la mia vita da casalinga in lotta con orari, ordine, progetti mai conclusi, ma sempre alla ricerca del bello e... del buono
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mercoledì 29 gennaio 2014
SPEZZATINO DI CINGHIALE e fallimenti vari
Quando ho saputo che la sfida per il mese di gennaio sarebbe stata lo spezzatino ero ad Aigues Mortes, ai confini della Camargue. Lì la specialità è la gardiane de taureau, lo spezzatino di toro. Avevamo cercato un macellaio che ci vendesse la carne di toro da mettere sottovuoto, ma inutilmente. Siamo riusciti solo a scovare una gastronomia con tanto di bottegaio che sembrava uscito da Ratatouille: basso, grassoccio, fazzoletto al collo e gilerino di velluto. In vetrina la ciotola con la gardiane, che si siamo fatti impacchettare e che ci siamo mangiati il giorno successivo.
Quindi cosa potevo cucinare come spezzatino? La voglia di replicare un piatto che avevo assaggiato quasi venti anni fa in uno dei tanti Paradores de turismo in cui mio padre, appassionato di Spagna e di questi Hotel, ci portava. Il piatto era il cinghiale al cacao, mi era piaciuto molto (i piatti che mi colpiscono non me li dimentico, da sempre...), perchè non tentare di replicarlo?
mercoledì 16 gennaio 2013
SECONDO RAPIDO, FRIGO SVUOTATO
E' iniziato il nuovo anno, la situazione italiana è incommentabile e il portafoglio piange costantemente. Abbandonati i fasti dei pranzi delle feste, le concessioni nelle gastronomie blasonate e nei negozi fighetti, si rientra nei ranghi. La mia indole di casalinga risparmiosa (e un po' taccagna, forse) emerge: mi ritrovo soddisfatta come una massaia americana a fare i conti giusti per sfruttare a pieno i buoni sconto accumulati durante le gozzoviglie natalizie (chi fa la spesa all'Esselunga, lo sa) e a tentare di far fuori tutto quello che giace in frigo - congelatore - dispensa. Decluttering anche con il food, tanto per usare due termini che vanno tanto di moda.
giovedì 28 giugno 2012
Scaloppine di spada al marsala: dalla cucina vintage all'MTC
Scaloppine, meno male che per l'mtc di questo mese non ci hanno proposto elaborate preparazioni! Se solo penso alle tagliatelle credo che se mi fosse capitata una sfida del genere avrei dovuto gettare la spugna.
Il caldo, la costante mancanza di tempo, le valigie per due mesi di vacanza e la casa da sistemare per non partire con troppi sensi di colpa avrebbero avuto la meglio! E invece ecco le scaloppine e insieme a loro una piccola lezione sulle basi della cucina. Meglio di così!
venerdì 9 marzo 2012
Venerdì magro, si mangia pesce
Venerdì di Quaresima, come precetto e tradizione vogliono, niente carne. Non che a casa mia se ne faccia largo uso, ma vuoi non mettere un po' di pancetta in quel sughino per la pasta? Vuoi non sistemare la figlia che mangia a scuola e che non vuole avvalersi della mensa con un bel panino col prosciutto?
Per la figlia poco male, è quasi una settimana che giace malata tra letto e divano (lo streptococco del cambio stagione colpisce ancora), ma per il resto della famiglia?
Ottima scusa, il venerdì, per preparare qualcosa di lievemente più sano e leggero. A casa dei miei era (ed è) giorno di frittata: grondava olio da tutte le parti... saporita, certo. Ma decisamente poco leggera ;)
giovedì 29 dicembre 2011
OMELETTE GUSTOSA: come far fuori gli avanzi del Natale
E' inutile: cerco di mettere insieme dei pasti vagamente light per bilanciare l'abbuffata del triduo Vigilia-Natale-SantoStefano e immancabilmente mi ritrovo a cucinare qualcosa di calorico, proteico e grasso ... D'altronde il voler far fuori gli avanzi dei tre giorni più impegnativi dell'anno comporta necessariamente la preparazione di altro cibo non certamente apprezzato dai fautori della dieta a zona...
