni autoctoni.

Non è ancora tempo di andare in montagna ma.... intanto ci consoliamo così!

PS: grazie Vittoria che hai pensato a un piatto così comfort food e così adatto a questi giorni!







giovedì 11 febbraio 2010

Zuppe calde o pizza da asporto?


Il venerdì pomeriggio è il momento più intenso della settimana, una serie di attività dei bambini incastrate l'una nell'altra: porta uno a nuoto e l'altra dall'amica con la quale andrà a pallavolo, recupera Giacomo da nuoto e, insieme a un altro amichetto portalo a catechismo, riprendilo a catechismo e finalmente a casa, sempre che ci sia qualche anima pia (mamme di amiche vicine di casa) che si occupi del rientro di Anna da pallavolo. Venerdì scorso era anche prevista una pizza serale...
Nel breve intervallo tra pranzo e nuoto faccio un giretto in rete e leggo il post di Sabrine, vellutata di fagioli. Fuori fa freddo, comincia a nevicare e penso che sarebbe l'ideale preparare per cena una zuppa, ma mi tocca una di quelle sere a mangiare pizza fredda da asporto con mamme e bimbi (belle serate, ma gastronomicamente parlando degli incubi). Sarà per un'altra volta. La neve si fa più fitta, le strade cominciano a diventare bianche. E la pizzata viene rimandata. Evviva, ho giusto quelle due ore a disposizione per mettere su una bella

ZUPPA DI LENTICCHIE (ANCHE ROSSE) E KAMUT (ho fatto fuori un po' di sacchetti avanzati)

mezzo sacchetto di lenticchie
una manciata di lenticchie rosse (avevo due sacchetti da finire)
una manciata abbondante di kamut
due cucchiai di olio evo
un cucchiaio di porro tritato
un bicchiere di salsa di pomodoro
sale e pepe

Ho messo a mollo per un'ora (non avevo più tempo a disposizione) le lenticchie e il kamut. Ho fatto un soffrittino con olio e porro e ho versato lenticchie e kamut, una bella rimescolata e ho ricoperto il tutto con almeno due dita d'acqua.
Ho portato a bollore, abbassato la fiamma e continuato a cuocere per un'altra oretta, o per lo meno fino a quando le lenticchie sono morbide e un po' sfaldate.
Ho salato, versato un po' di salsa di pomodoro e fatto cuocere per altri 10-15 minuti.
Nel frattempo ho tostato delle fette di pane casereccio, e sistemando la zuppa nei piatti insieme a fetta di pane, olio a crudo e pepe grattato, ho pensato che non ci sarebbe stata male quella robiolina d'alba avanzata nel frigo. Detto fatto, impiattato con una fettina di formaggio adagiata sopra, altro che pizza di gomma!
E questa volta anche i bambini hanno gradito, non è sempre facile inconrare il loro gusto in fatto di zuppe e vellutate!


E oggi agli impegni soliti si aggiungono due turni di ritiro pagelle, cosa preparerò per cena? Pizza?

lunedì 4 gennaio 2010

La miglior ricetta del 2009


Scorrendo i blog di fine - inizio anno mi ha incuriosita quello di Anice e Cannella sulla migliore ricetta del 2009. Stavo già pensando che sono ancora poche le ricette che ho pubblicato, che tra queste forse la migliore, quella che dà sempre soddisfazioni, è quella della torta morbida al cioccolato. Poi è arrivato il cenone del 31, quello in tema francese. Che divertimento! un giorno intero a cucinare, a provare ricette nuove, a dedicarmi alla cucina con tutta la famiglia, senza l'assillo dei figli che hanno fame, del marito che torna tardi o di tutti gli altri impegni che spesso non mi danno tranquillità e animo giusti per gustarmi a fondo il lavorare in cucina.
In un menù francese non potevano mancare le vellutate e, oltre alla classicissima porri e patate (o vichissoise) ho deciso di inserire una vellutata in tema ultimo dell'anno.

VELLUTATA DI LENTICCHIE CON FOIE GRAS
(per 10 - 12 persone)

700 grammi di lenticchie
mezza cipolla
olio extravergine d'oliva
timo
100 ml panna
sale
pepe

4 dischi di foie gras

Mettere a mollo per un paio d'ore le lenticchie. Tritare la cipolla e soffriggerla leggermente con due cucchiai d'olio. Unire le lenticchie e mescolare. Coprirle con acqua fredda e cuocere a fuoco medio con il coperchio per circa un'ora. Ogni tanto controllare il livello dell'acqua e se si è asciugata, aggiungerne. A cottura quasi ultimata, salare, mescolare e passare le lenticchie col passaverdura o ( per rendere più veloce il procedimento) frullarle (in questo caso ovviamente la vellutata rimarrà un pò più granulosa). Aggiungere mezzo bicchere di panna ed eventualmente altra acqua se vi sembra troppo densa.

Portarla in tavola fumante in una zuppiera larga. Adagiarvi sopra quattro dischi di foie gras. Quando la servirete, aggiungerete in ogni piatto un pezzo di foie gras che nel frattempo si sarà già un pò sciolto regalando alla vellutata un'aroma senza pari. Una grattata di pepe per terminare e un pizzico di fleur de sel.

Una piacevolissima scoperta! Sicuramente la mia migliore ricetta del 2009!

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