Visualizzazione post con etichetta vita coi bimbi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vita coi bimbi. Mostra tutti i post

martedì 13 novembre 2012

WONDERBOOK E UN POMERIGGIO ALLA GAMES WEEK






Finalmente è arrivata la domenica della Games Week. Giacomo non vedeva l’ora. Il suo paese dei balocchi, la fiera del videogioco, aspettava proprio lui … insieme ad altre migliaia di persone!
Pranzo in famiglia non particolarmente elaborato (mamma ci fai la carbonara? Ci piace tantissimo!) e poi via, si va in fiera. Giak prende la sua macchina fotografica e viene investito del ruolo di reporter. 
Non abbiamo ancora varcato la porta e già ci si ferma. C’è un'auto degna di essere immortalata, una delle sue tante passioni.
Arriviamo finalmente in fiera, che già dall’alto mi si presenta come un girone infernale:musica a palla, luci e migliaia di testoline. 



venerdì 6 aprile 2012

BUONA PASQUA e Pasquetta e ritorno al lavoro...




Buona Pasqua, doveva intitolarsi così il post che avevo tutta l'intenzione di far partire domenica. Avevo già caricato le foto dei lavoretti realizzati con i miei bimbi dell'oratorio, l'ideale per fare a tutti un augurio veloce....





La decisione, come al solito last minute, di partire per qualche giorno e di raggiungere i miei suoceri nella loro casa sulle colline pisane non ha dato altro tempo.

lunedì 30 gennaio 2012

EQUIVALENZE E TORTE DI MELE



Ora di pranzo, tornano da scuola e ci si mette a tavola. "Raccontatemi la cosa più interessante che avete fatto oggi a scuola." La domanda di rito solitamente è questa, chè il banale "com'è andata oggi" ha come al solito la risposta più evasiva possibile "bene", seguita dal silenzio. Cosa rispondono alla domanda un po' più impegnativa? La prima risposta è sempre la stessa: "l'intervallo" seguita (per il maschio) da "l'ora di ginnastica". Ma io non mi accontento e loro lo sanno (che mamma rompi!) e così un po' per volta viene fuori quello che almeno un po' li ha colpiti. 

venerdì 16 dicembre 2011

NON E' NATALE SENZA LAVORETTI



Manca una settimana a Natale. Me ne sono resa conto oggi e come al solito mi sono chiesta come hanno fatto a passare così in fretta i giorni. Pensavo di avere a disposizione un sacco di tempo per dedicarmi al fai da te: decorazioni e doni fatti con le mie mani. Mi ritrovo, invece, con la metà dei regali ancora da comprare e per alcuni non ho la benchè minima idea di dove sbattere la testa.... I famosi lavoretti di Natale, però, li ho fatti.

lunedì 16 maggio 2011

ASSAGGI DA UN BRUNCH, I MINI MUFFIN



Il mio primo brunch, il buffet per la comunione di Giacomo. Decidiamo che, se il tempo ci assiste, accoglieremo parenti e amici vari nel giardino di casa. Una cerimonia che inizia alle 10 significa che hai gente che ti gira per casa e giardino in anticipo per il pranzo e in ritardo per la colazione. Brunch, questa parola che fa storcere il naso al tradizionalista di famiglia  che si riaccende solo quando gli spiego che poi ci sarà una bella grigliata ( ai suoi tempi non esisteva neanche il buffet o il pranzo in piedi... figuriamoci finger food e amenità simili )

venerdì 1 aprile 2011

Parrucchiere, cambiamenti e dolci esperimenti



Ha finalmente deciso: "per la Cresima, mamma, mi porti dal parrucchiere, vero?"
Venerdì pomeriggio prenoto, prima la mamma, poi, terminati gli impegni in oratorio, la figlia. Tre ore per me, che dal parrucchiere ci vado quasi una volta all'anno, un giro a recuperare le figlia e di nuovo lì, tra una chiacchera e una rivista. Con le signore in attesa e i "lavoranti" in affanno.

sabato 26 marzo 2011

Da grande farò la Wedding Planner



Una breve apparizione, un saluto soltanto. Sono giorni presi dal fai da te. Domani Anna riceve la Cresima, e come di prassi c'era da organizzare l'apericena con altre due amiche e un centinaio di invitati, da ideare e stampare le partecipazioni, da confezionare le bomboniere scelte dalla ragazza. Da comprare regali da parte di nonni e zii... Per non parlare di ore e ore trascorse dal parrucchiere, di vestiti e accessori da comprare e incontri e ritiri. Ma la commozione è tanta. Discendi Santo Spirito...