giovedì 5 maggio 2011
POLLO DI CORSA E CON GUSTO
Non c' è tempo, non c'è tempo!! Mi chiedo come mai riesca sempre a ridurmi all'ultimissimo minuto... Sono ancora una volta sommersa da partecipazioni da stampare e bomboniere da finire di assemblare. In più questa volta la comunione di Giacomo verrò festeggiata nel giardino di casa. Un brunch al quale vorrei mettere mano senza comprare troppe cose confezionate da altri. Vorrei...
venerdì 2 luglio 2010
FIORI DI ZUCCA, PRELUDIO DI VACANZE
Poche parole, tanti must to do prima della partenza (programmata per domani, ma potrebbe slittare a domenica...) e questi fiori di zucchina che sarebbe anacronistico postare a ottobre.
Parto con il PC e domani mi cercherò una chiavetta, ma chi lo sa quanta voglia avrò di scrivere ricette e amenità varie...
giovedì 27 maggio 2010
IL DISGELO E UNA PIROFILA DI GAMBERI
Era un po' di giorni che pensavo che fosse il caso di cominciare il countdown per i preparativi per la villeggiatura. A luglio solitamente saluto marito e casa e me ne vado in vacanza... già, lo sono sempre secondo marito e alcune amiche, beh, allora diciamo che vado a passare l'estate in montagna e poi al mare.
E prima di chiudere il capitolo cittadino, c'è tutta una serie di operazioni, di minimo sindacale che il mio status di casalinga, o di home manager, come ho letto da qualche parte (ahahahha) mi impone. Come quello di sbrinare, pulire freezer e frigoriferi e staccarne alcuni.
E prima di chiudere il capitolo cittadino, c'è tutta una serie di operazioni, di minimo sindacale che il mio status di casalinga, o di home manager, come ho letto da qualche parte (ahahahha) mi impone. Come quello di sbrinare, pulire freezer e frigoriferi e staccarne alcuni.
lunedì 22 marzo 2010
Aggiungi un posto a tavola.
I week end, si sa, sono all'ingrasso. Cene a pranzi con gli amici sono la regola a casa nostra, anche perchè durante la settimana, con gli orari del marito, non è possibile avere ospiti.
Con l'amico pubblicitario è un po' che non ci si vede, tra figli malati e varicellosi, gite sempre rimandate e grandi idee, optiamo per un pranzo casalingo da noi, chè il marito il sabato ha lavorato e non ce la può fare ad essere troppo attivo la domenica... E penso al menu.
L'amica mi porta il polpettone, io penso che sia ora di terminare in gloria quell'ultimo avanzo di crutin con una bella tagliatella. Mettiamoci un antipastino di salumi piacentini, una insalatina di indivia, noci e vinagrette, un dolce e il pranzo è servito, confort ed easy.
Ma perchè non invitare anche l'altro amico storico? Sabato sera mando un sms, arriva immediatamente la conferma. E il dubbio... ci sarà da mangiare abbastanza??
Non so voi, ma è un motivo di ansia che si insinua e serpeggia finchè non decido di aumentare dosi, portate, sfizioserie che poi tornano a riempire il mio frigo.
Beh, è sabato sera tardi, abbiamo altri amici ospiti. Non si riesce ad uscire.
Metto su un impasto per focaccia nella mdp, così, l'indomani mattina la inforno. E, quando gli amici se ne vanno, mentre sistemo la cucina, comincio a pensare...
Ci sono dei tomini piemontesi, c'è del bacon... Si fa strada l'idea di preparare come accompagnamento al polpettone i
TOMINI IN CROSTA DI PANE
o, come mi suggerisce Gaia, un'idea diversa per mangiare pane e formaggio!
