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venerdì 2 marzo 2018

IL SALMONE COME PIACE A ME, AFFUMICATO AL CEDRO



Un tempo cucinavo di più e mi lanciavo nella sfida delle sfide,  l'EmmeTiChallenge. Poi il gioco si è fatto durissimo, il tempo a disposizione diminuito e io non non sono più riuscita a star dietro a nulla. Ho abbandonato la sfida, ma continuo a bearmi delle meraviglie che, mese dopo mese, i partecipanti riescono a preparare.

La sfida di febbraio è stata un'illuminazione. Il tema su cui giocarsi la ricetta è qualcosa di familiare, l'affumicato. I partecipanti, come al solito, sono riusciti a realizzare in casa dei piatti affumicati strabilianti. 

A me è venuta voglia di dare il mio piccolo contributo in omaggio a questa sfida che mi ha insegnato tanto, che mi ha spinto a vincere la pigrizia e mi ha vista impastare tagliatelle, realizzare bignè per il profiterole, dare sfogo alla fantasia. E non dimenticherò mai il pollo che ho disossato e farcito con le mie mani! 

Negli anni della giovinezza l'affumicato che conoscevo era solo quel sapore di chiara origine industriale che si ritrova sulle scamorze, sulla pancetta, sul salmone e che inizialmente ti piace un sacco e alla lunga non riesci più a sopportare. 

Poi è arrivato il BBQ, sono  arrivate le ricette di BBQ4all, i libri da leggere sull'argomento, i tanti corsi (di BBQ4All e di Agribrianza, il top della formazione) e le specializzazioni. Il marito si è appassionato e io mi sono riconciliata con l'affumicato. Grazie a ciò che imparava il marito, ho scoperto che si può affumicare con tantissimi legni diversi, quello di melo, di ciliegio, di cedro, di quercia americana, di botti di Jack Daniel's, di birra, di vino, di acquavite. 

Ho scoperto l'esistenza dello smoke ring, quell'anello rosa che si crea intorno alla superficie della carne rossa, che indica che l'affumicatura è andata a buon fine e che i non addetti al mestiere pensano sia indice di carne poco cotta. 

Ho apprezzato nuovi gusti e nuovi piatti. 

Ecco perchè non potevo non postare una ricetta. Sono mesi che non lo faccio.

SALMONE AFFUMICATO SU PLACCA DI CEDRO 



Non ho mai amato il salmone fresco, quel gusto forte e dolciastro nello stesso tempo mi nauseava. Così mi piace tantissimo. Il marito ha imparato a farlo con crosta di senape da BBQ4all e da allora non c'è commensale che non chieda il bis, bambini compresi. Stavolta, abbandonata la senape, la scelta è caduta sulle erbe aromatiche, l'aneto in particolare. 

La cottura su tavoletta di legno



Lo strumento per affumicare è una tavoletta di legno, in questo caso di cedro. Casa nostra ne è invasa. 

La cottura su legno è meravigliosa per ottenere affumicature delicate, adatte a materie prime come il pesce, la carne bianca, i formaggi. Si chiama Planking la tecnica della cottura, con conseguente affumicatura, su legno e oltre a permettere di avere dei piatti interessanti dal punto di vista del gusto, ha anche un plus estetico non indifferente. 

Portare in tavola il salmone, o le ricottine, con tanto di tavoletta ha sempre un effetto scenico che contribuisce ad aumentare la curiosità e l'acquolina dei commensali.

Come si cuoce su placca? Ecco i passaggi da fare

- si mettono a bagno in acqua le tavolette, se si ha tempo per qualche ora (3/4 almeno). Si eviterà che prendano fuoco e che brucino. Le tavolette vanno immerse in una bacinella d'acqua con un peso sopra, il perchè è ovvio: il legno galleggia

- si accendono i bricchetti per la griglia, si tolgono le tavolette dall'acqua, si asciugano e si comincia a preparare tutto l'occorrente per il piatto da realizzare

- si sistema la pietanza, nel nostro caso il salmone, sulla tavoletta. Quando le braci sono pronte e sistemate nel kettle in modo tale da poter fare sia la cottura diretta che quella indiretta, si posiziona la tavoletta sopra le braci per la cottura diretta.

