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giovedì 26 febbraio 2015

I MIEI BACI, DEDICATI A CHI HA PASSIONE



Ho un amico pasticcere. Una storia bellissima: il padre ha iniziato 60 anni fa a produrre meravigliosi bignè in un piccolo laboratorio a Bardonecchia e il figlio ha continuato con passione, genio e creatività l'attività. Generazioni di turisti hanno fatto (e fanno) la coda per il krapfen alla marmellata di albicocche e per i mignon alla crema chantilly, allo zabaione (le famose paste rosa per le quali in famiglia facciamo tutti pazzie), per le crostate ai frutti di bosco e per tutte le meraviglie che uscivano (ed escono) dalla porticina del laboratorio.

Hanno lavorato insieme per anni, Franco e suo papà. Fianco a fianco, curvi su decine di bignè, come immortalato da due fotografie esposte in negozio. Poi, quando Franco è diventato un grande pasticcere, il padre si è messo da parte e ha fatto il nonno. Lo vedevamo scarrozzare i tanti nipoti in giro per Bardonecchia, salutando tutti quelli che incontrava. Nel frattempo la pasticceria è passata dal piccolo negozio degli inizi a una sede più grande e bella poco vicino e insieme a bignè, biscotti, meringhe alla panna, krapfen e torte varie hanno cominciato a comparire praline e cioccolatini. Franco non ha soltanto portato avanti i capisaldi di famiglia, ma ha cominciato a innovare, partendo prima di tutto dal cioccolato, la sua passione. E papà Ugetti, oltre a fare il nonno, ha continuato a passare in pasticceria. Era lui che vedevi la sera portare fuori la spazzatura con tutta l'umiltà che lo ha sempre caratterizzato e che caratterizza anche Franco, genio appassionato.

Il cioccolato è la grande passione di Franco che si aggiorna alla scuola di Valrhona, che utilizza solo quel cioccolato, che ogni anno parte dal suo paese a 1300 metri e viene a Milano per Identità Golose. La ganache che racchiude il suo profiterol e che avvolge le mini sacher è sublime e i suoi Bardonecchiesi al rhum sono da sempre il nostro "bacio" preferito.

Sono anche io della generazione Baci Perugina, ma da un certo momento in avanti ho capito che c'era qualcosa di molto meglio. Se n'è reso conto anche mio marito, quando ancora non eravamo sposati. Lui, che notoriamente non ama la montagna, ha come unica consolazione al fatto di dover passare le giornate al freddo quella di gustare i dolci di Franco. E non c'è volta che non si torni a casa con un bottino di bontà da tenere in casa e da omaggiare agli amici.



Così, quando ho scoperto che il tema dell'MTC di questo mese era quello dei baci al cioccolato non ho potuto fare a meno di pensare ai Bardonecchiesi di Franco. Un guscio millimetrico di cioccolato fondente, un cuore morbido e cremoso imbevuto di rhum e un doppio involucro di carta. Non c'è niente di più bello che sedersi la sera sul divano e gustarsi un Bardonecchiesi, accompagnato magari da un goccio di grappa buona o di rhum invecchiato. Al marito piacciono così tanto che per il  nostro matrimonio ne ordinammo 350, tanti quanti erano gli invitati.  E siccome non ci fidavamo a spedirli, abbiamo mandato i miei genitori a fare un week end in montagna e a ritirarli per noi...

Ho parlato troppo... avrete capito che mi sono ispirata alle dolcezze del mio amico Ugetti per creare i miei primi Baci. Cioccolato fondente, rhum, mandorle tritate (perchè un altra versione dei bardonecchiesi è con la ganache di mandorle) e albicocca secca perchè la Sacher di Franco ha al posto della marmellata una ganache al cioccolato fondente con pezzi di albicocca secca dentro. Questi sono i miei baci, che ovviamente ho fatto all'ultimo minuto. E che sono venuti tutt'altro che perfetti.



BACI AL CIOCCOLATO, MANDORLE, ALBICOCCHE E RHUM IN ONORE DI UGETTI
  • 500 g cioccolato fondente (200 per la ganache, 300 per la copertura)
  • 50 ml di panna fresca
  • un cucchiaino di miele di arance
  • 50 g di mandorle spellate
  • 3/4 albicocche secche
  • due bicchierini di rhum
Per il procedimento ho seguito il post di Annarita 

In un pentolino a fondo spesso scaldate la panna e portatela a ebollizione. Quando vedete le prime Bollicine, spegnete il fuoco e unite 200 g di cioccolato fondente sminuzzato. 
Mescolate fino a che il cioccolato non si è sciolto del tutto
Tritate finemente le mandorle
Unite le mandorle al cioccolato e panna e un bicchierino abbondante di rhum. Mescolate per amalgamare il tutto.
Fate raffreddare in un luogo fresco.