per la pasta di pane (dosi per 6 tomini e una teglietta di focaccia):
300 ml acqua
100 ml latte intero
due cucchiai e mezzo di olio extrevergine d'oliva
due cucchiaini e mezzo di sale
400 gr di farina 00
300 gr di farine manitoba
100 gr di farina di grano duro
30 gr fiocchi di patate
due cucchiaini e mezzo di lievito disidratato
sei tomini (io ho usato i Casutin di Ocelli)
12 fette di bacon (ho usato quello danese Tulip, che ha fette belle larghe)
La sera prima ho messo nella mdp tutti i gli ingredienti e ho avviato il programma solo impasto
(che dura 1 h e 20). A programma terminato, ho dato una veloce impastata e trasferito il tutto in un sacchetto in frigorifero. La mattina successiva ho tirato fuori dal frigo l'impasto, l'ho ravvivato rinfrescandolo e facendogli fare le pieghe e diviso a metà. Una parte l'ho utilizzata per fare la focaccia col metodo ormai assodato della salamoia (la stendo e la faccio lievitare un po', preparo un'emulsione i acqua, olio e sale e la spennello sulla superficie, precedentemente bucherellata con le dita)
L'altra parte mi è servita per i tomini.
Ho steso un pugno di pasta il più sottile possibile e ho adagiato sopra le fette di bacon premendo un po'.
Vi ho sistemato sopra il tomino e ricoperto come se fosse un pacchettino.
Ho trasferito i tomini sulla teglia e ho atteso che venisse il momento giusto per infornare, di modo da poterli servire caldi e fondenti.
Ho cotto nel forno a 200° per almeno 20 minuti, sfornato e portato in tavola.
Solo l'amico storico, che odia il formaggio non li ha mangiati! E per lui neanche il crutin (non sa cosa si perde!!), meno male che c'è sempre una porzione di ragù a portata di mano per le emergenze (questa volta, a onor del vero, arrivava dalla suocera che, cuore di nonna, ha pensato che ai bambini non piacesse il tartufo....)
E la prossima volta potrei provarli con il lardo al posto del bacon, o con un'aggiuntina di patè d'olive nere.
Con l'amico pubblicitario è un po' che non ci si vede, tra figli malati e varicellosi, gite sempre rimandate e grandi idee, optiamo per un pranzo casalingo da noi, chè il marito il sabato ha lavorato e non ce la può fare ad essere troppo attivo la domenica... E penso al menu.
L'amica mi porta il polpettone, io penso che sia ora di terminare in gloria quell'ultimo avanzo di crutin con una bella tagliatella. Mettiamoci un antipastino di salumi piacentini, una insalatina di indivia, noci e vinagrette, un dolce e il pranzo è servito, confort ed easy.
Ma perchè non invitare anche l'altro amico storico? Sabato sera mando un sms, arriva immediatamente la conferma. E il dubbio... ci sarà da mangiare abbastanza??
Non so voi, ma è un motivo di ansia che si insinua e serpeggia finchè non decido di aumentare dosi, portate, sfizioserie che poi tornano a riempire il mio frigo.
Beh, è sabato sera tardi, abbiamo altri amici ospiti. Non si riesce ad uscire.
Metto su un impasto per focaccia nella mdp, così, l'indomani mattina la inforno. E, quando gli amici se ne vanno, mentre sistemo la cucina, comincio a pensare...
Ci sono dei tomini piemontesi, c'è del bacon... Si fa strada l'idea di preparare come accompagnamento al polpettone i
TOMINI IN CROSTA DI PANE
o, come mi suggerisce Gaia, un'idea diversa per mangiare pane e formaggio!
per la pasta di pane (dosi per 6 tomini e una teglietta di focaccia):
300 ml acqua
100 ml latte intero
due cucchiai e mezzo di olio extrevergine d'oliva
due cucchiaini e mezzo di sale
400 gr di farina 00
300 gr di farine manitoba
100 gr di farina di grano duro
30 gr fiocchi di patate
due cucchiaini e mezzo di lievito disidratato
sei tomini (io ho usato i Casutin di Ocelli)
12 fette di bacon (ho usato quello danese Tulip, che ha fette belle larghe)
La sera prima ho messo nella mdp tutti i gli ingredienti e ho avviato il programma solo impasto
(che dura 1 h e 20). A programma terminato, ho dato una veloce impastata e trasferito il tutto in un sacchetto in frigorifero. La mattina successiva ho tirato fuori dal frigo l'impasto, l'ho ravvivato rinfrescandolo e facendogli fare le pieghe e diviso a metà. Una parte l'ho utilizzata per fare la focaccia col metodo ormai assodato della salamoia (la stendo e la faccio lievitare un po', preparo un'emulsione i acqua, olio e sale e la spennello sulla superficie, precedentemente bucherellata con le dita)
L'altra parte mi è servita per i tomini.
