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sabato 7 dicembre 2013

è scoccata L'ORA DEL paTE' e sono ovviamente in ritardo

libro l'ora del patè


Io sono quella che arriva sempre all'ultimo. In perenne ritardo su tutto, figuratevi se mi smentivo nel giorno dell'evento per eccellenza, quello tenuto tanto segreto. A dire la verità le buone intenzioni c'erano tutte, ma giorno per giorno il post slittava. Il D-day è arrivato e il post non sono proprio riuscita a farlo.
Di cosa stia parlando forse lo sapete già tutti: è scoccata l'ora del patè! 

Ho iniziato a partecipare all'MT Challenge pensando che avrei smesso nel giro di qualche mese, vista la mia poca costanza sulle cose. Ho iniziato e non ho più smesso perchè l'emmetichallenge ti convolge, ti mette alla prova, ti sfida e ti diverte. Non credo che mi sarebbe mai venuto in mente di preparare il profiterole (troppo difficile, meglio quello della pasticceria Ugetti) e invece l'ho fatto ed è anche venuto bene... Ho tirato la sfoglia per le tagliatelle, ho preparato il vero chili, seguito le ricette alla lettera e dato spazio alla fantasia. 

Immaginatevi quindi che moto d'orgoglio ho avuto quando ho ricevuto la mail di Alessandra nella quale si raccontava di un progetto bellissimo, del quale avrei fatto parte anche io. 
Il progetto si è concretizzato in quattro mesi e ieri è stato presentato il primo libro di una serie di volumi dedicati all'MTC. L'Ora del Patè è un libro bellissimo, lieve e scanzonato come la sfida che tutti i mesi ci diverte, ma nello stesso tempo serio, completo e non banale. Quello che mi ha sempre colpita dell'MTC è la valenza culturale: ogni ricetta proposta è spiegata nei minimi particolari, è arricchita da approfondimenti legati a storia, tradizione, tecniche, prodotti.


Il libro ha la stessa impronta. Non vi dirò altro se non che c'è anche una mia ricetta (!), che le foto sono bellissime, la grafica è superba e che il libro ha un cuore d'oro. Perchè?  Perchè acquistandolo sosterrete il progetto "cuore di bimbi" della fondazione "aiutare i bambini" .

Quando ho saputo della presentazione, ho pensato che non potevo mancare, finalmente potevo conoscere Alessandra1 Il marito mi ha stupita: prendo ferie e vengo con te. 
Ecco, grazie ad Alessandra, all'Ora del Patè e alla community MTC, io e il marito abbiamo avuto la possibilità di fare una giornata insieme a vedere cose belle. 
Perchè Genova è bella, non c'è dubbio, e non è solo Acquario. Lo avevamo già capito anni fa quando passammo un bellissimo week end coi ragazzi: hotel sul Porto Antico, un lungo giro all'Acquario e uno lunghissimo a vedere quella meraviglia poco valorizzata che è il Galata. Questa volta, grazie anche al bellissimo blog di una genovese che ama la sua terra, abbiamo optato per altro. Prima tappa il Palazzo del Principe: villa sul porto di Andrea Doria, giardino all'italiana, affreschi e arazzi. Due ore di bellezza.


Genova, giardini di villa del Principe


Usciamo a ora di pranzo, dove si va? Io amo il Porto Antico, mi piace e so che c'è Eataly. Per il pranzo va benissimo: luce, bianco, tantissimi prodotti che vorrei comprare, un piatto di acciughe ripiene e fritte e una magnifica vista sul porto.


Porto Antico Genova vista da Eataly

Le ore passano. In attesa che arrivi il momento clou della presentazione del libro, andiamo alla ricerca della via patrimonio dell'Unesco,Via Garibaldi, o Strada Nuova. Il salotto di Genova, mi hanno detto. Un susseguirsi di palazzi uno più maestoso dell'altro. Che divertimento entrate nei portoni e ammirare gli atri e i cortili!

via Garibaldi a Genova, negozio


Camminando tra strade e stradine ci avviciniamo alla libreria. Ammiro negozi come questo, passo da pasticcerie elegantissime e d'altri tempi a una tripperia. Avete capito bene: un negozio dove si vede trippa, da cuocere o già cotta. Non ho avuto il coraggio di chiedere se potevo fotografare...