- in pochissimo tempo si comincerà a sentire un profumo aromatico di legno. Fumo e profumo sono il segno che è arrivato il momento di spostare la tavoletta lontana dalle braci, per la cottura indiretta

- sistemate le placche per la cottura indiretta, si può chiudere il coperchio del BBQ e attendere il tempo necessario per la cottura della pietanza

Ora che abbiamo imparato come cuocere e affumicare i cibi su tavoletta di legno, ecco la ricetta del nostro salmone affumicato su legno di cedro

Ingredienti

  • una baffa di salmone (ci si mangiano minimo 4 persone, a seconda di quanto è grande)
  • una o due tavolette di cedro (a seconda di quanto sia grande la baffa) 
  • olio extravergine d'oliva delicato 
  • fior di sale
  • pepe
  • rub di erbe aromatiche secche (aneto, timo, maggiorana) 
  • scorza di cedro o limone da grattugiare

Procedimento

Preparare il salmone, adattandolo alla placca, verificando che non ci siano lische. Metterlo sulla placca di cedro e ungerlo con un sottile strato di olio. Preparare il rub di erbe aromatiche miscelando in uguali quantità aneto, timo, maggiorana, un pizzico di sale. Spolverare il salmone con il rub, in modo tale che la superficie ne sia tutta coperta ma senza esagerare.


Chiudere la placca con la pellicola trasparente e mettere il salmone a riposare in frigorifero mentre si prepara la brace. Quando il dispositivo ha raggiunto la temperatura di 180° / 200° si può procedere con la cottura come descritto sopra.

Dopo l'affumicatura il salmone dovrà cuocere in cottura indiretta con coperchio chiuso fino a che non avrà raggiunto la temperatura interna di 65°

Una volta cotto, togliere il salmone dalla griglia e lasciarlo riposare qualche minuto. Prima di servire, grattugiare un po' di scorza di cedro e aggiungere un pizzico di pepe.

Noi abbiamo accompagnato il nostro salmone con una salsa di yogurt e panna acida, senape, limone, erba cipollina e prezzemolo.





martedì 29 marzo 2016

Zuppa di pesce del venerdì santo



Venerdì Santo, digiuno a pranzo, ma la sera qualcosa si mangia. Giovedì avevo fatto un giro in pescheria: nelle intenzioni c'era di partecipare alla sfida mensile di MTChallenge che questa volta cadeva a fagiolo: brodetto di pesce. 
Uno sguardo al banco, la scelta è caduta su tutto ciò che è mediterraneo: triglie dell'Adriatico, moscardini, seppie, una piccola gallinella. scampetti e canocchie. 
Ho aggiunto un bel po' di cozze e son tornata a casa col mio bottino. 




Venerdì Santo. La mattina passata tra meccanico, un salto in chiesa a confessarmi, un saluto ai miei genitori in partenza per la montagna. Poi l'amica chiama e propone di partecipare a una via Crucis particolare. Sono giorni intensi, pieni di cose da fare, ma anche pieni di interrogativi. 

Cosa faccio? Nessuna esitazione. Vado. Piazza Gae Aulenti. Quattrocento persone, una croce, due frati della prefettura di Terra Santa. carabinieri in alta uniforme e sicuramente tante forze dell'ordine a proteggerci in sordina. Un'ora, quella della pausa pranzo di impiegati, funzionari e dirigenti che hanno organizzato il tutto. Quattordici stazioni e la lettura delle lettere che il parroco di Aleppo scrive ai propri amici. Una via Crucis con nel cuore i cristiani perseguitati, intensa e commovente. 

Torno a casa e sono le tre passate. Ho un elenco di post da fare entro domani che variano dalla tavola di Pasqua all'intervista al barber più famoso del web. Per tre giorni non sarò a casa e non ho intenzione di portarmi dietro il pc. 

Comincio da ciò che non posso rimandare. Scrivo di pasticceri carcerati, di fondazioni per disabili che ospitano la porta santa, di tavola di Pasqua. Scrivo e nel tardo pomeriggio, quando la fame comincia davvero a farsi sentire, interrompo. Tutto quel pesce deve diventare una zuppa. 

