la mia vita da casalinga in lotta con orari, ordine, progetti mai conclusi, ma sempre alla ricerca del bello e... del buono
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giovedì 21 novembre 2013
SARDEGNA NEL CUORE
Sono giorni duri. Tutti abbiamo negli occhi di nuovo quei fiumi d'acqua, quel fango, quelle case con tutto ciò che prima era calore e affetto messo fuori accatastato come spazzatura, quelle strade spezzate che non vorremmo più vedere. Questa volta i luoghi che non riconosco più sono quelli tanto amati delle vacanze. La tanto sognata Sardegna, quella che ti immagini come la terra del sole e del vento, quella delle grigliate di pesce e pentoloni di malloreddus e salsiccia. Sardegna come luogo ideale dove il marito vorrebbe vivere, lui e il suo faro sul mare, un bicchiere di vermentino, chili e chili di cozze e bottarga, il profumo dell'eucalipo e il cielo stellato.
Ora accendi la televisione, vaghi su internet e ti viene il magone. Quelle terre invase da acqua e fango sono le stesse che coltivavano i piccoli contadini dai quali abbiamo sempre comprato frutta e verdura. Quelle vie diventate fiumi sono le vie strapiene di gente, di bancarelle, di maialetti arrosto e di profumi della fiera di Torpè. E pensi a quanto tempo ci vorrà perchè questa gente, dalla scorza dura ma genuinamente ospitale, possa ricominciare. Perchè se i paesi normalmente vanno in crisi d'acqua quando calano i turisti, come faranno ora? Perchè se per anni rimangono chiuse strade in attesa di essere sistemate ora quanto tempo ci vorrà per ricollegare i paesi?
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