Arriviamo in Feltrinelli che manca ancora un po' alla presentazione. Meno male! Così riesco ad abbracciare Alessandra e a trovare un posto a sedere. Poco per volta tutto si riempie. Della presentazione che dire se non che anche il marito è rimasto colpito. Emozionante e commovente.
Altrettanto bello è stato conoscere e chiacchierare con tante appassionate come me e che abitualmente seguo, peccato non essere riuscita a rimanere alla sontuosa cena post evento...

Un treno ci aspettava, ma prima c'era il tempo (non molto) per una cenetta veloce. Un'insegna mi attira e ci ritroviamo in un attimo in una romanticissima cantina di un ristorante. Una cena veloce (torneremo certamente) ma ottima per atmosfera, sapori e gentilezza di chi ci ha serviti. Per non parlare di un vino assolutamente in linea con la serata: un pigato dal nome inequivocabile, Vis Amoris.... 

Vi lascio con alcune indicazioni:

  • Dove acquistare il libro? Lo potete ordinare tramite il sito della casa editrice o attraverso i maggiori canali di e commerce. Potete chiedere alla vostra libreria se ve lo prenota o fare come me una bella gita a Genova. Io, arrivata al book shop di Palazzo del Principe, l'ho trovato in bella mostra... Il libro ha anche una pagina Facebook, mettete un bel MI PIACE e sarete sempre informati su presentazioni e eventi correlati.
  • Con questo libro, la community dell'MTChallenge sostiene il progetto “cuore di bimbi”, della Fondazione “aiutare i bambini”: nata nel 2000, per iniziativa dell'ingegner Goffredo Modena, la fondazione si propone di  dare un aiuto ai bambini poveri, ammalati, senza istruzione, che hanno subito violenze fisiche o morali e garantire loro l'opportunità e la speranza di una vita degna di una persona,nel mondo e in Italia. Sono 71 i Paesi del Mondo in cui  la Fondazione interviene, realizzando progetti mirati, concreti, nati per rispondere a emergenze reali e portati avanti con abnegazione,serietà e competenza. Fra questi, appunto, c'è “cuore di bimbi”, attivo dal 2005 in 10 Paesi, che ha permesso ad oggi di salvare la vita a 857 bambini altrimenti condannati da gravi cardiopatie congenite, con esiti spesso letali. La Fondazione opera nella più assoluta trasparenza, nella convinzione che sia doveroso certificare  ogni voce con la massima chiarezza, in un dialogo continuo che unisce chi è desideroso di fare del bene con chi ha la possibilità di farlo in modo concreto, rispettoso e consapevole di muovere nella stessa direzione: quella dell'aiuto alle tante vittime di questo mondo, rese ancora più indifese dall'essere bambini.
    Da oggi, anche noi remiamo con Goffredo, con Sara e con gli oltre mille volontari sparsi sul territorio italiano - e lo facciamo con questo libro che è il primo tassello di quella che ci auguriamo possa essere una collaborazione duratura e proficua


    Volete vedere qualche pagina del libro? Leggete il post di Alessandra!





mercoledì 17 luglio 2013

UN WEEK END A CAMOGLI



Evviva le vacanze dell'oratorio! Due figli alle medie, due figli in vacanza con il tanto amato gruppo dei Cavalieri. Per mamma e papà cinque giorni da soli, week end compreso. Bisogna approfittarne!
Meta della due giorni soli soletti? Un luogo di mare, romantico il giusto, non troppo lontano. Camogli.
Mi muovo per tempo, gli alberghi in zona non sono molti e, prezzi a parte, non c'è una stanza libera. Meno male che c'è internet che permette di scovare posticini deliziosi. Decido per un bed and breakfast in zona ultra panoramica, i giudizi sulla rete sono entusiastici. C'è da camminare qualche minuto per raggiungerlo, ma la foto che vedete qui sopra mostra il panorama che si vedeva dalla stradina che dovevamo percorrere.
Anche il marito, noto amante della vita comoda, ha apprezzato ;)

giovedì 18 aprile 2013

FUORISALONE 2013 TOCCATA E FUGA


fuorisalone-garibaldi-piazza-gae aulenti


La settimana del Salone e del Fuorisalone è unica, in tutti i sensi. Invasioni di giovani pseudocreativi con scarpe stringate senza calze e pantaloni con risvolto all'acqua in casa (che già negli anni ottanta, quando loro ancora facevano le pappe, andavano di moda). Folle di simil nerd dagli occhiali vistosamente grossi, macchine fotografiche ovunque, cumuli di lattine di bevande energetiche ammassate in ogni dove.
Tante cose interessanti e innovative, tante grandi ciofeche.
Stranieri che visitano e che espongono, Esperti del settore muniti di cartine, biglietti da visita e trolley per i cataloghi, curiosi e amanti della vita mondana alla ricerca dell'evento e della festa in cui imbucarsi.
C'è tutto lo scibile sociologico in giro per Milano nei giorni del Salone. Ma mai come in questa settimana la città mi sembra viva e bella.