Pulisco le triglie e la gallinella, le sfiletto e le metto da parte, pulisco i moscardini e le seppie e comincio a cuocerli, perchè si sa che sono quelli che richiederanno più tempo. So che non ce la farò mai a fare tutto. Ma ho fatto una scelta e sono serena, e anche il pulire il pesce, anche il preparare la cena della sera del venerdì santo ha un'altro sapore. 


ZUPPA DI PESCE DEL VENERDI SANTO



Ingredienti



  • 4 triglie
  • 1 gallinella
  • 2 seppie di media grandezza
  • 6 piccoli moscardini
  • 6 scampetti
  • 8 canocchie
  • cozze del lago di Paola (erano un kg e 7, ne ho usato meno della metà, il resto per la pasta del giorno dopo) 
  • uno spicchio d'aglio
  • sedano
  • cipolla
  • olio extravergine d'oliva
  • un bicchiere di vino bianco
  • 300 g di pomodorini pachino

Pulire le triglie e la gallinella, sfilettarle. Pulire moscardini e seppie, tagliare le seppie a listelle. Far scaldare uno spicchio di aglio in camicia con un cucchiaio di olio. Aggiungere seppie e moscardini, Cuocere a fuoco vivace, sfumare con il vino bianco, lasciar evaporare e cuocere a fuoco basso, con il coperchio. 


Preparare il brodo con gli scarti di triglie e gallinella. Una precisazione, il vero broeto, al quale ci ha introdotti Anna Maria Pellegrino, vuole che si tostino le lische. Io non l'ho fatto, il tempo era poco e ho deciso di sporcare una padella in meno e di saltare un passaggio. Ho preso testa e lische di triglie e gallinella e le ho messe nell'acqua fredda insieme a dei gambi di sedano e mezza cipolla (piccola). 

Pulire le cozze, togliendo il bisso e sfregando bene i gusci. Farle aprire in una padella. Sgusciarle quasi tutte e filtrare l'acqua. 



Dopo almeno mezz'ora, controllare se seppie e moscardini si sono ammorbiditi. 

Sciacquare le canocchie e tagliarle sul dorso. Metterle, insieme agli scampetti, nella padella con seppie e moscardini. 

Aggiungere il brodo di lische di triglia

Sciacquare e tagliare i pomodorini. Aggiungerli. 



Unire alla padella anche i filetti di triglia e gallinella e infine le cozze insieme alla loro acqua. 

Coprire col coperchio e cuocere per qualche minuto, senza mescolare

Servire nelle ciotole con barchette di pane (filoncini di pane biscottato in forno, non li ho preparati io). Un pizzico di peperoncino, se amato, un pizzico di fior di sale sardo e un filo d'olio.

Buonissima. 

Non sono riuscita neanche questa volta a partecipare alla sfida. Poco male. La ricetta c'è, il piatto è stato gustato. E per questo mese non ho gettato la spugna. Un risultato buono, visti i tempi ... 






giovedì 28 marzo 2013

FIDEUA, SPAGNA E IL SOLE CHE VORREI

fideua spagnola con gamberi totani e cozze 




La Spagna. Una costante della mia vita da ragazzina, insieme alle estati tra i monti. Mio padre non ha mai amato il mare ma nutre una passione per la terra dei toreri e dei Conquistadores. Così, per far contente noi ragazze e  mia madre, per anni ci ha portate al mare in Spagna. Un compromesso che piaceva a entrambi-: spiaggia e mare per noi, giardino con ombra per mio padre e giretti culturali prima, durante o dopo. 
Abbiamo visitato angoli della Spagna di cui i turisti italiani non conoscono neanche l'esistenza, come alcuni paesini dell'Estremadura come Jarandilla de la Vera, Guadalupe e Zafra. Abbiamo toccato con mano la storia dormendo in castelli, antichi monasteri e palazzi (sono i Paradores de turismo, ottima idea per valorizzare e conservare il patrimonio artistico di una nazione)

venerdì 25 gennaio 2013

MARITO, COZZE E SPAGHETTI

spaghetti, cozze e datterini


Il marito è uno che mangia. Di tutto. Solo non fategli trovare una pasta con i carciofi: gli fareste un dispetto, è l'unica verdura che detesta fino alla nausea. Se tutto è apprezzato, ci sono alimenti per cui nutre una viscerale passione. Due fra tutti ? La maionese e le cozze, ve l'ho già raccontato-
Le cozze sono amate in tutte le varianti: dall'impepata a quelle con il bacon preparate per il capodanno british-hobbit, dalle gratinate alle ripiene fino ad arrivare alla pasta. Un piatto di pasta con le cozze lo riconcilia anche con la giornata più nera al lavoro.