Nel frattempo tagliuzzate le albicocche e mettetele in un bicchierino di rhum, lasciatele marinare.

Formate delle palline di ripieno e in cima sistemate un pezzo di albicocca marinata nel rhum. 



Ora temperate il cioccolato. Vi consiglio di  seguire il post di Annarita, che è chiarissimo. Io non ho il piano di marmo e quindi ho deciso di utilizzare la seconda via di raffreddamento.

Fondete a bagnomaria circa i 2/3 dei 300 g di cioccolato fondente 
Raffreddate aggiungendo il cioccolato rimanente tritato. Mescolate e se vedete che la temperatura non si abbassa, trasferite il cioccolato in una ciotola fredda. 
Il cioccolato fuso deve arrivare a 28/29°, Riposizionatelo poi sulla pentola del bagnomaria (spento) per innalzare nuovamente la temperatura a 31°

A questo punto potete immergere i baci nel cioccolato fuso (io con questo passaggio ho avuto un po' di problemi...), sgocciolare e lasciare asciugare.

I baci sono pronti, Bisogna accompagnarli al bigliettino. San Valentino è passato, siamo in Quaresima e non sono la più romantica della terra....  I miei baci li dedico innanzitutto, ovviamente, a mio marito. Ma anche a chi, come il mio amico Franco, suo papà (che ora allieta il Cielo con i suoi manicaretti) e sua moglie Marina, è mosso da una passione.










mercoledì 21 dicembre 2011

UNA SCATOLA DI CACHI E DUE RICETTE


Del fatto che il marito edulcori il fatto di lavorare tanto, fino a tardi e a quasi un'ora di stradine di campagna da casa con le delizie della gola vi ho già parlato. Pranzi e cene a base di pisarei e fasò, affettati e gnocco fritto, ma anche coppa e pancetta a km 0 e soprattutto una serie di colleghi che gentilmente lo omaggiano dei frutti della terra. Come i dieci chili di pere dell'anno scorso e la scatola di cachi e kiwi arrivata venerdì.

venerdì 28 ottobre 2011

PROFITEROLE HOME MADE allo scoccare della mezzanotte




Questa volta pensavo proprio di non farcela. Lo so, lo dico tutte le volte. Ma da una settimana vivo tra telefono e computer: telefonate e rincorrersi di messaggi, email e ore e ore a parlare. Tensione, rabbia e ansia che non ti lasciano altro tempo e altre forze. Non voglio entrare nei dettagli, ma stiamo vivendo un momento di forte preoccupazione per il futuro della scuola dei miei figli. Ho passato una settimana a non fare null'altro che parlare: niente spesa, niente stiro, un accenno di cambio degli armadi.

mercoledì 19 ottobre 2011

I BROWNIES DI BEATRICE



Mi era sfuggito un commento. Non li ricevo via mail (lo so, sono tante le cose da cambiare in questo blog...) e questo proprio non l'avevo letto. Anche perchè era su un post di qualche mese da ormai, uno dei primi. "ciao lucia sono beatrice  la ex-compagna di anna :-) vorrei chiederti se hai la ricetta dei brownie ke la mamma continua a cercare senza avere successo così vorrei fargli una sorpresa e prepararli per il pranzo della DOMENICA !!! grazie ti voglio bene saluta anna e giaco"

venerdì 22 ottobre 2010

LAST MINUTE CAKE


Mercoledì, giornata intensa. Mettici una serie di incastri di appuntamenti, il catechismo di Giacomo, la pallavolo di Anna, una riunione, tutti concentrati nel giro di due ore e anche un impegno serale al quale tengo particolarmente. Aggiungi che il marito è abituato bene e che quindi non è il caso che gli lasci una cena da preparare dall'inizio alla fine, ma neanche quel piatto di pasta al pomodoro tutta rinsecchita e raggrumata da riscaldare. Tutte le volte che esco la sera cerco una soluzione che sia dignitosamente mangiabile per il marito, questa volta mi sono portata avanti, alle tre del pomeriggio già andava una bella zuppa di farro, patate e lenticchie. Evvai, come sono organizzata!
Già, però avevo promesso ad Anna di fare la sua torta al cioccolato, per il dolce serale non è rimasto più niente....
Mercoledì sera, recupero Anna dalla pallavolo, rientro in casa alle otto meno un quarto. Ho da mettere a tavola i figli, finire il post per Blogmamma, e questo tarlo della torta.... Decido: metto nel microonde burro e cioccolato e torno a finire il post. Pronti via, ecco la





LAST MINUTE CAKE ovvero versione rapida, riveduta e corretta della torta che non dura più di due giorni