giovedì 16 giugno 2011

Eataly, il paradiso dei foodies



E' da quando ha aperto che ogni volta che facciamoo la tangenziale di Torino penso che ci vorrebbe una tappa. Ma la via per la montagna è quasi dalla parte opposta al  Lingotto, non avrebbe senso. E così in quel giorno e mezzo che ci siamo concessi io e il marito, anzichè gustare le bellezze di Torino, abbiamo deciso di farci un po' di ore nella cittadella del gusto. Torino merita un po' più di tempo, e di essere visitata anche con i bimbi. Lo faremo, magari con qualche amico gourmet come noi....

Lingotto, altra costruzione che mi affascina. Io amo le ristrutturazioni dei vecchi complessi industiali. Mi piacerebbe tanto fare un giro anche lì. Di fronte un edificio basso, toni caldi e la scritta Eataly. Ci siamo! Entriamo in quella che era la fabbrica del vermouth Carpano, ormai dismessa da anni e sapientemente ristrutturata e restaurata (non l'ho visto, ma c'è all'interno di Eataly un interessante museo della fabbrica)
Un dedalo di viette, stanze e atri che si alternano. La luce che filtra e mette in risalto il senso di ordine, pulizia ed essenzialità che caratterizza il tutto. Il prodotto è il protagonista. Tra il bianco dominante e il rosso mattone. Giriamo e riempiamo il carrello: pasta, farine, vini, birre soprattutto. Poi piccoli prodotti come la sopressata di polpo sardo e le mitiche Pastiglie Leone, quelle digestive, quelle della mia infanzia!

Abbiamo l'imbarazzo della scelta, dove mangiamo? Ogni zona ha un ristorantino: noi, ovviamente scegliamo per il pesce. Orologio alla mano, ci imponiamo un tempo oltre il quale non è il caso di andare, ci aspettano i bimbi e una partenza insieme per il mare. Ci avviamo alle casse e partiamo, ammirando una Torino splendende tra cieli blu, sole e tricolori e il marito già pianifica un altro giro. Quando aprirà un punto vendita così anche a Milano? Quello di Cinque Giornate è troppo piccolo!

Vi lascio con le foto, attimi rubati tra un acquisto e l'altro...

Il mercatino di frutta e verdura, uno spettacolo per come è sistemata la merce.



Noi abbiamo portato ai bimbi le baby angurie rosse e gialle,mangiate nei giorni successivi in spiaggia, buonissime!






Il calendario dei prodotti di stagione, io mi sono comprata anche quello dei pesci!



Una parte del banco dei pesci, peccato che non avevamo borse adatte...


Di fronte al banco dei pesce, il ristorantino. Pausa pranzo lì, ovviamente! Un ottimo polpo alla piastra con senape e insalatina per me, un crudo per il marito. Bollicine nei calici, pane con lievito madre e farina biologica.



Nel piano interrato, oltre a una notevole scelta di birre artigianali e una cantina di vini di tutto rispetto, ecco le celle di stagionatura. Un'esperienza olfattiva fuori dal comune! E se volete un prosciutto, lo comprate e lo lasciate a stagionare lì per tutto il tempo necessario. Lo stesso per culatelli e formaggi.



Dulcis in fundo, il cioccolato e una nota familiare. Non potevo non fotografare (e acquistare) questi cioccolati, riportano ancora la scritta Piemonte che aveva pensato il mio nonno. Quella era la sua grafia. La riconosco guardando i suoi quaderni di appunti da pittore e la ritrovo nella grafia di mio padre. Il cioccolato Piemonte, insieme alla classica scatola di gianduiotti Caffarel (quella storica) e alla figura del Gianduia paffutello e rubicondo me li sento un po' miei. Sono le creazioni di mio nonno che hanno addolcito le mie giornate a Torino da bambina.