lunedì 17 dicembre 2012

ACQUAPAZZA O CRAZY WATER?

 


"Fish in crazy water, what is it?" Chiede il ragazzo del tavolo dietro al nostro alla signora positanese doc. Lei gli sorride sorniona e non gli risponde. Anzi. Lo invita a prenderlo e a scoprirlo. Gli stranieri alla scoperta della nostra cucina. Nella tre giorni in costiera amalfitana, essendo in netta minoranza rispetto ad Australiani, Americani, Inglesi, Canadesi e qualche altro europeo, ci siamo divertiti (siamo un po' snob forse) a spiare questi turisti così diversi a volte da noi. Puoi trovare una coppia che assapora una pasta allo scoglio sorseggiando mojito, ti può cadere l'occhio sul  piede non propriamente pulito  di un rubicondo omaccione  che cena, in infradito e bermuda,  nel ristorante chic al lume di candela, ti raccontano della coppia di turisti coreani che, guardinghi, non si fidano che la focaccia portata al tavolo sia un omaggio della casa e che si tranquillizzano solo quando la proprietaria la porta via.

venerdì 12 ottobre 2012

IO VORREI DUE COZZE



Spiaggia di Sirolo, ristorantino e una tavolata di amici. Erano dieci anni fa, Anna e Giacomo i due unici bimbi: lei poco più di due anni, lui neonato. Arriva il cameriere, prende le comande e lei gli rivolge gli occhioni. "Io vorrei due cozze" Ilarità generale e stupore che una pischella di due anni potesse esprimersi in maniera così chiara e decisa.

Le cozze, una costante in casa mia. Non le amo particolarmente. Preferisco di gran lunga le vongole. Ma  i figli decisamente non le disprezzano e il marito le adora. Ne nutre una passione sfrenata, il suo mito è Frank, di Operazione San Gennaro, che muore felice in un tripudio di cozze.
In vacanza un anno tornò a casa con cinque chili di cozze, non vi dico che meraviglia pulirle!
In impepata, alla provenzale, gratinate (specialità della suocera), ripiene (che se le trova al ristorante si illumina) e poi come sugo della pasta. Metti le cozze in tavola e l'umore del marito vira al positivo immediatamente.

giovedì 28 giugno 2012

Scaloppine di spada al marsala: dalla cucina vintage all'MTC



Scaloppine, meno male che per l'mtc di questo mese non ci hanno proposto elaborate preparazioni! Se solo penso alle tagliatelle credo che se mi fosse capitata una sfida del genere avrei dovuto gettare la spugna.
Il caldo, la costante mancanza di tempo, le valigie per due mesi di vacanza e la casa da sistemare per non partire con troppi sensi di colpa avrebbero avuto la meglio! E invece ecco le scaloppine e insieme a loro una piccola lezione sulle basi della cucina. Meglio di così!

martedì 5 giugno 2012

CUCINA RAPIDA PER GIORNATE FRENETICHE



Chi ha dei figli in età asilo-scuola lo sa: da  metà maggio a fine anno è un delirio. Per ogni attività oltre la scuola bisogna mettere in conto almeno una festa-saggio-cena. E a volte una non è sufficiente....
Così ci si ritrova ad avere settimane in cui non si sta a casa neanche una sera e un marito che, poveretto, pazientemente sopporta e adduce a scusa il fatto che, tornando tardi, non riesce proprio a passare.
In realtà la mondana della famiglia sono io. Io attacco bottone anche coi sassi e in mezzo alla gente ci sto bene. Il marito è leggermente più selettivo.