Da lunedì, forse, si riprenderà a cucinare, prima di ricominciare con Giacomo: l'8 maggio è il suo turno, Prima Comunione !!


giovedì 3 marzo 2011

IL RISO DEI BAMBINI e per il Santa Lucia


Ci vuole almeno un pomeriggio di tranquillità. Un pomeriggio libero da impegni, corse e appuntamenti. Un pomeriggio per poter fare ciò che si vuole e invitare gli amichetti. Giak lo sa e sta passando in rassegna tutti i suoi compagni. Nell'elenco di chi (maschio, ovviamente) non è ancora venuto a casa nostra sono rimasti ormai solo più due bimbi. Venerdì erano in due, due buone forchette, ottime direi. Mi sono dovuta preparare per tempo, perché da scuola si torna sempre intorno alle due. Avere tre lupi famelici in casa e non far trovare loro tutto pronto sarebbe stato un pessimo inizio di pomeriggio...

martedì 7 dicembre 2010

DOLCETTI, BIANCO NATALE E SHOPPING


Natale si avvicina, come siete messi coi regali? Io parto sempre con grandi idee e poi mi rendo conto che i giorni che mancano sono sempre pochissimi! Ieri ne ho approfittato e  ho ceduto, nonostante la neve e la previsione della folla sono andata alla Fiera dell'Artiginato.

venerdì 22 ottobre 2010

LAST MINUTE CAKE


Mercoledì, giornata intensa. Mettici una serie di incastri di appuntamenti, il catechismo di Giacomo, la pallavolo di Anna, una riunione, tutti concentrati nel giro di due ore e anche un impegno serale al quale tengo particolarmente. Aggiungi che il marito è abituato bene e che quindi non è il caso che gli lasci una cena da preparare dall'inizio alla fine, ma neanche quel piatto di pasta al pomodoro tutta rinsecchita e raggrumata da riscaldare. Tutte le volte che esco la sera cerco una soluzione che sia dignitosamente mangiabile per il marito, questa volta mi sono portata avanti, alle tre del pomeriggio già andava una bella zuppa di farro, patate e lenticchie. Evvai, come sono organizzata!
Già, però avevo promesso ad Anna di fare la sua torta al cioccolato, per il dolce serale non è rimasto più niente....
Mercoledì sera, recupero Anna dalla pallavolo, rientro in casa alle otto meno un quarto. Ho da mettere a tavola i figli, finire il post per Blogmamma, e questo tarlo della torta.... Decido: metto nel microonde burro e cioccolato e torno a finire il post. Pronti via, ecco la





LAST MINUTE CAKE ovvero versione rapida, riveduta e corretta della torta che non dura più di due giorni

200 g cioccolato fondente (questa volta 75%)
100 g burro

100 g zucchero

4 uova

due cucchiai di farina di mandorle
due cucchiai di farina di grano OO
un pizzico di sale


Ho messo nel microonde cioccolato e burro, ho avviato per 10 minuti al 70% di potenza. Intanto ho terminato il post. estratta la ciotola (attenzione che scotta!!) ho mescolato e lasciato raffreddate. Nel frattempo ho rotto le uova in un'altra ciotola e unito lo zucchero.
Ho lavorato con le fruste per 4 -5 minu
ti. Dopo aver acceso il forno a 200, ho ridato una nuova mescolata e ho unito cioccolato e burro (ancora caldini, ma il tempo correva!) a uova e zucchero. Mancava solo la farina, questa volta a due dei quattro cucchiai ne ho sostituito due di farina di mandorle, un pizzico di sale, e via, nella teglia e poi in forno a 180° per 20 -25 minuti circa.

Olè, in tempo per mangiare, sistemare la cucina, dare un bacio ai figli affidati alla nipote più grande. Il marito può consolarsi della mia mancanza: zuppa, un buon vino e al mio rientro una bella fetta di torta (buonissima) che, come al solito, la sera del giorno successivo era quasi finita...