E come al solito ho fatto un post lunghissimo.... scusatemi!!

lunedì 14 marzo 2011

QUANTO TI VUOI BENE?



Non mi sono mai preoccupata della festa della donna, mi fanno una tristezza infinita quei rametti rinsecchiti di mimose che si vendono ad ogni angolo di strada. A me la mimosa la porta mio suocero a fine febbraio dalla Toscana, insieme alle solite salsicce.

Martedì ho fatto un'eccezione. Sistemato Giacomo a pranzo dai nonni, mi sono presa una mattinata per me. Un invito che mi interessava parecchio, l'inaugurazione di una mostra fotografica in Triennale.

martedì 16 novembre 2010

GOLOSARIA E GIALLOZAFFERANO.... che vita dura, dice il marito....



Sono in perenne ritardo, questo dovreste saperlo, ma ho ancora ben due esperienze da raccontarvi.
Il punto è che sono troppo presa dallo speciale Natale per Blogmamma (a proposito, se avete da segnalarmi lavoretti e ricettine che potrei mettere, fatemi un segnale) e quando riesco ad impossessarmi del pc, oggetto conteso in casa da figli e ora anche marito (la sua passione è Anobii), dopo avere adempiuto al dovere, non mi viene voglia di scrivere...

martedì 24 agosto 2010

SPRAZZI D'ESTATE




E anche quest'anno è quasi passato tutto il lungo periodo delle vacanze. La casa è ancora abitata soltanto dal marito lavoratore. Non sono ancora rientrata nei ranghi, non so che ne è del giardino (l'anno scorso riempii 11 sacchi di erba... il marito è allergico all'ambrosia e il taglio di settembre tocca a me...), ho cominciato a fare qualche lavatrice nella vana illusione di portarmi avanti.
E navigo ancora con chiavetta, dopo esser riuscita a mettere a letto figli e nipote altamente intenzionati a fare le ore piccole. Di cucinare e soprattutto fotografare per il blog ancora non ne ho voglia, ma ho cominciato a rimettere in ordine le foto... è passato poco, ma ritornano negli occhi e nel cuore i momenti più belli, i paesaggi più commoventi ed è sempre un piacere stare lì a guardare e riguardare.

martedì 8 giugno 2010

IMPEGNI E VACANZE




No, non sono ancora andata in vacanza... Ma quattro giorni in giro per il Lombardo Veneto hanno lasciato il segno sulla casa che già aveva molti arretrati (l'insieme delle cose da stirare ha raggiunto il metro cubo).

Aggiungiamoci gli impegni di fine anno, dal torneo di Giacomo, finalmente concluso, al triduo di festeggiamenti di fine quinquennio di elementari di Anna (gita a Pavia e pranzo wedding style in agriturismo) da organizzare essendo rappresentante di classe.

martedì 18 maggio 2010

Torino mordi e fuggi e pasta con asparagi mordi e gusta



E' stato un week end intenso e pieno, di emozioni, di allegra compagnia, di cose belle viste e godute e di stanchezza. Ma ne valeva la pena. Cominciamo dall'inizio: sabato mattina niente relax, sveglia all'ora in cui si va a scuola e partenza per Torino. Da mesi avevamo prenotato la visita alla Sacra Sindone per noi e un gruppetto di amici. Arriviamo trafelati, siamo in perenne ritardo e ci mettiamo il cuore in pace: una coda infinita che lentamente avanza ci aspetta. Ma siamo in compagnia, si chiacchera e i bimbi giocano.

venerdì 14 maggio 2010

CIBUS






Ne avevo visto la pubblicità all'altezza di Parma, lungo l'autostrada. "Cibus. Andiamo?" Si scherzava, ma tutto ciò che è cibo esercita un certo fascino a casa mia... Qualche giorno dopo arriva la telefonata dell'amica, ho la possibilità di avere un invito per Cibus, interessa? emmelodomandi????
Ho tempo per organizzare l'appaltamento figli (sante amiche!), mi guardo i treni e vado. Giovedì, ultimo giorno.

giovedì 22 aprile 2010

Fuorisalone, altre foto



Due parole e qualche foto. Mi prendo una pausa tra pulizia del portico, impasto di torte e riordino della casa. Oggi pomeriggio una ventina di maschi invaderanno spero solo il giardino. Festeggiamo Giacomo, che, degno figlio di suo padre, ha programmato la sua festa nei minimi particolari, richiedendo pizza, crostata alle fragole, torta al cioccolato, palla prigioniera, caccia al tesoro e film.
Ovvio che, terminando la festa alle 21, qualcosa dovrà pur saltare, io intanto lavoro e spero che il tempo regga, di modo da limitare al minimo la presenza degli Unni in casa.
Come promesso vi posto altre foto prese qua e là nel Fuorisalone.