Ho steso un pugno di pasta il più sottile possibile e ho adagiato sopra le fette di bacon premendo un po'.
Vi ho sistemato sopra il tomino e ricoperto come se fosse un pacchettino.
Ho trasferito i tomini sulla teglia e ho atteso che venisse il momento giusto per infornare, di modo da poterli servire caldi e fondenti.
Ho cotto nel forno a 200° per almeno 20 minuti, sfornato e portato in tavola.
Solo l'amico storico, che odia il formaggio non li ha mangiati! E per lui neanche il crutin (non sa cosa si perde!!), meno male che c'è sempre una porzione di ragù a portata di mano per le emergenze (questa volta, a onor del vero, arrivava dalla suocera che, cuore di nonna, ha pensato che ai bambini non piacesse il tartufo....)
E la prossima volta potrei provarli con il lardo al posto del bacon, o con un'aggiuntina di patè d'olive nere.
sabato 6 marzo 2010
Thanksgiving roast turkey

Lo so, siamo ampiamente fuori stagione sia per il Thanksgiving che per le feste natalizie, ma il contest di Paoletta è interessante. E sarebbe stato parecchio utile insieme al libro Buon appetito America quando decidemmo il tema per il cenone di fine 2008, la cucina americana.

Come ho raccontato qui, in casa nostra ci sono due eventi, ormai storici, a distanza di 6 mesi l'uno dall'altro che gli amici attendono con ansia e ci vedono impegnati in ricerche culinarie e attività organizzative: il cenone di fine anno e il compleanno del marito, o festa di inizio estate.
Il 2008, capondanno americano, ha visto come portata principale, insieme a bagles, muffin salati, caesar salad, il tacchino ripieno. E come non partecipare a questo contest con sua maestà il tacchino del Ringraziamento?
Ecco la ricetta:
un tacchino da 3 kg circa, io l'ho comprato pulito e già pronto da riempire
bacon a fette
sale
burro 60 gr
rosmarino
timo
alloro
salvia
375 brodo di pollo
per il ripieno:
300 salsiccia
150 polpa di vitello
300 g castagne bollite
100 g lardo
60 g mollica di pane
1 bicchiere di latte
2 cucchiai di brandy
noce moscata
sale e pepe
Mettere in ammollo il pane nel latte e nel frattempo tritare lardo, polpa di vitello e 100 g di castagne. Unire al composto la salsiccia, le castagne restanti tagliate in 4 parti, il pane ben strizzato, il brandy, sale e pepe e una presa si noce moscata. Mescolare e introdurre gli ingredienti nel tacchino, precedendemente lavato e asciugato. Sigillare l'apertura cucendola con spago da cucina. Legare le zampe del tacchino (io non l0ho fatto) , fondere 50 g di burro e spennellarlo. Bardarlo con le fette di bacon e metterlo in una teglia imburrata insieme al brodo e agli aromi.
Coprire la teglia con un foglio d'alluminio unto e infornare per 1 ora e 30 minuti.
Togliere il foglio e cuocere per altri 30 minuti, finchè la pelle risulti dorata e, infilandoci uno spiedo, risulti cotto. Io, per non sbagliare, tolto il bacon, ho fatto dei tagli sul dorso del tacchino, ne ho verificato la cottura, l'ho irrorato col suo fondo e posto in forno ancora per 10 minuti.
Per essere in tema, abbiamo accompagnato il tacchino con cranberry sauce, cavoletti di bruxelles lessati e passati in un po' di burro e un pureè di zucca e patate (e a seguire chees cake e brownies).
PS Le foto lasciano alquanto a desiderare, visto che il blog ancora non era nei miei progetti più immediati e che quello che ci interessava era mangiare....