Con questa ricetta voglio partecipare al contest di Fabiana. Pensavo di fare come molte, ovvero di mettere vicino al piatto il mio anello di fidanzamento o la fede, perché sono i gioielli a cui tengo di più, ma ho cambiato idea.
Il ciondolo che ho messo nella foto mi è stato regalato dai miei per i, ahimè, lontani 30 anni.
Mi piace tantissimo, l'ho sempre portato sia in spiaggia che, lungo, con un tubino nero. Poi un giorno di due anni fa ho deciso di nasconderlo per paura che, in mia assenza, qualche intruso lo rubasse.... Non l'ho più trovato. L'ho cercato e ricercato, poi mi sono rassegnata. L'avrò perso o buttato involontariamente insieme a qualcosa. La settimana scorsa, nel rivoluzionamento degli armadi, corveè obbligatoria per le temperature ormai decisamente autunnali, come per magia è rispuntato. Da allora è diventato il terzo gioiello dal quale non mi separo....




venerdì 24 settembre 2010

CREPES ALLA NUTELLA??



Si avvicina il week end, intenso come da prassi: partite, amici, feste e impegni vari. E il cielo non promette nulla di buono. E' il momento ideale per fare i compiti, non si sa bene perché si debba nuovamente lavorare di venerdì, quando domani non si va a scuola. " Meglio portarsi avanti", capiscono? Intanto hanno preso possesso del tavolo della cucina, regna il silenzio.
Avrei anche io i compiti da fare, ma sono meno diligente dei miei figli. Finisco col preferire il blog al ferro da stiro.
Ma mi sbrigo con poche parole e una ricetta lampo, chè tra un po' mi chiederanno la merenda.

Non c'è tempo per le crepes, pazienza, rimedierò con un bel

CARASAU ALLA NUTELLA

un foglio di carasau per ogni bimbo

acqua

nutella

granella di nocciole


Riempite una ciotola capiente con un po' di
acqua, mettete un foglio di carasau a bagno e tenetelo finché non diventerà molle.
Aiutandovi con una schiumarola, toglietelo dalla ciotola e lasciate scolare l'acqua.
Posatelo su un piatto e spalmatevi sopra un po' di nutella (farà un po' di gr
umi perché inevitabilmente viene a contatto con l'acqua)
Ripiegate delicatamente il carasau e guarnite con granella di nocciole o codette colo
rate, o ancora una spolverata di zucchero a velo.

E la merenda è pronta! Buon week end a tutti

giovedì 16 settembre 2010

BISCOTTI ALL'ARANCIA PER CHI INIZIA LA SCUOLA



E' iniziata. Ora mi posso rilassare. Dopo una settimana passata a finire i compiti delle vacanze (Giacomo, lo scrittore, aveva 3 fiabe da inventare.... copiarle non è stato semplice, pagine e pagine in bella grafia!), un week end di mini-vacanza non preventivato (Genova, una scoperta che vi racconterò) e il materiale da recuperare, ora abbiamo avviato il solito tran tran.

Primo giorno di scuola, inizio tutt'altro che soft: orario quasi pieno, dalle 8 alle 12.30. E' il giorno di Anna, via grembiule e astucci rosa a strati, si va in prima media. Ci svegliamo per tempo, in un attimo sono pronti, per niente affamati. Lei per la prima volta si sofferma in bagno: capelli in ordine, si controlla allo specchio.
Scendiamo in garage in largo anticipo, arriviamo a scuola e riesco anche a parcheggiare. Prendono la cartella, faccio per chiudere la portiera e lei mi guarda. " Ciao mamma, io vado".

venerdì 10 settembre 2010

ESTATE AL TRAMONTO






Il rientro, si sa, è sempre un po' traumatico. Si lascia il sole e si piomba nell'autunno, si tirano fuori le felpe e i pantaloni lunghi e i figli abbandonano infradito e ciabatte. Si mette piede in casa e ci si ritrova con una fitta agenda di impegni che vanno dal tecnico della caldaia alle 8 della mattina seguente, al corso di inglese di figli, agli allenamenti di calcio di Giacomo (ma gli andranno ancora bene le scarpe?? Per fortuna sì!). Per non parlare di compiti da terminare, materiale da catalogare, assemblee di classe e amichetti che richiedono la compagnia dei loro amici.