La casa avveniristica in Corian@




Corso Magenta, dopo un cappuccio e brioche da Marchesi, rimiro i fiori in vetrina in via Brisa



La Rinascente
, area "casalinghi" fresca di restyling.



In via Tortona, uno dei tanti progetti dei giovani designer, molto simpatico. Una linea per la tavola con piatti e tazze dotati di scanellatura un cui infilare un bottone colorato, al quale appendere il tovagliolo o una bustina porta biscotti



E per finire, un clic preso al volo nella movida della Zona Tortona.

Torno al lavoro, a presto, questa volta con una ricetta!!!

martedì 20 aprile 2010

BIMBI IN GITA, MAMMA IN GIRO



Le gite scolastiche, grande invenzione. Soprattutto quando quelle di entrambi i figli coincidono e contemplano luoghi interessanti (Anna è stata ad Aquileia), esperienze esaltanti (Giacomo a Gressoney, giochi e sport, compresa la discesa in corda doppia dal secondo piano dell'albergo) e ben tre giorni fuori casa.
Figli felici e adrenalinici alla partenza, mamma che non sventolava fazzoletti, ma già si pregustava tre giorni per poter girare Milano in quella che è la settimana più movimentata e cool dell'anno, quella del Salone del mobile.Così, salutata la prole, dopo il caffè con le amiche e qualche oretta in casa tra riordino (molto spiccio) e web, mi sono armata di compattina e sono andata. Il mio programma prevedeva mercoledì zona Brera, giovedì un po' di vetrine in zona Vercelli e poi zona Tortona, venerdì Salone. E così è stato.
Parto, fermata Garibaldi, corso Como.
Non si può non fare un giro a Corso Como 10... mi muovo come in un museo, tra abiti e scarpe dei migliori stilisti e sarti, gioielli unici chiusi nelle teche e spiegati con didascalie. Mi inebrio ed esco. Nello stesso cortile, oltre a ristorante e bar, ci sono una galleria d'arte e una meravigliosa libreria di architettura, design, moda e fotografia. Salgo a guardare un po' di volumi, ne approfitto per rubare una foto dalla finestra e vado. High tech è nelle vicinanze. Anche qui giro per vedere le novità (come il kit per la tarte tatin), mi trattengo, non compro nulla e vado.
Da piazza XXV aprile in avanti mi si apre il fuorisalone di Brera. Non sono molto organizzata, non ho la guida. Semplicemente entro dove vedo l'insegna, anche solo per avere la gioia di apprezzare un cortile che in altri momenti è chiuso.


Cammino e cammino per tutto il giorno. La sera, a casa, il marito non ha neanche fame. Meglio di così!!

Giovedì parto da piazza Wagner, guardo tutte le vetrine di corso Vercelli, proseguo per la dotta corso Magenta e vicino al teatro Litta intravedo uno stendardo del fuorisalone. Entro.



Una casa futuribile tutta realizzata in questo innovativo materiale di cui, mi spiegherà la ragazza che mi accoglie, si possono rivestire i pavimenti così come i piani delle cucine. Bellissimo, scatto qualche foto e riprendo a camminare.
Duomo, non posso non rifugiarmi un attimo nel nuovo reparto ex casalinghi ora design per la casa. Riparto e dopo tutta via Torino, Cesare Correnti e corso Genova, finalmente approdo in zona Tortona.
Nel momento giusto, l'ora dell'aperitivo. La movida milanese, la chiamano. E penso abbiano ragione. Fiumi di persone di ogni genere, dallo studente universitario al creativo a quello che lo vuole sembrare creativo, alla persona appassionata come me o anche solo a chi non può perdersi la mondanità. Famiglie con bambini nei marsupi, orde di fotografi (come me) pronti a ritrarre qualsiasi cosa, stranieri e ragazzi con zaini e infradito. Insomma, un bel mix di creatività, mondanità, voglia di divertirsi. Musica, cocktail (a pagamento) e anche qualche interessante novità di design. Alle otto ero ancora in giro, peccato che il marito non lavori a Milano, sarebbe stato il massimo poter rimanere con lui a mangiare fuori...
Il Salone meriterebbe molto tempo in più di quello che gli ho dedicato, e un post tutto suo. Per ora mi fermo qua sennò vi casca la testa sulla tastiera. A presto!