200 g cioccolato fondente (questa volta 75%)
100 g burro

100 g zucchero

4 uova

due cucchiai di farina di mandorle
due cucchiai di farina di grano OO
un pizzico di sale


Ho messo nel microonde cioccolato e burro, ho avviato per 10 minuti al 70% di potenza. Intanto ho terminato il post. estratta la ciotola (attenzione che scotta!!) ho mescolato e lasciato raffreddate. Nel frattempo ho rotto le uova in un'altra ciotola e unito lo zucchero.
Ho lavorato con le fruste per 4 -5 minu
ti. Dopo aver acceso il forno a 200, ho ridato una nuova mescolata e ho unito cioccolato e burro (ancora caldini, ma il tempo correva!) a uova e zucchero. Mancava solo la farina, questa volta a due dei quattro cucchiai ne ho sostituito due di farina di mandorle, un pizzico di sale, e via, nella teglia e poi in forno a 180° per 20 -25 minuti circa.

Olè, in tempo per mangiare, sistemare la cucina, dare un bacio ai figli affidati alla nipote più grande. Il marito può consolarsi della mia mancanza: zuppa, un buon vino e al mio rientro una bella fetta di torta (buonissima) che, come al solito, la sera del giorno successivo era quasi finita...



Con questa ricetta voglio partecipare al contest di Fabiana. Pensavo di fare come molte, ovvero di mettere vicino al piatto il mio anello di fidanzamento o la fede, perché sono i gioielli a cui tengo di più, ma ho cambiato idea.
Il ciondolo che ho messo nella foto mi è stato regalato dai miei per i, ahimè, lontani 30 anni.
Mi piace tantissimo, l'ho sempre portato sia in spiaggia che, lungo, con un tubino nero. Poi un giorno di due anni fa ho deciso di nasconderlo per paura che, in mia assenza, qualche intruso lo rubasse.... Non l'ho più trovato. L'ho cercato e ricercato, poi mi sono rassegnata. L'avrò perso o buttato involontariamente insieme a qualcosa. La settimana scorsa, nel rivoluzionamento degli armadi, corveè obbligatoria per le temperature ormai decisamente autunnali, come per magia è rispuntato. Da allora è diventato il terzo gioiello dal quale non mi separo....




lunedì 15 febbraio 2010

English breakfast e partite di pallone



Mercoledì, allenamento di calcio di Giacomo, il campionato è ricominciato ed arriva la convocazione: siccome giochiamo dall'altra parte della città, partiamo presto. Ritrovo ore 13.15.
E ora chi glielo spiega al marito, che non ama lo sport, che il week end dorme fino a tardi, si alza e, dopo aver chiesto un caffè quando sarebbe meglio un'aperitivo, domanda: cosa si mangia oggi?
O anticipo tutto a orari da asilo nido e preparo, come al solito, pesce di primo e di secondo, contorno, chiacchere, frutta, dolce e caffè e ancora chiacchere, oppure devo trovare una soluzione più rapida.
Idea. English breakfast, tanto amata in casa dai tre bambini. Mi doto di tutto l'occorrente, uova, bacon, fagioli rossi, aggiungo wurstel, crauti, patatine. Manca il dolce, ma so già dove andare a parare. Il sabato mattina, mentre la casa è ancora in relax, riguardo un paio di blog e preparo

I MINIMUFFIN AL CIOCCOLATO E CUORE D'ARANCIA

La blogosfera è piena di ricette di muffin. Io sono rimasta colpita da quelli di Claudia (complici anche le sue foto meravigliose) e da quelli di Gaia, che prevedevano il latticello. Io non l'avevo, ma ho seguito le spiegazioni per farne un surrogato.
Ho fatto qualche modifica e ne sono usciti dei muffin morbidissimi, non molto alti a dir la verità (ecco perchè mini), nè particolarmente belli, però molto molto buoni!


ingredienti secchi

200 g farina
150 zucchero di canna
2 cucchiaini lievito
1 cucchiaino bicarbonato
100 g gocce di cioccolato
un cucchiaio di farina di mandorle
un pizzico generoso di fleur de sel
marmellata d'arance

ingredienti liquidi
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
240 di latticello
2 uova
110 burro

In una ciotola ho messo tutti gli ingredienti secchi, setacciando la farina con lievito, sale e bicarbonato.
Ho fuso cioccolato e burro e una volta raffreddati li ho uniti alla vaniglia, al "latticello" (latte, yogurt e limone) e alle uova.
Ho trasferito i liquidi nella ciotola dei solidi e ho mescolato velocemente. Dopo aver acceso il forno a 190° ho trasferito il composto (con l'aiuto dei bimbi, il sabato ormai è un must che si pasticci insieme in cucina) nei pirottini e al centro ho adagiato un mezzo cucchiaino di marmellata di arance (avevo la Wilkin and sons Tiptree, che ha dei bei pezzi di scorza dentro).
In 20 massimo 30 minuti i muffin erano pronti, ma era già tempo di correre al ritrovo per la partita. "Niente dolce, li trovate per la merenda." Sono bastati per la merenda e per il dopocena con gli amici. Qualcuno ha anche voluto portarsene via un po' per la colazione del giorno dopo.
Ora, in uno dei miei giri milanesi, dovrò trovare il latticello.