giovedì 17 giugno 2010

SI AMMALERANNO? IO LI CURO A CROSTATE



Li ho accompagnati stamattina, erano più di 200 ad aspettare questa gita, la più amata dell'oratorio feriale: tutta una giornata al parco acquatico. Prevista per martedì, è stata rimandata per cattivo tempo. Non si poteva più spostarla. "Ma mamma, andiamo in Piemonte, magari lì il tempo è diverso!!" Così si sono riuniti tutti nel salone, il don che spiegava la giornata (è stato trovato di straforo un parco acquatico con anche un luogo chiuso), noi mamme sempre più ansiose.

venerdì 30 aprile 2010

Per la mia festa vorrei una crostata di fragole


Chi mi segue lo sa, i miei due figli sono molto diversi. Giacomo è il classico precisino, che quando ha in mente una cosa, anche se c'è ancora tantissimo tempo davanti, ti martella finché non gli dai retta. Forse conosce bene la sua mamma e i suoi ritardi perenni...
Tant'è che ha cominciato a programmare la sua festa di compleanno con un mese e mezzo d'anticipo, stilando una lista per gli invitati, una con i giochi da fare e un'altra con quello che desiderava mangiare. Risultato: tutti i maschi della sua classe (sono 14) più tutti gli amichetti del cortile invitati, e meno male che non ha pensato alla sua squadra di calcio...
Programma della festa: caccia al tesoro, calcio, palla prigioniera, torta, pizza e film serale.
Menù: torta al cioccolato, panini con la Nutella, pizza e candeline da spegnere sulla

CROSTATA DI FRAGOLE

Per la frolla:
220 gr di farina 00

30 gr di farina di mandorle

125 gr di burro di ottima qualità

100 gr di zucchero (questa volta ho su 100 gr ne ho messi 30 di zucchero di canna)

2 tuorli


Per la crema pasticcera

4 tuorli
100 gr di zucchero

50 gr di farina
1/2 litro di latte

scorzette di limone (avevo quelli di sorrento) non trattato
fragole


Ho preparato la frolla come al solito. Avendo inserito la variante dello zucchero di canna, ho passato al mixer per qualche secondo i due zuccheri.


Mentre la frolla riposava in frigo, mi sono dedicata alla crema pasticcera: ho scaldato il latte con il limone, ho lavorato i tuorli con lo zucchero finché non ho ottenuto una crema chiara e spumosa, ho aggiunto un po' per volta la farina setacciata, il latte a filo e ho continuato a lavorare. Ho trasferito il pentolino sul fuoco basso e ho continuato a mescolare. Una volta raggiunta la consistenza desiderata, ho spento, trasferito la crema in una ciotola e coperta con la pellicola.

Durante il raffreddamento della crema, ho tirato fuori dal frigo la frolla, dopo qualche minuto l'ho stesa, ho foderato una teglia, l'ho bucata con una forchetta e l'ho messa in forno a 200° circa. Non mi sono ricordata di mettere sopra dei pesini per non farla gonfiare, ma non è successo comunque. Ho cotto finché non l'ho vista dorata. (una ventina di minuti) Tirata fuori dal forno, ho aspettato che si raffreddasse.

Ho preparato le fragole, lavandole delicatamente una a una sotto l'acqua corrente. Ho spalmato la crema pasticcera sulla torta, ho tagliato le fragole e le ho sistemate, facendomi aiutare dai bimbi, sulla crema. Niente gelatina, non mi piace.

Nove belle candeline, un omino di zucchero con maglia neroazzurra molto ammirato dagli amici tifosi e TANTI AUGURI GIACOMO!!