PS domani caricherò altre foto...





lunedì 1 marzo 2010

E' una ruota che gira

Qualche sprazzo di primavera comincia a vedersi anche nella bassa milanese, e quando il sole fa capolino dopo tanto tempo non c'è scusa che tenga...
Ci si mette un po' in tiro, che girare per corso Vercelli non è uguale al solito percorso casa-scuola-palestra-casa-super-scuola-casa-piscina-oratorio-casa-palestra-casa. Ci si ricorda della digitalina, anche se mi vergogno sempre un po' a fare la giapponese a Milano, e si va.
Questa volta parto da via Marghera e vado verso corso Vercelli, entro nel mercato coperto di Piazza Wagner, luogo d'altri tempi, con banchi degni delle migliori gastronomie (avete mai visto il gorgonzola al cucchiaio?) e fornitori dei migliori ristoranti meneghini... Non fotografo, nè compro (la giornata è appena cominciata, sennò il gorgonzola non me lo lasciavo scappare!), assaporo i profumi, mi godo le signore di una volta che fanno la spesa della giornata ed esco.
Cammino, guardo vetrine, cammino. Corso Magenta, Santa Maria delle Grazie, naso in su e mi inebrio dell'armonia delle proporzioni e dei particolari, cammino, eccomi nei luoghi dell'università. Mi immetto nelle viette, butto lo sguardo nei bar che cominciano a popolarsi dei ragazzi in pausa pranzo e penso che è una ruota che gira, anche io come loro mi sedevo a un tavolo, panino, amiche e chiacchere, oppure, con le giornate più tiepide, panchina al sole nel chiostro, panino e libri. Chissà cosa faranno, chissà come sarà la loro vita...
Continuo la mia via, entro nella storica pasticceria Marchesi, quella dove il bancone è ancora di marmo, legno e specchi, la signora alla cassa ha il grambiule verdino col pizzo bianco, il meraviglioso caffè è servito in tazze finissime dal bordo d'oro. Ma c'è troppa gente e le brioche sono finite, sarà per un'altra volta.
Sono quasi in Duomo, fa caldo e ho un po' fame. Va be', siamo a febbraio, ma il primo gelato della stagione si può prendere.
Vicino c'è Grom, coppetta cioccolato fondente, crema di Grom e nocciola.





Arrivo in piazza della Scala invasa da grosse chiocciole fuxia (arte???) e mi siedo. Mi gusto il gelato, e le chiacchere di tra turisti napoletani. Riparto.
Mi mangerei anche un panzerotto di Luini, ma non è il caso di esagerare...
Un salto in libreria e mi viene in mente che in zona dovrebbe esserci quel famoso negozio che hanno aperto a fine ottobre, quello di abbigliamento country trendy, quello che le mamme delle ragazzine sono state costrette a visitare dopo ore di coda per poter permettere alle loro pupille di inebriarsi della vista di commessi-modelli coi pettorali in mostra.
E vuoi che non ci metta piede anche io? Così, poi, al caffè della mattina con le amiche (ormai raro) non si parla solo di compiti in classe, verifiche e lezioni.
Ci arrivo davanti perchè le indicazioni dell'amica erano state precise e vedo l'entrata di una banca, marmi grigi e una grossa porta. Ma che ci fa uno a dorso nudo in banca? Un attimo e capisco.
Varco la soglia dove il poveretto in questione (sarà anche pià caldo degli altri giorni ma comunque non ci sono più di dieci gradi) mi saluta a 50 denti, di fianco a lui una ragazza, camicia, jeans e infradito e una polaroid in mano. E il caso che mi faccia immortalare col ragazzo? No, non ho più l'età (prima batosta).
Entro. E mi assalgono musica spaccatimpani e un profumo (piuttosto cattivo) stordente. Il negozio è enorme: scale, non so quanti piani e quanti corridoi e anfratti. Non saprei dire niente di più se non che tutto è buio pesto.
Vago nell'oscurità interrotta solo da ampi scaffali pieni di felpe-t shirt-pantaloni coloratissimi illuminati come quadri. Giro come in un sogno, in un misto di stordimento da musica, profumo, buio, gente, decine di commessi e commesse che continuano a salutarti e spruzzarti profumo.
Se non me lo diceva il solito commesso sorridente, mi sarei infilata nei camerini senza saperlo...
Quando finalmente esco a riveder le stelle, vedo dietro di me due quarantenni, carini, curati, look da city, cappottino e sciarpina, che uscendo emettono un sonoro sospiro di sollievo. Mi volto, sorrido, "mi sono sentita addosso tutti i miei anni!!" ( e non ne ho ancora quaranta!) Uno dei due si volta verso l'entrata, guarda il tapino con tartaruga in mostra e..." arriveranno anche per loro, questi anni"