lunedì 19 marzo 2012

Bottarga e pecorino, pasta sfiziosa e rapida nr 2



Strano week end quello passato. Il sabato trascorso con un marito al lavoro, un figlio con la solita partita di calcio, una figlia all'ennesima festa di compleanno (e non rientrava più... a tredici anni fanno già tardi la sera? Bisogna correre ai ripari!) Nessuna acrobazia in cucina, un po' di ordine in casa e un paio d'ore di giardinaggio con una bella vescica al pollice come conseguenza. Se voglio continuare a potare la lunga siepe di gelsomino che è rimasta bruciata dal gelo di questo inverno devo procurarmi delle cesoie nuove...

venerdì 9 marzo 2012

Venerdì magro, si mangia pesce


Venerdì di Quaresima, come precetto e tradizione vogliono, niente carne. Non che a casa mia se ne faccia largo uso, ma vuoi non mettere un po' di pancetta in quel sughino per la pasta? Vuoi non sistemare la figlia che mangia a scuola e che non vuole avvalersi della mensa con un bel panino col prosciutto?
Per la figlia poco male, è quasi una settimana che giace malata tra letto e divano (lo streptococco del cambio stagione colpisce ancora), ma per il resto della famiglia?
Ottima scusa, il venerdì, per preparare qualcosa di lievemente più sano e leggero. A casa dei miei era (ed è) giorno di frittata: grondava olio da tutte le parti... saporita, certo. Ma decisamente poco leggera ;)

mercoledì 7 marzo 2012

Un cucchiaio di fregola, un assaggio d'estate



Sabato mattina di sole e clima tiepido. L'ideale per la prima griglia, se solo avessi svegliato un po' prima il marito...Pazienza: i due dentici dai bellissimi colori se ne andranno in forno dentro un bel cartoccio (e magari nei prossimi giorni vi farò vedere come li ho preparati). Prima di uscire ho messo i lupini a spurgare.
Mi piacciono i lupini. Sono piccoli, solitamente pieni di sapore. Le mie preferite sono le arselle, ma qui non le trovo. A Viareggio le compri dai pescatori che te le danno insieme a un sacchetto di acqua di mare, ci metti un sacco di tempo a sgusciarle, ma sono d'un buono!

venerdì 17 febbraio 2012

CUCINA VINTAGE? CHIAMIAMOLA COSì...



Vi capita mai di preparare per cena un piatto che vi fa un po' vergognare di essere food blogger?  Fermo restando che non sono poi così sicura di esserlo, a me capita spesso. Dalla banale pasta al pomodoro preparata per i miei figli a qualche junk food stile wurstel e pureè... Il problema è che i figli apprezzano anche solo la pasta con la panna  e questa è una vera tentazione alla mia pigrizia :).
Cosa preparare per cena è sempre un dilemma.

lunedì 23 gennaio 2012

LE TAGLIATELLE: c'è sempre una prima volta



Questo è il bello dell'MT Challenge. Uno pensa da tempo di provare a fare un piatto e rimanda, rimanda, rimanda. Poi salta fuori la sfida. Non si può più rimandare. E' successo per i bignè del profiterole, succede anche questo mese con la pasta fresca. Le tagliatelle. Mai fatte a casa. L'unico approccio è stato alla scuola di pesce che ho fatto la primavera scorsa.

lunedì 28 novembre 2011

LIVORNO - OLBIA: dal baccalà al frattau




Sono già arrivate le prime mail di pubblicità e si comincia a fare proiezioni per vedere se quest'anno i prezzi dei traghetti saranno così scandalosamente alti come l'estate scorsa o no. Ma cosa c'entrano i traghetti? C'entrano, chè nella sfida più matta del web tutto contribuisce ad alimentare la fantasia per la presentazione del piatto. Questo mese baccalà.

giovedì 23 giugno 2011

IL KAKI AGE DI UNA CASALINGA IMPERFETTA



MTC di Giugno, questa volta gioco d'anticipo. Che poi anticipo non lo è tanto, mancano pochi giorni alla fine. Solo che se devo friggere è bene che ci provi nel week end, lo faccio così raramente che anche il marito vorrebbe approfittarne, e si sa che il marito ha solitamente degli orari di rientro che non permettono grandi prestazioni culinarie. Vi immaginate preparare frittelle giappostyle alle dieci e mezza di sera? Non ce la potrei fare!