PS ovviamente in poco più di quattro ore non era possibile fare tutto, sono bastate una partitella a calcio, una a palla prigioniera, la cena all'aperto (che bello avere un giardino!) con tanto di pizza e il relax davanti a Guerre Stellari per avere anche quest'anno una festa indimenticabile e un sorrisone dal precisino quando è andato a letto.

venerdì 9 aprile 2010

PICCOLI FOODBLOGGER CRESCONO


Meno male che hanno inventato le digitali. A parte la mamma, che si sta appassionando sempre di più a quelle che il marito chiama ironicamente foto artistiche (per lui le foto devono includere almeno una persona che sorride), anche i figli di questa famiglia sono preda della fotofilia.
Per qualche anno li ho dotati di usa e getta e ho sviluppato i loro capolavori nel formato e negozio più economici. Ora, da quando ad Anna è stata regalata per la Prima Comunione la digitale (era ciò che desiderava di più), anche Giacomo chiede in prestito la mia.
E anche in questo caso mi soffermo divertita a sperimentare quanto siano diversi. Lei, fantasiosa e creativa quanto pasticciona e disordinata crea e modifica, per arrivare a risultati aristici come questo autoscatto.

E' l'urlo di Munch, mamma.

Lui, l'ingeniere. Meticoloso e preciso, attento osservatore. Ritrae fiorellini di montagna straiato per terra come un vero reporter, studia l'inquadratura per minuti e scatta.



L'altra sera, cena terminata, è ora della frutta. "Mamma, posso mangiare la banana scaldata col miele?" Sì, certo. E se la prepara. Nel frattempo suona il cellulare, il marito sta tornando a casa, ci si racconta la giornata. In cucina c'è troppo vociare, vado in sala. Chiacchero e sento il trillio della macchina fotografica. Clic clic. A telefonata ultimata arriva lui, "Mamma, guarda, come fai tu per il blog" e mi mostra la sua banana scaldata col miele impiattata e ritratta come farei io, foodblogger (...) alle prime armi. E siccome dopo la foto ci vuole la ricetta, eccola:

BANANE CALDE AL MIELE

una banana non troppo matura
del miele (noi solo sardo)

E' ciò che, nelle nostre goderecce serate sarde, termina in gloria la grigliata (di carne). Si sbucciano le banane, si pongono sulla griglia e si lasciano cuocere per qualche minuto, rigirandole sulla brace quasi spenta.
Una volta cotte, mettetele su un piatto e spalmateci sopra del miele di cardo, eucalipto, castagno o, per gli amanti del contrasto dolce-amaro, di corbezzolo.
Dopo sarete pronti per un buon mirto gelato.

Piace talmente tanto a Giacomo (la banana, non il mirto!) che lui si è inventato questo surrogato cittadino. Banana nel piatto, microonde a media potenza per qualche decina di secondi, miele e via, il piatto è pronto!


martedì 2 marzo 2010

UNDICI ANNI



E' il suo primo compleanno passato fuori casa. E' partita stamattina all'alba per una due giorni a Roma, alle cinque era già pronta, capelli perfettamente pettinati come non succede mai, neanche il sabato mattina quando si è in relax, vestita di tutto punto, con la sua felpa preferita.
Io uno zombie, lei fresca e smagliante, uno sprizzìo di gioia, entusiasmo, voglia di sentirsi grande. Se n'è andata col suo trolley, zainetto in spalla e borsa piena di torte per festeggiare insieme a tutti i suoi amici. Sono tornata a tentare di dormire. E mi sono venute in mente le nottate a girare con lei urlante in braccio e a sorprendermi a gridarle "CRESCI!!!!!" Sta crescendo, forse troppo in fretta per una mamma, ma è stato ed è uno spettacolo vedere come cambiano questi bimbi!
Preparerò una torta, ma per il marito che ha finito le scorte di dolci serali, la sua è rimandata a quando finisce la trasferta romana.
Quando tornerà a casa, troverà un dolce che le piace tantissimo, la

TORTA DI NOCCIOLE E CIOCCOLATO

250 g di nocciole, preferibilmente della varietà Tonda Gentile delle Langhe
200 g di zucchero semolato
50 g di zucchero di canna
80 g di burro
150 di cioccolato fondente almeno 50%
6 uova fresche
1 cucchiaio di farina
un cucchiaino di lievito per dolci
un pizzico di sale


Sgusciare le nocciole, tostarle nel forno e, una volta raffreddate, strofinarle di modo che perdano un po' di pellicina. Tritarle finemente. Triturare anche il cioccolato fondente. Montare gli albumi a neve ferma, unire i tuorli e montare ancora. Unire lo zucchero, il cioccolato, il burro sciolto delicatamente sul fuoco ( o al microonde) e il cucchiaio di farina setacciata insieme al lievito. Infine amalgamare dolcemente le nocciole, mescolando sempre dal basso verso l'alto. Versare l'impasto in un teglia rivestita di carta da forno e cuocere per 30 a 180 °.