Come ho raccontato qui, in casa nostra ci sono due eventi, ormai storici, a distanza di 6 mesi l'uno dall'altro che gli amici attendono con ansia e ci vedono impegnati in ricerche culinarie e attività organizzative: il cenone di fine anno e il compleanno del marito, o festa di inizio estate.
Il 2008, capondanno americano, ha visto come portata principale, insieme a bagles, muffin salati, caesar salad, il tacchino ripieno. E come non partecipare a questo contest con sua maestà il tacchino del Ringraziamento?
Ecco la ricetta:
un tacchino da 3 kg circa, io l'ho comprato pulito e già pronto da riempire
bacon a fette
sale
burro 60 gr
rosmarino
timo
alloro
salvia
375 brodo di pollo
per il ripieno:
300 salsiccia
150 polpa di vitello
300 g castagne bollite
100 g lardo
60 g mollica di pane
1 bicchiere di latte
2 cucchiai di brandy
noce moscata
sale e pepe
Mettere in ammollo il pane nel latte e nel frattempo tritare lardo, polpa di vitello e 100 g di castagne. Unire al composto la salsiccia, le castagne restanti tagliate in 4 parti, il pane ben strizzato, il brandy, sale e pepe e una presa si noce moscata. Mescolare e introdurre gli ingredienti nel tacchino, precedendemente lavato e asciugato. Sigillare l'apertura cucendola con spago da cucina. Legare le zampe del tacchino (io non l0ho fatto) , fondere 50 g di burro e spennellarlo. Bardarlo con le fette di bacon e metterlo in una teglia imburrata insieme al brodo e agli aromi.
Coprire la teglia con un foglio d'alluminio unto e infornare per 1 ora e 30 minuti.
Togliere il foglio e cuocere per altri 30 minuti, finchè la pelle risulti dorata e, infilandoci uno spiedo, risulti cotto. Io, per non sbagliare, tolto il bacon, ho fatto dei tagli sul dorso del tacchino, ne ho verificato la cottura, l'ho irrorato col suo fondo e posto in forno ancora per 10 minuti.
Per essere in tema, abbiamo accompagnato il tacchino con cranberry sauce, cavoletti di bruxelles lessati e passati in un po' di burro e un pureè di zucca e patate (e a seguire chees cake e brownies).
PS Le foto lasciano alquanto a desiderare, visto che il blog ancora non era nei miei progetti più immediati e che quello che ci interessava era mangiare....

martedì 16 febbraio 2010
C'è del ketchup??
Per tre giorni alla settimana i bimbi tornano a casa da scuola per pranzo. Come quelli di Franci anche miei escono da scuola, mi salutano e... "ho fame!".
A casa abbandonano le scarpe in bagno, lasciano cadere cartella-giacca-felpa-grembiule (in un tutt'uno) immancabilmente per terra, si spalmano sul divano dove impera Signora Televisione e si dimenticano per un attimo che hanno fame.
Sono forse io la mamma superorganizzata che ha già acqua bollente pronta per la pasta, sugo che sobolle in pentola e tavola apparecchiata? No, esco sempre all'ultimo minuto perchè impegnata o in lavori casalinghi - telefonate - internet o sono in giro e quindi di grandi pranzetti non se ne parla.
Mentre Signora Televisione intrattiene i pargoli, io apparecchio e metto in tavola qualcosa di semplice, martedì uova, mercoledì carne, venerdì pesce o quello che mi ispira di più.
Mercoledì carne, il più delle volte mi limito ad hamburger (di trita piemontese, però!), fettine o petti di pollo alla piastra che appena vengono messi sul piatto vengo accompagnati dalla richiesta "c'è il ketchup?" seguita da timida domanda "possiamo anche un po' di maionese?"
Ma nei miei intenti c'è sempre quello di educarli a più sapori, possibilmente un po' genuini, tentare di limitare il più possibile le "schifezze" e aprire la loro dieta a tutto ciò che si può fare in casa...