venerdì 20 maggio 2011

Gamberi da pulire, insalatine e prova costume



Mercoledì, ho terminato il mio corso di cucina sul pesce (ve ne parlerò certamente!), posso tornare alle mie abitudini da finta casalinga in vacanza da una vita: piscina, chiacchere con le amiche e mercato.
E' quasi estate, e frequentare il mercato di questi tempi è bellissimo, vorresti comprare tutto!
Mi limito a un paio di meloni (buonissimi!), un assaggio di ciliegie (ancora insapori), delle fragole meravigliosamente sode e zuccherine, piselli per il risi e bisi dell'MTC, zucchine perchè bisogna pur far mangiare un po' di verdure alla famiglia e via....

Già, ma i mei amici del pesce cosa avranno?  Mi ritrovo a guardare il banco, i gamberi del mediterraneo, quelli piccoli  e rosa tenue, mi chiamano come al solito. "te li do tutti, ti faccio lo sconto" L'ho già sentita questa storia...
Me ne vado a casa con due chili di gamberetti e già penso che mi ci vorranno due ore per pulirli, quasi come quando il marito tornò dalla spesa estiva con cinque chili di cozze in realtà destinate a un ristorante...

Arriva la sera e mi accingo nell'operazione. Via la testa, via il carapace. Ma vuoi non togliere anche a ognuno il filetto nero? Dopo aver frequentato un corso ci cucina certe dimenticanze non sono ammesse...

I figli sono a letto, il marito arriva e mi trova ancora alle prese con i gamberi. Li faccio saltare leggermente in padella con olio e scalogno, una spruzzata di vino, un paio di minuti di cottura coperti e sono pronti.
La pasta per il marito è assicurata: spaghetti gamberi e passata di pomodoro, come piace a lui. Gli altri li sistemo per congelarli, ma me ne tengo da parte un po'.

Il giorno successivo, dopo la spesa al supermercato, mi preparo un'insalatina che vorrebbe essere un tentativo di mangiare sano e leggero (vedasi ansia da prova costume)

INSALATA DI GAMBERI, MIRTILLI E CARASAU
(oggi niente dosi, ho messo insieme quello che avevo!)

Spinacino novello
Soncino
Rucola
Lattughino rosso

mirtilli

gamberetti (mediterranei e puliti con le mie mani, per me!)

carasau

olio
aceto balsamico
fior di sale

In una ciotola mettere l'insalata sciacquata, i gamberetti, i mirtilli, olio, aceto e fior di sale. Mescolare e aggiungere solo alla fine piccoli pezzetti di carasau.

Un bel libro, un bicchiere di acqua fresca (il vino, purtoppo, ultimamente mi dà fastidio..) e il pranzo light è a posto. Peccato che la figlia avesse voluto un trancio di pizza e me l'abbia offerta .... non si può dire di no, vero???

lunedì 7 marzo 2011

UN PRANZO PER BENE



E' lunedì, i figli sono a scuola fino a metà pomeriggio. Non devo pensare a far da mangiare. Presa dalle mie attività più o meno (meno meno meno) casalinghe non mi apparecchio la tavola. Pilucco qua e là: un sacchetto di taralli, no anzi due, un vasetto di yogurt, dolciumi vari, una mela.... Mi illudo di mangiare poco. In realtà mangio solo male e rimango tutto il giorno con quel senso di fame che non se ne vuole andare...