E' una ruota che gira....

E per la sera, coi piedi rotti per il troppo camminare e la stanchezza da troppe emozioni (...), per il marito una pasta veloce e poco impegnativa.



PENNE AI FILETTI DI CERNIA E POMODORINI.

Aglio
Olio Evo

Sale

300 g filetti di cernia
300 g pomodorini datterini

olive

vino bianco


Mentre l'acqua bolle, soffriggere dolcemente l'aglio in due cucchiai d'olio, aggiungere i filetti di cernia, rimescolare e bagnare con un po' di vino bianco. Lasciar evaporare e spegnere. Quando mancano 5 minuti al termine della cottura della pasta, rimettere sul fuoco la padella coi filetti e aggiungere i pomodori datterini tagliati a metà e le olive (nel mio caso le sarde che amiamo tanto). Scolare la pasta al dente, farla saltare in padella, aggiungere del prezzemolo tritato o delle erbette provenzali e magari un filo di olio al peperoncino, servire, accompagnando magari con una Falanghina Taburno.



sabato 21 novembre 2009

Voglia di gite fuori porta


Sarà l'inattività, sarà che questo grigio padano stanca un pò, ma in questi casi mi ritrovo attaccata allo schermo del pc a riguardare le foto delle vacanze...
E senza andare troppo lontano coi chilometri e i mesi, mi sono capitate sotto gli occhi quelle di un bella domenica pomeriggio d'ottobre passata alle porte di Milano.
Da ragazzina ci andavo con l'oratorio in bicicletta e in terza media è stata la location della rappresentazione della lauda di Jacopone da Todi messa in scena dalla nostra classe.
Si arriva davanti alla stazione di Rogoredo, piena periferia sud di Milano, e si gira a destra in una stradina che immediatamente costeggia campi, muri con edera rampicante, rogge e si arriva.
E' il borgo di Chiaravalle, il cui fulcro è l'abbazia cistercense, meta delle nostro pomeriggio da turisti in casa.

Per tutte le notizie storiche e le curiosità vi rimando al sito http://www.borgodichiaravalle.it/. Qui annoto solo le emozioni provate nel camminare nel chiostro pieno di luce, nell'ammirare la cura del particolare che trovavi ovunque, nei capitelli, nelle cornici delle porte e quando il chiostro si è vestito di un canto gregoriano soffuso. Girando ci siamo accorti che non era musica registrata, ma canto della schola di musica gregoriana che lì ha sede. E sempre in tema musica, che emozione per Giacomo e i suoi amichetti quando sono stati invitati a suonare le campane!



Dopo una visita anche all'interno dell'Abbazia, siccome il concetto di bello comprende tante sfumature, ci siamo diretti alla "Bottega dei monaci", dove, oltre a una ricca scelta di volumi su Chiaravalle, monachesimo, spiritualità, storia medievale, vengono venduti manufatti provenienti dai monasteri sparsi in tutta italia e i prodotti freschi del luogo, primo fra tutti il Grana, inventato dai cistercensi.

Visto che di grana e salamini il nostro frigo era già fornito, abbiamo optato per qualcosa di "forte": birra "La Cascinazza", unica birra prodotta da monaci in Italia, non pastorizzata nè filtrata, e un ottimo Traminer del monastero di Nova Cella in Alto Adige.

Spesso pensiamo di dover avere tanto tempo, forze e possibilità economiche per potere, viaggiando, vedere luoghi belli e gustarsi la vita. In realtà spesso non ci accorgiamo che le possibilità di godere del bello e di far vivere ai nostri figli ( e a noi) delle esperienze più formative di quelle che offrono la tv e la playstation sono veramente a portata di mano. Anche nella bassa milanese!






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