Forte di queste intezioni, mercoledì nella mia solita spesa al supermercato prendo l'occorrente per
IL FILETTO DI MAIALE ALL'ACETO BALSAMICO, PRUGNE E MELE
Mi ha colpita Paoletta quando nel suo post sullo spezzatino e l'uso della carne dice che al posto delle fettine tristi di pollo spesso preferisce tagli di carne altrettanto economici e veloci da fare ma poco usati. E' vero, il filetto di maiale, per esempio, a mio parere offre un rapporto qualità prezzo ottimo e si presta a ricettine rapide e sfiziose.
un filetto di maiale medio
tre cucchiai di olio evo
un cucchiaio di aceto balsamico
qualche prugna secca
mezza mela tagliata a tocchetti
fleur de sel
semola
Mettere una casseruola antiaderente sul fuoco. Nel frattempo tagliare il filetto a fette di un centimetro e mezzo circa, passarle nella semola e in seguito metterle nella casseruola bella calda. Farle dorare da una parte all'altra, emulsionare in una ciotolina olio e aceto, versare l'emulsione nella casseruola e rimescolare le fette di modo che si impregnino del sugo. Aggiungere le prugne, la mela, un pizzico di fleur de sel. Mettere il coperchio alla pentola e cuocere per 5 - 7 minuti. Spegnere, attendere pazientemente che i figli spengano la TV, si lavino le mani e arrivino a tavola e impiattare.
Alla vista di prugne e mele il primo commento è stato " io quelle non le voglio" subito dopo la solita domanda "c'è del ketchup?"....
A casa abbandonano le scarpe in bagno, lasciano cadere cartella-giacca-felpa-grembiule (in un tutt'uno) immancabilmente per terra, si spalmano sul divano dove impera Signora Televisione e si dimenticano per un attimo che hanno fame.
Sono forse io la mamma superorganizzata che ha già acqua bollente pronta per la pasta, sugo che sobolle in pentola e tavola apparecchiata? No, esco sempre all'ultimo minuto perchè impegnata o in lavori casalinghi - telefonate - internet o sono in giro e quindi di grandi pranzetti non se ne parla.
Mentre Signora Televisione intrattiene i pargoli, io apparecchio e metto in tavola qualcosa di semplice, martedì uova, mercoledì carne, venerdì pesce o quello che mi ispira di più.
Mercoledì carne, il più delle volte mi limito ad hamburger (di trita piemontese, però!), fettine o petti di pollo alla piastra che appena vengono messi sul piatto vengo accompagnati dalla richiesta "c'è il ketchup?" seguita da timida domanda "possiamo anche un po' di maionese?"
Ma nei miei intenti c'è sempre quello di educarli a più sapori, possibilmente un po' genuini, tentare di limitare il più possibile le "schifezze" e aprire la loro dieta a tutto ciò che si può fare in casa...
Forte di queste intezioni, mercoledì nella mia solita spesa al supermercato prendo l'occorrente per
IL FILETTO DI MAIALE ALL'ACETO BALSAMICO, PRUGNE E MELE
Mi ha colpita Paoletta quando nel suo post sullo spezzatino e l'uso della carne dice che al posto delle fettine tristi di pollo spesso preferisce tagli di carne altrettanto economici e veloci da fare ma poco usati. E' vero, il filetto di maiale, per esempio, a mio parere offre un rapporto qualità prezzo ottimo e si presta a ricettine rapide e sfiziose.
un filetto di maiale medio
tre cucchiai di olio evo
un cucchiaio di aceto balsamico
qualche prugna secca
mezza mela tagliata a tocchetti
fleur de sel
semola
Mettere una casseruola antiaderente sul fuoco. Nel frattempo tagliare il filetto a fette di un centimetro e mezzo circa, passarle nella semola e in seguito metterle nella casseruola bella calda. Farle dorare da una parte all'altra, emulsionare in una ciotolina olio e aceto, versare l'emulsione nella casseruola e rimescolare le fette di modo che si impregnino del sugo. Aggiungere le prugne, la mela, un pizzico di fleur de sel. Mettere il coperchio alla pentola e cuocere per 5 - 7 minuti. Spegnere, attendere pazientemente che i figli spengano la TV, si lavino le mani e arrivino a tavola e impiattare.
Alla vista di prugne e mele il primo commento è stato " io quelle non le voglio" subito dopo la solita domanda "c'è del ketchup?"....
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