Questo è ciò che faccio il lunedì, ma oggi no. Oggi decido che il contest di Sonia deve avere un senso anche per me.
La sera prima mi programmo il pranzo, d'altronde ci sono già un po' di bocconcini di tonno scongelati che vanno fatti. Ecco l'occasione buona! Preparo nuovamente il riso pilaf con la rice cooker e, voglio esagerare, aggiungo anche una bella insalatina. Ma andiamo per gradi, cominciamo con i

BOCCONCINI DI TONNO SPEZIATI
(dosi da single, o da mamma in libera uscita)


100 g di bocconcini di tonno
mezzo scalogno
uno o due cucchiai di olio exrtavergine d'oliva
un cucchiaino di misto spezie per pesce*

Scaldo in padella l'olio, aggiungo lo scalogno tritato e lascio sfrigolare per pochi istanti. Spolvero i bocconcini di tonno con le spezie e li metto nella padella, li giro velocemente e lascio cuocere, mescolando, per qualche minuto. Spengo il gas e lascio per un altro paio di minuti i bocconcini in caldo. Il tempo per sistemare il piattino, prendere un po' di riso dalla rice cooker, farne una cupolina e spolverarlo a sua volta con le spezie. I mio piattino è pronto.

E per contorno? Un pranzo per bene non puù averne uno....

Ecco allora una bella

INSALATA DI FINOCCHI E POMPELMO ROSA
(anche in questo caso dosi da single o da mamma in lbertà)

Un finocchio di medie dimensioni
mezzo pompelmo
olio
fior di sale
olive nere

Lavo il finocchio, lo taglio a listelle sottili. Spello a vivo il pompelmo, lo aggiungo al finocchio. Regolo di olio e sale. Unisco tre olive e mescolo. 

Posso sedermi a tavola e godermi il mio pranzetto insieme a una buona lettura!

Un pranzo per bene partecipa, ovviamente al contest per bene. Per volersi bene. Per tutte quelle donne che, colpite dall'endometriosi, devono convivere con il dolore. E la scelta degli alimenti giusti aiuta.

Se volete saperne di più, consultate il sito di A.P.E. onlus.

Grazie a Sonia, ad Illa for people , che quest'anno sostiene A.P.E. onlus, per aver pensato a un contest così e per avermi permesso di mangiare bene quest'oggi!! (ora però un po' di fame ce l'avrei.....)

* il misto spezie per pesce è un bel mix di spezie che ho comprato alla fiera dell'artigianato, padiglione Francia, stand tutto pieno di spezie di ogni genere... questo mix ha, secondo me, curcuma, prezzemolo disidratato, pepe rosa, cardamomo, coriandolo e non so cos'altro...:)




martedì 22 febbraio 2011

SCAMPETTI E LINGUINE: IN BIANCO O AL POMODORO?



E' ancora freddo, conviene andare al mercato quando tutti stanno già pensando a sbaraccare. Già, perché i fratelli pescivendoli un po' di sconto te lo fanno. Soprattutto se è rimasto poco sul banco. Ti rifilano tutto quello che è avanzato e te lo mettono a meno del prezzo iniziale. Bisogna far solo attenzione a non farsi infilare nel sacchetto tutto il banco, sennò  si rischia di far fuori il budget di spesa alimentare di una mese. Loro lo sanno, al massimo spendo 30 euro. E l'altro giorno mi sono portata a casa un chilo abbondante di scampetti, una certa quantità di enormi calamari, entrambi mediterranei e un paio di chili di alici.

martedì 25 gennaio 2011

Chiudi gli occhi e pensa al mare....



"Io ho prenotato, e tu?" L'amica super organizzata come al solito ha già in mano chiavi di casa e biglietti del traghetto. Abbiamo appena messo piede nel 2011, stamattina alle 8 c'era meno quattro, la nebbia è tornata a farci compagnia e il prato davanti a casa è ancora bianco di brina. Eppure è  bello sentir parlare di vacanze. L'amica più cara, quella ormai quarantenne, la nostra compagna di Sardegna, ha già cominciato ad inviarmi foto improponibili di case e giardini con tanto di omino che prende il sole...

venerdì 10 dicembre 2010

LO SCOGLIO DI CASA MIA



Mercoledì pesce, lo sapete. E anche questo mercoledì, nonostante la festa dell'Immacolata, i fratelli "due chili di pesce cingue euri" erano presenti nel primo banco del mercato. Con me questa volta anche il marito..." Ispirati, cosa vuoi?"" Mi piacerebbe tanto una pasta allo scoglio". E torniamo a casa con gamberi, calamaretti del mediterraneo, qualche ciuffetto, un chilo di vongole, tre orate e due chili di cozze. Come al solito quando vado a  fare la spesa col marito spendo il triplo....

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