Con questa torta che mi ricorda tutto quello di cui andavo (e vado) ghiotta nella mia infanzia, la nutella, i gianduiotti, le crepes col ripieno di crema al cioccolato e granella di nocciole, vorrei partecipare al contest di Genny, La torta della bontà.




Questo perchè le torte dei miei compleanni, quelle preparate da mia mamma, non sono mai state memorabili e perchè ogni compleanno dei miei figli è una festa anche per me (e per il marito)!!!
Soprattutto ora che dormono tutta la notte!!!

TANTI AUGURI ANNA!!



martedì 16 febbraio 2010

C'è del ketchup??


Per tre giorni alla settimana i bimbi tornano a casa da scuola per pranzo. Come quelli di Franci anche miei escono da scuola, mi salutano e... "ho fame!".
A casa abbandonano le scarpe in bagno, lasciano cadere cartella-giacca-felpa-grembiule (in un tutt'uno) immancabilmente per terra, si spalmano sul divano dove impera Signora Televisione e si dimenticano per un attimo che hanno fame.
Sono forse io la mamma superorganizzata che ha già acqua bollente pronta per la pasta, sugo che sobolle in pentola e tavola apparecchiata? No, esco sempre all'ultimo minuto perchè impegnata o in lavori casalinghi - telefonate - internet o sono in giro e quindi di grandi pranzetti non se ne parla.
Mentre Signora Televisione intrattiene i pargoli, io apparecchio e metto in tavola qualcosa di semplice, martedì uova, mercoledì carne, venerdì pesce o quello che mi ispira di più.
Mercoledì carne, il più delle volte mi limito ad hamburger (di trita piemontese, però!), fettine o petti di pollo alla piastra che appena vengono messi sul piatto vengo accompagnati dalla richiesta "c'è il ketchup?" seguita da timida domanda "possiamo anche un po' di maionese?"
Ma nei miei intenti c'è sempre quello di educarli a più sapori, possibilmente un po' genuini, tentare di limitare il più possibile le "schifezze" e aprire la loro dieta a tutto ciò che si può fare in casa...
Forte di queste intezioni, mercoledì nella mia solita spesa al supermercato prendo l'occorrente per

IL FILETTO DI MAIALE ALL'ACETO BALSAMICO, PRUGNE E MELE

Mi ha colpita Paoletta quando nel suo post sullo spezzatino e l'uso della carne dice che al posto delle fettine tristi di pollo spesso preferisce tagli di carne altrettanto economici e veloci da fare ma poco usati. E' vero, il filetto di maiale, per esempio, a mio parere offre un rapporto qualità prezzo ottimo e si presta a ricettine rapide e sfiziose.

un filetto di maiale medio
tre cucchiai di olio evo
un cucchiaio di aceto balsamico
qualche prugna secca
mezza mela tagliata a tocchetti
fleur de sel
semola

Mettere una casseruola antiaderente sul fuoco. Nel frattempo tagliare il filetto a fette di un centimetro e mezzo circa, passarle nella semola e in seguito metterle nella casseruola bella calda. Farle dorare da una parte all'altra, emulsionare in una ciotolina olio e aceto, versare l'emulsione nella casseruola e rimescolare le fette di modo che si impregnino del sugo. Aggiungere le prugne, la mela, un pizzico di fleur de sel. Mettere il coperchio alla pentola e cuocere per 5 - 7 minuti. Spegnere, attendere pazientemente che i figli spengano la TV, si lavino le mani e arrivino a tavola e impiattare.