Partita persa, sarà stato il pranzo/breakfast un po' pesante?



venerdì 5 febbraio 2010

Hai mangiato?



Quasi ogni sera, mentre sistemo la cucina e i bimbi iniziano il loro luuungo avvicinamento al letto fatto di canzoni, risate, lavaggi, spinte, urla della mamma, schizzi, altre urla della mamma, tubetti di dentifricio che non si vogliono aprire, lunghi stand by davanti allo specchio, altre urla della mamma, vestizioni che avvengono a pezzi e in stanze diverse dalla casa, vestiti sparsi e ancora altre urla della mamma, quasi ogni sera più o meno in contemporanea arriva la chiamata del marito che, finalmente in macchina, chiama per avvisare che sta tornando.
Il viaggio è lungo e solitamente la telefonata diventa l'occasione, bambini permettendo, per raccontarsi un po' la giornata. Immancabile, prima di salutarsi perchè i figli proprio non ne vogliono sentire di salire nelle loro camere se un cerbero non li pungola, la mia domanda: "Hai mangiato oggi?" Dalla sua risposta so più o meno quanto mi separa dal relax divanesco.

"Niente ho una fame da lupi" significa, ovviamente che sono previsti più di 200 grammi di pasta con ricco condimento e magari anche un secondo per chiudere quel buchino. Oltre, ovviamente al dolce finale.
"Ho mangiato un panino", me la cavo tendenzialmente con tanta bella pasta, magari due pomodori e il solito dolce.
Piatto di pasta, magari un po' meno abbondante, anche quando va a pranzo con qualche collega.
Quando invece il pranzo è con clienti o fornitori o con il capo o quando santifica il venerdì facendosi un bel piattone di gnocco fritto e salumi piacentini, allora posso sperare che mi dica, "no non mangio nulla". E quindi ci si può accoccolare sul divano con una fetta - ina di torta e sperare che ci sia un bel film da guardare (speranza vana, solitamente...)

E' il caso di ieri sera, non solo è arrivato in tempo per salutare i figli che giravano in canottiera e pigiama per casa, ma ben pasciuto da un pranzo coi fiocchi. E allora, bimbi a letto, una bella fetta di Sacher modificata...

TORTA SACHER all'arancia

150 g cioccolato fondente

150 g zucchero

150 g burro

5 uova


per la copertura

200 cioccolato fondente

per la farcitura

marmellata di arance

Sciogliere il cioccolato a bagno maria (mai avrei pensato, quando l'ho messa in lista nozze, che avrei utilizzato tanto la bastardella) e lasciarlo raffreddare.

Lavorare il burro morbido con lo zucchero finchè non si ottenga una crema soffice. Unire alla crema il cioccolato a cucchiaiate e uno alla volta i tuorli dell'uovo. Lavorare a lungo, il composto deve essere morbido e spumoso.
Montare gli albumi a neve molto ferma, incorporarli al composto un po' per volta mescolando dal basso verso l'alto per non sgonfiarli. Unire poco alla volta la farina setacciata.

Versare in una teglia e mettere in forno (preriscaldato) a 200° per 45 minuti.
Spegnere il forno e non aprire subito.
Mettere la torta su una gratella e farla raffreddare.
Tagliarla a metà (io con il filo non ci sono riuscita) e farcirla di marmellata di arance.
Tenere un po' di marmellata, passarla eventualmete al setaccio e scaldarla leggermente al microonde. Spennellare la superficie
della torta.
A questo punto vengno le dolenti note: la glassa. Quando preparo le torte, solitamente c'è già la cena che incombe (io e la mia incapacità ad organizzarmi!), quindi molto semplicemente sciolgo a bagno maria il cioccolato e lo verso sulla torta, stendendolo con una spatola o un coltello.
Certo, i bordi rimangono molto scoperti e sicuramente il lato estetico lascia un po' a desiderare, ma sinceramente le glasse al cioccolato fatte con aggiunta di acqua e zucchero, o burro, mi sembra che tolgano il gusto del contrasto tra il fondente amarognolo e il dolce di marmellata e torta. Una volta o l'altra proverò...


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