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giovedì 30 dicembre 2010

Il purè per mettere radici e festeggiare il nuovo anno





Ce la farò?? Mancano 15 minuti a mezzanotte, non credo. Ma avevo promesso a Jasmine che avrei partecipato...

Ecco il mio contributo al contest "mettere radici" di Jasmine e Manuel

IL PURE' DI SEDANO RAPA, TOPINANBUR E PATATE 
che accompagna il filetto brasato di capriolo

due patate
un sedano rapa di media grandezza
un topinanbur
acqua
un bicchiere di latte
burro
sale
panna acida

Pelare patate, topinanbur e sedano rapa, tagliarli a tocchetti e metterli in una pentola con acqua e latte. Far bollire e aggiungere un pizzico di sale. Continuare a far bollire, finchè patate, sedano e topinanbur diventino morbidi e l'acqua non si sia asciugata quasi del tutto. Io non ho il passaverdure, quindi ho frullato il tutto con il minipimer a immersione. Regolare di sale e aggiungere se si desidera un pizzico di noce moscata. Unire un paio di cucchiai di panna acida (facoltativo, ma a me piace tantissimo!) e una noce di burro salato.

Ho formato delle quenelle con il purè, dentro le quali ho sistemato una nocciolina di burro salato e una spolverata di noce moscata. Il purè è ottimo se accompagna un bel brasato. 
Nel mio caso avevo un filetto di capriolo avanzato dal Natale, e ho trovato il modo per ridare vita al piatto! E per la ricetta del capriolo?
Non credo di avere altro tempo, quindi la posterò dopo!


A proposito, buoni preparativi di fine anno!!

mercoledì 14 luglio 2010

ZUCCHINE IN CREMA, E TUTTI LE MANGIANO





Corre il tempo, è più di una settimana che sono approdata sui monti della Valle di Susa e ancora non ho aggiornato il blog. Ma le nostre giornate passano tra corsi di tennis, gite tra i monti e divertimenti vari.
La cucina è in mano alla padrona di casa (mia madre), e solo nel week end, quando il marito (animale da mare) obtorto collo ci raggiunge, allora ci gustiamo qualcosa di sfizioso.

Avrei da raccontarvi di tome d'alpegggio, di caprini erborinati, di mocette di cervo e soprattutto di meravigliosi dolci di un amico pasticcere, che mi ha promesso che un giorno o l'altro mi farà entrare nel suo regno e mi insegnerà a fare i macaron con la farina di nocciole, come li fa lui.

venerdì 2 luglio 2010

FIORI DI ZUCCA, PRELUDIO DI VACANZE


Poche parole, tanti must to do prima della partenza (programmata per domani, ma potrebbe slittare a domenica...) e questi fiori di zucchina che sarebbe anacronistico postare a ottobre.
Parto con il PC e domani mi cercherò una chiavetta, ma chi lo sa quanta voglia avrò di scrivere ricette e amenità varie...

lunedì 14 dicembre 2009

Mercatini e cene improvvisate

Sabato (e domenica) mercatino della solidarietà alla scuola dei bimbi. "Caro marito, tu vai alla partita di Giacomo che io e Anna andiamo al turno del mercatino." "E quando torni?"" Il turno finisce alle 22.30."
Grugno.
E ognuno per la sua strada.
Arrivano le sette e mezza, il mio banchetto ha già fruttato parecchio, decido di chiudere prima e andarmene a casa.
Ciao.- Ciao (voce da grugno) - Sorpresa, torno a casa per cena. - Bene, ci ha invitato mio fratello, portiamo il vino, lui fa la pasta con gamberi e vongole, non è che hai tempo e voglia di andare a comprare qualcosa di secondo?
Posto che in zona di negozi aperti oltre le otto neanche l'ombra, se anche ci fossero stati, la voglia proprio non c'era. Allora mente locale a ciò che c'è in frigo e quando torno a casa ecco che nasce



L'INSALATA DI INDIVIA E BOTTARGA

Ho tagliato a julienne due mazzi di indivia belga, precedentemente lavata e asciugata, li ho uniti alla bottarga di Cabras, tagliata a scaglie, a spicchi d'arancia sfilettati, pinoli, scaglie di pecorino stagionato. Un filo d'olio, un pizzico di fleur de sel, una grattata di pepe rosa, ho mescolato il tutto e il secondo leggero da portare in tavola era pronto. Viste le premesse (cena da solo con i figli e moglie al mercatino) non ci si poteva lamentare....

venerdì 27 novembre 2009

Il colore dominante


Sono ormai due settimane. Immersi nel grigio e tutte le sue sfumature. Tutto sommato non mi dispiace, sono ferma in casa, e queste giornate bige contribuiscono a non farmi venire troppa voglia di uscire. In un clima, diciamolo pure, così deprimente, quel poco di bello che ti si offre allo sguardo quando scosti le tende e guardi fuori salta all’occhio con una forza che probabilmente in una giornata di sole non avrebbe. Come il campo di grano davanti alla cucina, che fino all’altro giorno era lì, preda delle erbacce ed ora, arato di fresco, pettinato e intenso nel suo marrone, mi dà un senso di ordine e armonia.



Avrei voglia di fare una crostata, ma manca il burro. Rimedio postando una non ricetta. In famiglia verdura è sinonimo di pomodoro e viceversa, col marito ho perso le speranze, insalata e pomodoro immersi possibilmente in un bel po' di maionese o, per una maggior leggerezza, nella vinagrette.
Coi figli sto ancora tentando di ampliare l'orizzonte e direi che qualche variazione sul tema è accettata. Soprattutto se presentata in forma simpatica. Ho imparato che se offro un piatto di finocchi crudi tagliati e conditi, a fine pranzo è ancora lì come prima, mentre se li taglio in verticale e ne ricavo dei bastoncini da pinzimonio che loro possono immergere nel loro mix di olio (extravergine, ovvio) -aceto balsamico -sale, la ciotola dei finocchi si svuota. E le preoccupazioni salutiste della mamma sono a posto.



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