Alla vista di prugne e mele il primo commento è stato " io quelle non le voglio" subito dopo la solita domanda "c'è del ketchup?"....





giovedì 11 febbraio 2010

Yellow Submarine





Era da quando è arrivato a Milano che il marito a ripetizione chiedeva di prenotare la visita e io immancabilmente mi dimenticavo di farlo. Sì, perchè se si tratta di smanettare su internet vado benissimo (prenoto vacanze per noi e tutti gli amici, aerei, traghetti, hotel, sono una perfetta agente di viaggi!) ma se bisogna prendere in mano il telefono.... la pigrizia e, forse, quel po' di timidezza che mi è rimasto, mi attanagliano e rimando, rimando, rimando...

Questa volta mi sono messa d'impegno, dopo un tentativo andato a male durante le vacanze di Natale (nessuno rispondeva), ho chiamato il Museo e finalmente domenica siamo riusciti ad avere l'appuntamento.
Ore 16.15, presentarsi un'ora prima alla biglietteria del Museo della Scienza e della Tecnica.

Quindi domenica mattina, colazione con le brioche fatte il giorno prima, messa, brunch a casa dei nonni per festeggiare la zia e via, verso il centro.
Biglietti in mano, giriamo per il Museo fino all'orario stabilito per iniziare la visita guidata.
Firme e riempimento di moduli, indossiamo il caschetto protettivo (e i bimbi sono contenti) e ci avviamo con la guida a visitare il Toti. Entriamo (siamo in 7) e mentre la guida racconta di come funzionava il sottomarino e di come vivevano i 24 militari dell'equipaggio, non posso fare a meno di pensare che già in sette non sappiamo come muoverci, che vita deve essere stata in 24!
La visita prosegue, guardiamo fuori con il periscopio, osserviamo gli strumenti, chissà se i bimbi capiscono cosa è il sonar, chissà se riescono ad apprezzare o quello che si diverte di più è il marito...
Usciamo, foto di rito, ci ritroviamo con altri amici e proseguiamo il giro del museo, padiglione dei treni (bella ambientazione, locomotive a vapore), padiglione aeronavale, spettacolare, se non fosse che cominciava ad essere buio e l'illuminazione è da catacombe.
E' quasi ora di tornare, tappa al nuovissimo e moderno bookshop, ci tratteniamo dall'acquistare cappellini, t-shirt, felpe del Toti (molto belli ma anche molto cari) ma un libro sul sottomarino e un modellino per la camera di Giacomo ce li portiamo via.
E' tardi, voglia di pesce, ma tutto quello che c'è è in congelatore e in più non è che sia ha molta voglia di cucinare. Per fortuna esistono dei sughi pronti surgelati (non findus, sono prodotti nelle Marche). Per soddisfare la voglia di pesce vanno bene. Io coordino i lavaggi dei figli e il marito imbastisce la cena, variegando un po' il sugo .
E intorno al tavolo ci raccontiamo le impressioni, come al solito i bimbi mi stupiscono. Attentissimi, non hanno perso una parola di quello che è stato raccontato, con qualche esempio in più sono riusciti anche a capire il sonar e il giorno dopo sicuramente racconteranno tutto alla maestra.

Se devo dare un giudizio, direi che il Museo della Scienza e della Tecnica è un tesoro inestimabile per Milano, ovviamente poco curato. Certo, è ampissimo, pieno di oggetti e quindi difficile da valorizzare, ma in alcune zone l'impressione è di una gran accozzaglia di cose, non ci sono itinerari tematici segnalati bene, si respira un'aria di vecchio e trasandato (vetri sporchi, zone "interattive" non funzionanti, poche spiegazioni).
Sicuramente ottima l'idea dei laboratori (che peraltro non puoi prenotare su internet, così come il Toti, ed è un Museo della Scienza e della Tecnica...), domenica il Museo era pieno di gente, (è uno di quei luoghi in cui si può tornare più e più volte, tanta è l'offerta) ma sinceramente partire con il rinnovamento dal bookshop e dall'area ristoro (operazioni, per carità, ottime e al passo coi musei europei) e tralasciare il resto ....

La visita al Toti, così come quella al Museo, merita. La nostra guida è stata chiara e esaustiva nella spiegazione. I miei figli hanno 10 e 8 anni, è l'età giusta, secondo me, per vederlo.
Certo, la prenotazione solo in determinati giorni e solo per telefono fa un po' ridere...

Ora aspettiamo che venga inaugurato il Nazario Sauro al Galata a Genova per organizzare una bella gita ad Acquario (piace sempre!) e Museo del Mare. Il bambino più grande (leggasi il marito) è già in fermento...







lunedì 8 febbraio 2010

Dopo la neve, il sole


Sabato mattina senza impegni, risveglio senza sveglia e casa piena di luce. La sera prima l'ennesima nevicata ha imbiancato il giardino e il sole è una piacevole scoperta. Colazione, il marito dorme dopo un rientro notturno dalle colline piacentine in mezzo alla neve. I bimbi vagano in pigiama tra sala sala e cucina, voglia di fare i compiti neanche l'ombra.
Ma è sabato mattina, il relax è d'obbligo. Non mi preoccupo più di tanto. (Ecco perchè sono sempre in lotta con l'orologio...)
Tiro fuori dal frigo quello che ho preparato la sera prima, mentre attendevo il ritorno del marito: la pasta per le brioche. Comincio a impastare, dividere in panetti, tentare trecce e girelle. Anna si avvicina e chiede di contribuire, "lavati le mani".
Anche se non ce c'è bisogno tiro su le tende, voglio fare il pieno di sole e poi il campo del grande albero davanti a noi è tutto bianco.
Ora siamo in due, lei, la creativa, la fantasiosa e io. Le due pasticcione all'opera. La lascio fare guidandola in pochi gesti, lei chiacchera e mi ricorda di quando per il suo compleanno abbiamo invitato le amichette a pranzo e poi per merenda ognuna ha fatto i biscotti.
Mi godo i momenti, chissà come verranno queste brioche.
La pasta è terminata, eccole tutte allineate nelle teglie, c'è la luce giusta per le foto. Ora bisogna solo attendere. E mentre lievitano, la giornata riprende gradatamente il ritmo normale.
"Bimbi, vestitevi e andate a fare i compiti". Anna parte e va, è il caso che io metta un pò di ordine in cucina (la lavastoviglie continua ad essere latitante...) e che cominci a pensare al pranzo.
Il telefono squilla, vado un attimo da un'amica, chiacchero un po' troppo, eccomi di nuovo a rincorrere il tempo. Ma l'incanto non è finito, e quando dal forno escono queste bellissime brioche, oltre alla soddisfazione rimane il cuore contento per quel momento di vita insieme.



LE BRIOCHE del sabato mattina

Da quando le ho viste da Gaia, mi è venuta voglia di farle. Ma non ho un'impastatrice degna. Stavo già pensando di tentare lo stesso quando ho visto queste da Ammodomio: potevo farcela anche io!
Come primo esperimento ho usato la ricetta del pan brioche della mia macchina del pane:

430 g farina Manitoba
50 g zucchero (io ho fatto 40 zucchero e un bel cucchiaio di malto d'orzo)
140 g burro
60 ml latte
3 uova
un cucchiaino e mezzo di sale
una bustina di lievito disidratato

La sera prima ho versato nella vasca della macchina gli ingredienti in questo ordine: latte, uova, burro, sale, zucchero, farina, lievito. Ho avviato il programma per il pane dolce (la mia è una Moulinex home bread ed è il programma 4 ) e ho spento un'ora prima del termine. Ho trasferito l'impasto in un sacchetto e l'ho messo a riposare in frigo per tutta la notte.

La mattina successiva, ho tirato fuori dal frigo la pasta (che nel frattempo era lievitata ancora, prendete un sacchetto grande!) e ho fatto le pieghe per impasti ricchi di burro come indica Adriano. Poi ho cominciato a dividerla in tanti panetti e con Anna ho realizzato panini semplici, pangoccioli, girelle, trecce, saccottini al cioccolato e alla marmellata.
Ho posizionato le nostre creazioni ben distanziate su due teglie e ho lasciato che lievitassero per più di un'ora. Ho acceso il forno a 200°, ho spennellato il tutto con un po' di latte e infornato per circa mezz'ora (alcune andavano cotte forse un pò meno). (spegnere e tirare fuori dal forno quando sono belle dorate)

Morbidissime, profumate e invitanti. La mattina dopo i bambini se le sono divorate (spalmandole di Nutella), esperimento riuscito!



 

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails